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Politica
Caro Renzi, la Calabria vuole impegni concreti e non promesse elettorali

Di Pietro Mancini


Il buon peperoncino calabrese di Diamante (Cs) ha insaporito le pietanze, servite ai tavoli dei commensali romani, invitati al cenone, organizzato, a Roma, per finanziare il PD.

I cittadini della Calabria, che domenica 23 novembre voteranno per rinnovare il Consiglio regionale, auspicano che, presto, ai loro drammatici problemi si presti maggiore attenzione ai tavoli decisionali del governo, degli imprenditori, dei sindacati.

Oggi la regione è in caduta libera, come certificano tutti gli indicatori economici. Una famiglia calabrese su 3 è al di sotto della soglia-limite ( 850 mila persone su una popolazione, che non arriva a 2 milioni ! ) ; quelle, che vivono con 500 euro al mese, rappresentano il 5 per cento del totale ; quasi il 10 per cento vive con 1000 euro ; i cassaintegrati, in attesa delle mensilità arretrati, sono 20 mila e ancora non sono state sbloccate le risorse del 2013.

Il livello più basso di occupazione, in età da lavoro, si registra in Calabria ( 39 per cento ), dove una persona su 4 non ha un impiego, con un tasso di disoccupazione che, nel 2013, si è aggirato intorno al 22 per cento. E il trend di aumento non ha risparmiato il dato, già sofferente, dell'occupazione giovanile : i disoccupati al di sotto dei 24 anni sono oltre il 50 per cento, le donne senza lavoro il 23.
Problemi, vecchi e nuovi, non risolvibili nell'immediato.

Ma, nella sua imminente visita in Calabria, Matteo Renzi dovrebbe evitare le generiche promesse elettorali e i "libri dei sogni", assicurando impegni concreti per il rilancio delle poche realtà positive.

Ci sono dei settori, da cui far ripartire l'economia, senza neppure chiedere ulteriori sacrifici ai cittadini. Come il comparto agroalimentare che, pur tra mille difficoltà, mantiene una buona posizione, grazie a produzioni di eccellenza. E vanno potenziate le infrastrutture. Ad esempio, il porto di Gioia Tauro. E'impensabile che uno dei più importanti scali del Mediterraneo non abbia ancora il collegamento con la ferrovia. Le imprese non sono in grado di utilizzare il porto per accedere ai mercati mondiali, spostandosi altrove.
Il medico, di origini calabresi, spedito da Berlusconi alla caccia di voti per Forza Italia ?
La regione necessita non di cure sanitarie, ma di "terapie d'urto", efficaci, per tamponare la drammatica situazione.

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