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‘Bossi voleva un suo tesoretto’ contro Maroni. Ecco le carte segrete di Belsito

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“Bossi mi ordinò di trasferire i soldi in Tanzania”. E’ questa la versione dei fatti di Francesco Belsito, il tesoriere della Lega Nord accusato di aver sottratto fondi dalle casse del partito. Le rivelaizoni sono contenute nelle carte dell’inchiesta e in cui Belsito rivela che i vertici della Elga erano stati messi al corrente da alcune ‘talpe’ delle indagini.

Negli interrogatori, riportati dal Corsera, Belsito ha raccontato come i big della Lega, a partire da Roberto Castelli, fossero stati messi al corrente da talpe sulle indagini in corso e avessero di conseguenza evitato i controlli. “Sapevano che arrivavano le perquisizioni prima”, ha raccontato Belsito ai magistrati il 13 marzo scorso, “e hanno cambiato le targhe delle stanze dove c’era la contabilità con i nomi dei deputati e dei senatori”. Il tesoriere ha però dichiarato ai pm di non conoscere l’identità delle cosiddette talpe. “Non so chi li aveva avvertiti. Ma sapevano benissimo, perché io ho avuto un bisticcio con Castelli e lui mi ha detto: ‘ci sono tre procure che indagano’. […] Io gli ho detto: ‘Ma sei un cartomante? O fai parte anche tu del sistema? Come fai a sapere?”.

Le accuse all’ex tesoriere toccano anche i “finanziamenti” della Lega al Movimento per le Autonomie di Raffaele Lombardo. Le dichiarazioni toccano anche la fronda interna al partito. “Avvisai Bossi che c’era una raccolta fondi. Lettere anonime, dove determinati esponenti, importanti imprenditori stavano foraggiando l’iniziativa del Nord. In queste cene con l’imprenditoria, Roberto Cota, Roberto Maroni e Luca Zaia incontrarono soggetti di livello nazionale”. L’obiettivo, stando alla versione di Belsito, era “costituire una fondazione”. Per l’ex tesoriere stavano formando una fronda, un soggetto autonomo all’interno del Carroccio. “Tanto che era quella la preoccupazione di Bossi: se rompiamo dobbiamo essere in grado di fare campagna elettorale. Ed ecco lì il motivo del Fondo. Lo spostamento del denaro in Tanzania. Lui voleva un tesoretto”.

Circa poi la strana alleanza della Lega con Lombardo, Belsito ha spiegato che “erano alleati. Quando seguivo la contabilità diretta, mandavo ogni anno a Lombardo un bonifico perché il Mpa era in coalizione, così mi era stato detto, con la Lega. Una quota parte del rimborso elettorale. Erano rapporti che aveva Calderoli”.