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Politica
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Il gip di Napoli Amalia Primavera ha rinviato a giudizio Silvio Berlusconi per il reato di corruzione nell'ambito del procedimento su una compravendita di senatori per far cadere il governo Prodi. Il processo si celebrera' davanti al collegio A della V sezione penale di Napoli, a partire dall'11 febbraio 2014.

Con Berlusconi, a giudizio anche Valter Lavitola che oggi per due ore ha reso dichiarazioni spontanee, anche lui accusato di aver svolto un ruolo nella corruzione (nata nel 2006) di De Gregorio affinche lasciasse l'Idv per passare al Pdl e provocare, successivamente, la caduta del governo Prodi (2008). "Se avessi davvero portato soldi sarei solo un vettore - ha sostenuto Lavitola - io portai soldi a De Gregorio ma era una partita di giro per l'Avanti". Lavitola ha anche scelto come legale Guido Paniz, ex senatore Pdl.

Per la difesa di Berlusconi, ha preso la parola Michele Cerabona: "non c'e' reato in quanto la Costituzione italiana prevede per ogni Parlamentare il diritto dell'insindacabilita' dei suoi voti". Alle 14.30 circa il gip si e' chiuso in camera di consiglio e alle 16.40 e' arrivata la decisione. Sara' dunque un collegio di giudici a stabilire se Silvio Berlusconi e Valter Lavitola sono da considerare colpevoli. L'indagine, che si fonda sulle dichiarazioni rese lo scorso anno da Lavitola, ha avuto una accelerazione decisiva con le ricostruzioni fornite da Sergio De Gregorio il quale ha confessato ai pm Alessandro Milita ed Henry John Woodcock, di aver accettato un 'patto scellerato'.

Nella prima udienza preliminare aveva chiesto di patteggiare ad 1 anno e 8 mesi e cosi' e' stato: condanna e pena sospesa. Era il 2006 e la migrazione dell'onorevole Sergio De Gregorio sarebbe servita a far cadere il governo di Romano Prodi, e cosi' fu, grazie al voto contrario proprio di De Gregorio. Per il pm questo passaggio fu pagato tre milioni di euro, di cui due in 'nero' e uno versato nelle casse dell'associazione culturale 'Italiani nel mondo'. Proprio De Gregorio ha raccontato ai pm di aver ricevuto i soldi da Berlusconi tramite Valter Lavitola.

Schifani - "Milano chiama, Napoli risponde. L'accerchiamento giudiziario sul presidente Berlusconi continua, senza esclusione di colpi", afferma Renato Schifani. "L'obiettivo pero' - assicura il capogruppo Pdl al Senato - non sara' raggiunto. Gli siamo ancora piu' vicini in questo particolare momento. Nessuno si illuda, Silvio Berlusconi restera' a lungo il leader del centrodestra e della maggioranza degli italiani".

Brunetta - "Il circuito mediatico-giudiziario e' in piena attivita'", dice Renato Brunetta. Il presidente dei deputati Pdl aggiunge: "Prima le calunnie strombazzate a 'Servizio Pubblico', che ha ospitato per l'occasione il senatore De Gregorio, campione del pentimento con accusa incorporata e pagata con l'innalzamento a eroe, poi il passaggio del testimone da Santoro-Travaglio al giudice di Napoli che ha disposto prontamente un nuovo processo contro Berlusconi. Dov'e' la novita'? La guerra dei vent'anni contro il leader di Forza Italia - sottolinea - diventa la guerra dei ventuno, ventidue anni. Questa spaventosa macchina che calpesta diritto e decenza e' ormai come un alieno impazzito, che pero' sa benissimo chi divorare". "Gli italiani onesti - assicura - non rinunceranno a cercare e ottenere vera giustizia usando tutti gli strumenti della democrazia e della non violenza".

