Per le ricostruzioni dopo terremoti, alluvioni e altre calamità lo Stato non potrà più farsi carico di tutti i costi. Nello Musumeci indica una maggiore condivisione del rischio mentre il governo valuta polizze catastrofali volontarie per i privati.
Il ministro apre alla condivisione dei costi e alle polizze catastrofali volontarie per i privati
Nello Musumeci mette in discussione un modello che ha affidato allo Stato il finanziamento delle ricostruzioni dopo le calamità: “Lo Stato non ha più il denaro per finanziare tutte le ricostruzioni e ovunque, è finita quella stagione”.
Il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare lo ha detto rispondendo a una domanda sull’intenzione del governo di muoversi su base volontaria per quanto riguarda le polizze catastrofali destinate ai privati.
Musumeci lega la necessità di cambiare approccio anche alla maggiore frequenza e intensità degli eventi estremi, senza però attribuire tutto al clima: “Il cambiamento climatico ha reso più esasperata una realtà che già esisteva, ma non deve essere un alibi. Dovremmo necessariamente convivere con il rischio, ma lo Stato non resterà a guardare, il peso verrà diviso in parti uguali”.
L’impostazione indicata dal ministro prevede quindi che lo Stato continui a intervenire dopo le calamità, ma senza sostenere da solo l’intero costo delle ricostruzioni. Nel ragionamento entrano anche le coperture assicurative volontarie per i cittadini, chiamate a contribuire alla gestione economica dei danni provocati dagli eventi catastrofali.


