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Politica
Boccia (Pd): "Non voto le riforme senza le opposizioni"


Di Alberto Maggi (@AlbertoMaggi74)


"Non è vero che la Costituzione non è stata cambiata. Nel 2001 il Titolo V, criticato anche dal Centrosinistra, e nel 2006 la pseudo-devolution in salsa scozzese per fortuna bocciata dagli italiani. La Carta è stata quindi cambiata, ma in peggio. Per questa ragione è necessario predicare profondità più che velocità e questo significa non scherzare e non semplificare, stiamo parlando dei diritti fondamentali delle persone. E' necessario che tutte le opposizioni tornino in Aula, anche votando contro ma devono rientrare". Lo afferma Francesco Boccia, parlamentare del Pd e presidente della Commissione Bilancio della Camera, intervistato da Affaritaliani.it sull'iter delle riforme istituzionali all'indomani dei lavori della direzione del Pd.

"Spero non torni il dibattito strumentale e stucchevole della battuta fatta da alcuni nel Pd secondo cui chi criticava il Patto del Nazareno oggi lo rivendica. Un discorso strumentale che non prendo nemmeno in cosiderazione. E' giusto accordarsi sulle riforme con tutti i partiti di opposizione. Se da Forza Italia a Sel, dal M5S alla Lega, partiti così diversi tra loro, si ritrovano d'accordo a non restare in Aula abbiamo il dovere di fermarci e di farli tornare. Dobbiamo fare tutto il possibile perché la Carta sia modificata in modo condiviso e sia accettata da tutti anche da quelli che non sono d'accordo sulle scelte generali. In direzione è stato fatto un primo passo, vedremo da qui al 10 marzo quali aperture farà il segretario alle opposizioni".

Vale ancora la sua minaccia di non partecipare al voto se le opposizione non tornano in Aula? "Non è una minaccia, è una costatazione. Non si può votare la nuova Costituzione con mezzo parlamento vuoto, abbiamo il dovere di farli rientrare e di comprendere le ragioni di questo Aventino che non è mai successo nella storia della Repubblica. Bisogna lavorare per far sì che l'Aula sia piena e affinché siano seduti sia quelli che la pensano in un modo e quelli che la pensano in un modo diverso. E' un nostro dovere".

"Non sono d'accordo a votare la riforma della Costituzione con una maggioranza risicata, figuariamoci con un Parlamento vuoto", spiega Boccia. "Il dovere è quello di convincerli ad esserci in Aula anche se questo ci costa un passaggio in più. Contesto il legame velocità uguale qualità, la Costituzione in Italia è stata cambiata diverse volte. Le modifiche della Carta non sono mai state una palude ma un terreno fin troppo praticabile e molte volte ci sono state scorribande sulla Costituzione. Non vorrei che questa esperienza anziché venire annoverata tra una di quelle che cambiano davvero venga ricordata come la terza scorribanda, dopo quella del 2001 e del 2006. Lavoriamo, studiamo e fatichiamo sangue e sudure per trovare una soluzione. Alcuni di noi non sono culturalmente nella condizione di votare le modifiche alla Carta con il Parlamento vuoto. Mettiamoci il tempo che serve".

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