Gelmini - "Per un De Gregorio che si autoaccusa e magari arriva anche a poter usufruire di sconti di pena c'e' un Berlusconi vittima dell'ennesimo episodio di giustizia ad orologeria". Lo afferma Mariastella Gelmini (Pdl) che aggiunge: "Il leader del piu' grande partito di centrodestra si trova ad essere messo in croce. Credo non ci sia nemmeno bisogno di terninare il ragionamento: gli italiani hanno antenne vigili. Sanno discernere il bene dal male, chi ha lavorato per se' da chi invece ha operato per il Paese. Non pensino di far fuori per via giudiziaria chi ha ancora i consensi e la credibilita' di Silvio Berlusconi", conclude Gelmini.

Difesa Berlusconi - "La decisione di rinviare a giudizio il presidente Berlusconi appare davvero straordinaria", dicono in una nota congiunta gli avvocati Michele Cerabona e Niccolo' Ghedini. "Solo pochi mesi or sono - rilevano i difensori dell'ex premier - lo stesso Ufficio GIP, con diverso Giudice, aveva stabilito la improcedibilita' del richiesto giudizio immediato rilevando insussistente l'ipotesi corruttiva. Oggi sugli stessi elementi viene fissato il giudizio. In realta', come risulta dagli atti, il De Gregorio, che proveniva da Forza Italia e che era andato all'IDV per mera convenienza elettorale, voleva fortemente tornare nel centrodestra e per sua stessa ammissione tutti i voti dati nel corso della legislatura - sottolineano i legali - erano correlati alle sue convinzioni personali e non gia' a somme di denaro ricevute o promesse". "Parimenti risulta che i denari che gli sono stati ufficialmente consegnati dal partito in forza di regolare contratto depositato al Senato erano per l'attivita' politica del suo movimento", dicono ancora Cerabona e Ghedini. "Nessun'altra dazione di denaro vi e' stata - ribadiscono - come bene ha chiarito il dr. Lavitola che ha spiegato come il contante riguardava la sistemazione contabile del giornale L'Avanti". "Il dibattimento - conclude la nota - non potra' che chiarire ulteriormente questa situazione con il conseguente riconoscimento dell'insussistenza dei fatti contestati".

Santanche' - "Il rinvio a giudizio e' una non notizia, semmai e' un'altra certezza dell'accanimento giudiziario nei confronti di Silvio Berlusconi". Cosi' Daniela Santanche' (Pdl), ai microfoni di Radio Montecarlo sul rinvio a giudizio di Berlusconi nell'ambito dell'inchiesta sulla compravendita di senatori. L'esponente del Pdl non ha dubbi: "Se qualcuno aveva aspettative perche' pensava che la giustizia potesse funzionare anche per Berlusconi, oggi e' stato disatteso. Per una come me, convinta di questo accanimento giudiziario, si tratta di una ulteriore conferma".

Fitto - "Rinviare a giudizio Silvio Berlusconi per una presunta compravendita di alcuni parlamentari significa ignorare la storia e i fatti che portarono alla caduta del governo Prodi. Purtroppo, in nome della persecuzione di Silvio Berlusconi, e' tutto lecito, anche riscrivere e falsificare le pagine del passato", dice Raffaele Fitto. "E' l'ennesimo episodio - prosegue il deputato Pdl - dell'accanimento giudiziario nei confronti del leader del centrodestra italiano, eletto da milioni di cittadini, da parte di alcuni settori della magistratura che ormai condizionano l'attivita' parlamentare sovvertendo le regole democratiche e la volonta' degli elettori".

De Gregorio - Afferma di voler chiedere "un incontro a Romano Prodi, per rinnovargli le mie scuse. Gli avevo scritto una lettera e lui mi ha risposto, garantendo l'assenza di rancore nei miei confronti". A parlare e' l'ex senatore Sergio De Gregorio, intervistato a Radio 24. "Ho anche scritto a Papa Francesco - aggiunge De Gregorio - per chiedere scusa a monsignor Parolin, segretario di Stato Vaticano. Quando io cercai di bloccare la rogatoria ad Hong Kong per Berlusconi - racconta - mi recai dall'allora sottosegretario agli esteri del Vaticano Parolin per chiedere di accogliere il premier di Hong Kong. Non gli dissi che cosi' volevo favorire il leader del mio partito. Fu una condotta ignobile".

 

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