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Caro Grillo, attento alle manette facili

Di Pietro Mancini

Caro Grillo,

Mi consenta di consigliarle di non far sue, in primis sulla giustizia, le posizioni più radicali dei dirigenti  post-comunisti del Pd. Costoro, infatti, dopo aver rinchiuso in cella, o spedito ai domiciliari, anche grazie ai vostri voti,  Silvio Berlusconi – come domani avverrà per Cosentino- non si fermeranno.
E cercheranno, con le armi giudiziarie e con i loro giornali di riferimento, come ha già iniziato a fare “L’Espresso” di de Benedetti, a distruggere il “M5S”. Quindi, Grillo, ripeto, stia molto attento e tenga presente cosa è successo all’ex craxiano, poi tra i fondatori del Pd, Ottaviano Del Turco, spedito in prigione e cacciato dalla Presidenza della Regione Abruzzo, nel gelido silenzio di Veltroni, allora segretario del Pd.
4 anni dopo, si è scoperto che le prove anti- Del Turco mancano. E, addirittura, che furono taroccate le foto delle presunte mazzette, che sarebbero state, secondo la Procura di Pescara, portate all’allora Governatore dal suo accusatore, tale Angelini, poi arrestato per gravi malversazioni. Quanto a Cosentino, Grillo, lo sa, o ignora, che i magistrati, che lo rinchiudono in cella, gli imputano “la rilevante crescita del partito, da lui diretto”, cioè il Pdl, che in Campania ha sconfitto Bassolino, dopo 18 anni di malgoverno di don Antonio ?

Che senso ha, come hanno scritto i magistrati campani, sostenere che “circa 40 Sindaci e circa 380 consiglieri comunali di Napoli, riconoscenti a Cosentino per la loro candidatura, sono i terminali della sua fitta rete di relazioni politiche, consolidatesi sul territorio” ? Al di là delle ipotesi, ce ne sono le prove ? E tali amministratori hanno mai favorito don Nicola o personaggi, da lui presentati ? Non essendoci addebiti specifici, parrebbe di no. E, nel fare affermazioni di tale gravità, ci si rende conto di criminalizzare e, oggettivamente, intimidire una miriade di rappresentanti degli enti locali ? Senza una prova!

Gentile Grillo, rifletta, con attenzione, sul ruolo della magistratura e accerti se esista, oppure no, un pregiudizio di un settore dell’ordine giudiziario nei confronti di una parte politica. Oggi questa parte è rappresentata da Berlusconi. E domani, dal momento che il Cavaliere non è eterno? Se un politico, molto esperto e  sempre cauto, come Giorgio Napolitano, ha bocciato come “aberrante” l’ipotesi di metter fuori gioco, per via giudiziaria, il capo del Pdl, non significa che tale ipotesi è concreta e qualcuno sta lavorando per realizzarla ?

Lei, Grillo, ha più volte, legittimamente, criticato il Capo dello Stato. Ma mi consenta di porre alla sua attenzione quanto il Presidente, come numero uno del CSM, ha voluto, certo non a  caso, sottolineare : occorre garantire, in una democrazia, la partecipazione alla vita politica dei partiti e dei movimenti.
Insomma, rifletta sul richiamo di Napolitano. E non incoraggi i giovani rappresentanti, in Parlamento, del suo movimento, che è stato votato da milioni di italiani, a differenza di partitini “manettari”, ingroiani e giustizialisti, a seguire la scorciatoia, che un settore del Pd intende imboccare, meglio se con la benedizione, dal Colle, di padre Prodi: sconfiggere gli avversari con le sentenze. “Nessuno può considerarsi esonerato dal controllo di legalità”, ha sottolineato, a ragione, Napolitano. Ma, nè oggi contro Berlusconi, nè in futuro contro altri, i processi possono e debbono essere usati per liquidare le forze politiche, legittimate dal consenso degli elettori. Un cordiale saluto.