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Politica

 

"Dal punto di vista fisico Calderoli può anche avere ragione. D'altronde si diceva che Celentano sembrasse uno scimpanzé". Francesco Speroni, capodelegazione della Lega Nord all'Europarlamento - interpellato da Affaritaliani.it -, si eprime così sulle parole di Roberto Calderoli ('Il ministro Kyenge ricorda un orango'). "I paragoni tra animali e personaggi ci possono stare. Non si tratta assolutamente di razzismo, perché ognuno può dire quello che vuole. Calderoli non si deve dimettere da vicepresidente del Senato, non è la prima volta che ci sono questi paragoni". Infine Speroni conclude dicendo: "La Kyenge? Beh, è rotondella e paffuttela... mi ricorda l'omino della Michelin".

E' polemica sulle dichiarazioni choc del leghista Roberto Calderoli che, alla festa del suo partito a Treviglio, ha detto riferendosi al ministro Cecile Kyenge: "Quando la vedo non posso non pensare a un orango". Parole infelici che non sono piaciute nemmeno agli altri esponenti del Carroccio e hanno scatenato una bufera: Letta è furioso, il Pd chiede le dimissioni del senatore da vicepresidente del Senato, lui si giustifica riducendo l'accaduto a una "battuta simpatica" e il ministro dell'Integrazione, vittima dell'attacco, esprime rammarico.

A condannare senza appello la frase razzista è il presidente del Consiglio Enrico Letta: "Inaccettabili oltre ogni limite le parole di Calderoli - scrive il premier su Twitter - Avanti Cecile col tuo lavoro! Siamo con te".

Da parte sua Calderoli si difende: "E' stata solo una battuta simpatica", spiega in un'intervista a Radio Capital. "Ho parlato in un comizio - tenta di giustificarsi - la mia battuta si è inserita in un ben più articolato e politico intervento di critica al ministro e alla sua politica". Ma persiste nella linea xenofoba: "Avevo appena detto che sarebbe un'ottima ministra... in Congo. Va benissimo come ministro ma a casa propria". Quanto all'ipotesi di dimissioni taglia corto: "Stiamo scherzando? Non ci penso proprio".

Il ministro dell'Integrazione si dichiara dispiaciuta dell'accaduto: "Provo rammarico, il confronto politico deve avvenire sul piano dei contenuti, non deve essere fondato sulle offese". Quanto all'ipotesi di dimissioni, Kyenge aggiunge: "Non è compito mio, la Lega apra al suo interno una riflessione". E conclude: "Le parole di Calderoli non le prendo come un'offesa personale, ma mi rattristano per l'immagine che diamo dell'Italia. Credo che tutte le forze politiche debbano riflettere sull'uso che fanno della comunicazione".

Il Pd: "Calderoli si dimetta". Per il segretario Pd Guglielmo Epifani quanto detto dal senatore del Carroccio "lascia senza parole e non dovrebbe nemmeno essere pensato. Detto dal vice presidente del Senato, apre un problema che andrà opportunamente affrontato". E conclude: "Accetti un consiglio Calderoli, si dimetta".

Anche Gianni Cuperlo, deputato del Pd, chiede le dimissioni di Calderoli dalla vicepresidenza del Senato: "Le affermazioni rivolte al ministro Kyenge - spiega il candidato alla segreteria del partito - non sono degne per un uomo che rappresenta le nostre istituzioni. Io penso che dopo quanto accaduto Calderoli dovrebbe trarne le conseguenze e dimettersi". Un concetto ribadito con forza anche dal capogruppo dei senatori Pd, Luigi Zanda: "Il senatore Calderoli rappresenta un caso di gravissimo sdoppiamento di personalità. Quando presiede il Senato lo fa con equidistanza. Quando parla da leghista tocca le vette della massima volgarità politica e civile. Il suo insulto al ministro Kyenge è totalmente incompatibile col suo ruolo di vicepresidente del Senato".

E la senatrice democratica Anna Finocchiaro aggiunge: "Domani il Pd in Aula a Palazzo Madama chiederà conto a Calderoli delle sue parole. Nel frattempo mi auguro che il vice presidente del Senato trovi la dignità di spiegare e di scusarsi con il ministro Kyenge".

Mentre per il sindaco di Roma Ignazio Marino su Facebook l'infelice battuta macchia la credibilità dell'Italia: "Le offese di Roberto Calderoli al Ministro Kyenge feriscono ed umiliano l’intero Paese e saranno con nostra vergogna riportate anche dai media internazionali".

Le altre reazioni. Piero Grasso richiede pubbliche scuse, ottenendo il plauso del ministro Dario Franceschini: "Offese inaccettabili, ma la quantità di messaggi che mi stanno arrivando in queste ore - dice il presidente del Senato- mi danno la felice certezza che i cittadini del nostro Paese rifiutano questi comportamenti in modo netto e totale. Come presidente del Senato mi auguro che il vice presidente Calderoli si scusi ufficialmente e pubblicamente con il ministro Kyenge al più presto". Interviene anche Laura Boldrini : "Solidarietà alla ministra Kyenge. Dal vicepresidente del Senato Calderoli parole volgari e incivili, indegne per le istituzioni", scrive su Twitter il presidente della Camera.

E il ministro della Semplificazione Giampiero D'Alia: "Linguaggio spregevole da Ku Klux Clan, Calderoli è in cerca di visibilità, il suo partito è allo sbando, si dovrebbe dimettere".  "Inaccettabile" è anche il commento di Chiara Carrozza. Il ministro delle Politiche agricole, Nunzia De Girolamo accusa il clima di intolleranza dilagante: " Ieri è toccato alla Carfagna, oggi alla Kyenge. Episodi diversi, ma entrambi espressione di pregiudizi e arretratezza culturale".

Parole dure anche quelle di Nichi Vendola: "L'autore della porcata del Porcellum, l'autore della scellerata maglietta con gli insulti antiislam, si scatena ora con parole vergognose verso il ministro Kyenge. E' chiaro ed evidente che Calderoli non può rappresentare degnamente il vertice del Senato". afferma il leader di Sel. "Noi invece - aggiunge - siamo davvero onorati di poter ospitare il ministro alla festa nazionale di Sel a Milano il 27 luglio, insieme Laura Boldrini".

Il centrodestra. La condanna diventa "bipartisan" con l'entrata in scena del ministro dell'Interno Angelino Alfano, che telefona alla collega di governo e le manifesta la sua solidarietà a nome di tutto il Pdl. Vicinanza a nome di tutti i deputati Pdl da parte del capogruppo Renato Brunetta e piena solidarietà anche da Mara Carfagna, vittima a sua volta ieri di un attacco su Facebook. Ma la prima tra i pidiellini a intervenire in ordine di tempo è Michaela Biancofiore, che invita "l'amico" Calderoli a chiedere scusa al ministro: "Stimo Calderoli sul piano delle capacità politiche, ma questa volta è andato oltre ogni limite", afferma la deputata Pdl. Ma dice no alla richiesta di dimissioni: "Il suo è un ruolo istituzionale, non di governo - spiega Biancofiore - e quindi non si possono chiedere". Sulla stessa linea il leghista Gianluca Pini, che scrive su Twitter: "Una battuta di pessimo gusto, ma lasciamo perdere le dimissioni". Mentre per il suo compagno di partito Matteo Salvini, Kyenge e Boldrini "sono pericolose, ma vanno fermate con le idee, non con le battute".

Solidarietà anche da Giorgia Meloni: "Non condivido neanche una delle sue proposte - scrive su Twitter- e in Parlamento Fratelli d'Italia darà battaglia. Ma non con gli insulti".

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