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"Non ho mentito, ne' ai magistrati, ne' al Parlamento". E' quanto il ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri si appresta a dichiarare con una "lettera aperta". Nella lettera, il Guardasigilli fornisce chiarimenti sulle sue telefonate con Antonino Ligresti. "Su cosa avrei mentito appare incomprensibile". E ancora, "Rifiuto qualunque sospetto sulla correttezza del mio operato e sul rispetto delle regole come cittadina e come ministro". Il Guardasigilli ripete che "Nessuna interferenza vi e' stata rispetto alla vicenda processuale dei Ligresti da parte mia, credo di averlo spiegato in modo chiaro e ripetuto".

Il documento arriva sul finire di una giornata delicatissima, cominciata con nuove rivelazioni sulle telefonate del ministro nella vicenda Ligresti, tanto che il candidato alla segreteria del Pd Gianni Cuperlo aveva invitata a una profonda riflessione. "Noi abbiamo ascoltato le dichiarazioni del ministro in Parlamento che ha detto e confermato che non c'e' stato un uso improprio delle norme previste. E lo ha confermato anche il procuratore Caselli che non e' certo sospettabile di faziosita' in nessun senso. Ho letto delle nuove intercettazioni che sono state pubblicate: la prossima settimana il gruppo del Pd si riunira' per esaminare i nuovi elementi e discutere della mozione di sfiducia. Io penso che, alla luce di quello che sta accadendo, sia utile che il ministro stesso con il presidente del Consiglio verifichi se ci sono ancora le condizioni per andare avanti con serenita' nel suo ruolo di guardasigilli.
 
"Ribadisco - ha concluso Cuperlo - che non e' in discussione lo spirito di servizio del ministro Cancellieri, ma credo sia opportuno, alla luce di questa vicenda molto delicata, che il ministro, insieme con il presidente del Consiglio, compiano una valutazione molto serena della situazione". Ma dal Pd arrivano anche richieste piu' esplicite: "Dopo le ultime rivelazioni sarebbe meglio che il ministro Cancellieri rendesse inutile la mozione di sfiducia individuale che e' in programma mercoledi' prossimo alla Camera. Nel modo migliore: dimettendosi", ha detto il parlamentare del Pd Umberto D'Ottavio. Il deputato ha concluso: "non penso che si possano lasciare in circolazione dubbi. Comunque martedi e' convocata la riunione del Gruppo PD alla Camera e mi pronuncero' in tal senso".
 
Anf, si dimetta; ministro ha perso autorevolezza "La vicenda che vede il ministro Cancellieri al centro di un vorticoso scambio di telefonate con la famiglia Ligresti non puo' piu' essere derubricata a semplice gesto di solidarieta'. Ora piu' di prima sono ineludibili le sue dimissioni, perche' la realta' dei fatti ha clamorosamente smentito quanto dichiarato dal ministro, che ha perso l'autorevolezza che il suo ruolo richiede". Lo dichiara il segretario generale dell'Associazione Nazionale Forense Ester Perifano.

"L'aspetto grave della vicenda Cancellieri - aggiunge Perifano - e' la commistione del suo ruolo pubblico con quello afferente i suoi rapporti personali. E' francamente impossibile ora tentare di minimizzare l'episodio, che si configura come esempio di un cattivo modo di intendere la politica e l'amministrazione della cosa pubblica, ovvero un sistema di relazioni basato su interessi, anche familiari. Non deve assolutamente perdersi di vista la questione di fondo, il problema drammatico delle carceri italiane, e la condizione di migliaia di detenuti nei confronti dei quali lo Stato, e quindi il ministro, devono adoperarsi. Senza il malcostume, tutto italiano, della raccomandazione. Il ministro Cancellieri non puo' rimanere al suo posto e continuare a svolgere il suo incarico come se nulla fosse, perche' l'autorevolezza nei confronti dei vari operatori del settore della giustizia e' evidentemente compromessa. Nell'interesse della giustizia e del sistema carcerario italiano - conclude il leader dell'Anf - si giunga rapidamente all'epilogo di questa vicenda".
 
Vendola, avrebbe dovuto rassegnare le dimissioni Il ministro della Giustizia, Anna Maria Cancellieri doveva dimettersi dopo il caso delle telefonate con la famiglia Ligresti. Lo dice Nichi Vendola, a margine del Forum dei giovani imprenditori della Confcommercio. "Quella telefonata - spiega il presidente di Sel - presenta un quadro di assoluta inopportunita', il ministro avrebbe fatto bene a rassegnare le dimissioni".

Matteo Renzi non cambia linea sulla vicenda di Annamaria Cancellieri. Il sindaco di Firenze, riferiscono i suoi, "non ha cambiato idea rispetto a quanto detto una settimana fa" a Servizio pubblico. "Non chiedo le dimissioni di nessuno, le dimissioni si danno", ha ribadito anche oggi Renzi ai suoi, ma "se fossi stato al suo posto me ne sarei andato".

