Forza Italia con Calenda alle elezioni: spingere Meloni a essere più europeista. La speranza è che Vannacci spacchi la Lega. Il piano dei Berlusconi - Affaritaliani.it

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Ultimo aggiornamento: 18:49

Forza Italia con Calenda alle elezioni: spingere Meloni a essere più europeista. La speranza è che Vannacci spacchi la Lega. Il piano dei Berlusconi

All'indomani del pranzo tra Tajani e Marina a Milano. Inside

Di Alberto Maggi

Il punto finale? Una grande alleanza centrista tra Forza Italia, Azione, Noi Moderati, Udc e altre sigle riformiste e liberali che punti al 15% (almeno) per pesare e incidere moltissimo sul nuovo governo


Nulla accade per caso. Soprattutto in politica. All'indomani della partecipazione di Carlo Calenda alla convention di Forza Italia a Milano, durante la quale il leader di Azione ha auspicato una collaborazione ulteriore con gli azzurri, il segretario del partito fondato da Silvio Berlusconi, Antonio Tajani, vicepremier e ministro degli Esteri, ha incontrato a pranzo ieri (lunedì 26 gennaio) a Milano la presidente di Fininvest Marina Berlusconi. Nei giorni scorsi anche il vice segretario azzurro Roberto Occhiuto, presidente della regione Calabria, aveva incontrato la primogenita del Cavaliere. Come noto, il titolare della Farnesina e il Governatore della Calabria non hanno un ottimo rapporto politico.

Occhiuto ha parlato recentemente di "aria nuova" e di "andare oltre Tajani" non escludendo una sua candidatura a segretario nazionale al congresso di inizio 2027 (prima delle elezioni politiche). Tajani ha risposta che non ha nulla da temere e che va avanti per la sua strada. Con il presidente della regione circa un 15% di parlamentari e consiglieri soprattutto al Sud. I nomi più noti Licia Ronzulli e Alessandro Cattaneo. Ma il ministro degli Esteri ha nettamente la maggioranza del partito in mano. E' evidente però che il peso dei figli di Berlusconi, e questa volta a muoversi è stata Marina e non Pier Silvio (segno che qualcosa di importante c'è sotto) giocano un peso rilevante nella seconda forza di governo.

Non a caso, sul rapporto con Azione, proprio ad Affaritaliani Tajani ieri ha affermato che il modello è quello della Basilicata guidata dal Governatore Vito Bardi ovvero un'alleanza di Centrodestra a trazione azzurra con dentro Calenda. Un modello che si potrà esportare anche nelle grandi città, da Roma a Milano passando per Torino. E alla domanda su un'eventuale corsa insieme alle Politiche del prossimo anno, il titolare della Farnesina non lo ha escluso dicendo solamente che "prematuro" parlarne ora.

E' chiaro - spiegano fonti qualificate - che, visti gli interessi economico-finanziari dei Berlusconi in Europa, Germania in testa ma non solo (di recente anche in Portogallo), la famiglia del Cav spinga per una posizione del governo più europeista, più vicina alle istanze di Bruxelles e senza rincorrere continuamente il presidente Usa Donald Trump. E' vero che la premier Giorgia Meloni è stata dura nel criticare le accuse del tycoon sullo scarso impegno dei militari Nato in Afghanistan, compresi quelli italiani (posizioni ribadite oggi dal presidente del Senato Ignazio La Russa e allora ministro della Difesa che ha parlato di "falsità" da parte di chi sostenga che i nostri militare non fossero al fronte e in prima linea), ma resta il nodo della Lega di Matteo Salvini.

E soprattutto di quella parte della Lega che si riconosce nel vice-segretario Roberto Vannacci. Se gli esponenti del Carroccio fossero tutti moderati ed europeisti-atlantisti (ma non trumpiani sfegatati) come il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti e il capogruppo alla Camera Riccardo Molinari, non ci sarebbero problemi. Ma la "vicinanza a Putin", come l'ha definita Calenda, di una parte della Lega - e Vannacci quando parla anche ad Affaritaliani è sempre impietoso contro il presidente ucraino Zelensky - sono un problema che ostacolano il percorso comune Forza Italia-Azione, una possibile intesa alle Politiche e che non piacciono affatto a Marina e Pier Silvio Berlusconi.

La soluzione ideale, impossibile visti i numeri, sarebbe un esecutivo a guida azzurra con dentro Azione e anche Fratelli d'Italia, che in Europa stanno con i Conservatori Riformisti sempre più vicini al Partito Popolare Europeo nel quale c'è anche Forza Italia. Ai figli del Cav andrebbe bene anche un altro governo Meloni dopo il 2027 (certo non vogliono la sinistra di Elly Schlein, Giuseppe Conte, AVS e Maurizio Landini al potere) ma serve trovare un modo per arginare il peso del Carroccio.

Il punto finale potrebbe essere una grande alleanza centrista tra Forza Italia, Azione, Noi Moderati, Udc e altre sigle riformiste e liberali che punti al 15% (almeno) per pesare e incidere moltissimo sul nuovo governo. Nella speranza che la Lega imploda con l'uscita di Vannacci e un suo movimento sovranista fuori dal Centrodestra in modo tale che la Lega, relegata al 4-5%, possa essere più che una comparsa senza particolare peso specifico nel governo. Mancano moltissimi mesi alle elezioni ma i giochi sono aperti e i Berlusconi, Marina in testa, sono pienamente in campo. Anche se non direttamente in politica.

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