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annamaria cancellieri

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"Non ho mentito, ne' ai magistrati, ne' al Parlamento". E' quanto il ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri si appresta a dichiarare con una "lettera aperta". Nella lettera, il Guardasigilli fornisce chiarimenti sulle sue telefonate con Antonino Ligresti. "Su cosa avrei mentito appare incomprensibile". E ancora, "Rifiuto qualunque sospetto sulla correttezza del mio operato e sul rispetto delle regole come cittadina e come ministro". Il Guardasigilli ripete che "Nessuna interferenza vi e' stata rispetto alla vicenda processuale dei Ligresti da parte mia, credo di averlo spiegato in modo chiaro e ripetuto".

Il documento arriva sul finire di una giornata delicatissima, cominciata con nuove rivelazioni sulle telefonate del ministro nella vicenda Ligresti, tanto che il candidato alla segreteria del Pd Gianni Cuperlo aveva invitata a una profonda riflessione. "Noi abbiamo ascoltato le dichiarazioni del ministro in Parlamento che ha detto e confermato che non c'e' stato un uso improprio delle norme previste. E lo ha confermato anche il procuratore Caselli che non e' certo sospettabile di faziosita' in nessun senso. Ho letto delle nuove intercettazioni che sono state pubblicate: la prossima settimana il gruppo del Pd si riunira' per esaminare i nuovi elementi e discutere della mozione di sfiducia. Io penso che, alla luce di quello che sta accadendo, sia utile che il ministro stesso con il presidente del Consiglio verifichi se ci sono ancora le condizioni per andare avanti con serenita' nel suo ruolo di guardasigilli.
 
"Ribadisco - ha concluso Cuperlo - che non e' in discussione lo spirito di servizio del ministro Cancellieri, ma credo sia opportuno, alla luce di questa vicenda molto delicata, che il ministro, insieme con il presidente del Consiglio, compiano una valutazione molto serena della situazione". Ma dal Pd arrivano anche richieste piu' esplicite: "Dopo le ultime rivelazioni sarebbe meglio che il ministro Cancellieri rendesse inutile la mozione di sfiducia individuale che e' in programma mercoledi' prossimo alla Camera. Nel modo migliore: dimettendosi", ha detto il parlamentare del Pd Umberto D'Ottavio. Il deputato ha concluso: "non penso che si possano lasciare in circolazione dubbi. Comunque martedi e' convocata la riunione del Gruppo PD alla Camera e mi pronuncero' in tal senso".
 
Anf, si dimetta; ministro ha perso autorevolezza "La vicenda che vede il ministro Cancellieri al centro di un vorticoso scambio di telefonate con la famiglia Ligresti non puo' piu' essere derubricata a semplice gesto di solidarieta'. Ora piu' di prima sono ineludibili le sue dimissioni, perche' la realta' dei fatti ha clamorosamente smentito quanto dichiarato dal ministro, che ha perso l'autorevolezza che il suo ruolo richiede". Lo dichiara il segretario generale dell'Associazione Nazionale Forense Ester Perifano.

"L'aspetto grave della vicenda Cancellieri - aggiunge Perifano - e' la commistione del suo ruolo pubblico con quello afferente i suoi rapporti personali. E' francamente impossibile ora tentare di minimizzare l'episodio, che si configura come esempio di un cattivo modo di intendere la politica e l'amministrazione della cosa pubblica, ovvero un sistema di relazioni basato su interessi, anche familiari. Non deve assolutamente perdersi di vista la questione di fondo, il problema drammatico delle carceri italiane, e la condizione di migliaia di detenuti nei confronti dei quali lo Stato, e quindi il ministro, devono adoperarsi. Senza il malcostume, tutto italiano, della raccomandazione. Il ministro Cancellieri non puo' rimanere al suo posto e continuare a svolgere il suo incarico come se nulla fosse, perche' l'autorevolezza nei confronti dei vari operatori del settore della giustizia e' evidentemente compromessa. Nell'interesse della giustizia e del sistema carcerario italiano - conclude il leader dell'Anf - si giunga rapidamente all'epilogo di questa vicenda".
 
Vendola, avrebbe dovuto rassegnare le dimissioni Il ministro della Giustizia, Anna Maria Cancellieri doveva dimettersi dopo il caso delle telefonate con la famiglia Ligresti. Lo dice Nichi Vendola, a margine del Forum dei giovani imprenditori della Confcommercio. "Quella telefonata - spiega il presidente di Sel - presenta un quadro di assoluta inopportunita', il ministro avrebbe fatto bene a rassegnare le dimissioni".

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