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Ormai si sentono più volte al giorno, in un carosello di telefonate e rassicurazioni reciproche. Napolitano ha a cuore il futuro del governo e stima l'operato di Annamaria Cancellieri. A sua volta il ministro della Giustizia ha incassato il sostegno del premier Letta che in più di una occasione ha sottolineato la sua fiducia nel Guardasigilli. Il caso Ligresti in un momento qualunque della vita di questo governo avrebbe messo in pericolo la sopravvivenza dell'esecutivo. Oggi invece nulla sembra preoccupare il premier.

Se il Guardasigilli dovesse fare un passo indietro o dovesse essere sfiduciata, dal Pdl, pardon, da Forza Italia, sarebbe logico aspettarsi una richieste di rimpasto o quantomeno di avere la casella della Giustizia. Un sogno per i berlusconiani: avere un ministro proprio nella casella del governo che più ha dato grattacapi al Cavaliere negli ultimi anni. Ma dopo la scissione e la presa di distanza di Berlusconi dall'esecutivo (non si tratta di una vera rottura, almeno per ora),  in Fi non c'è voglia di lottare per entrare nel governo, anche se i 'nemici' di Ncd hanno cinque dicasteri. Lo spiega bene ad Affaritaliani.it Maurizio Bianconi, onorevole di Forza Italia: "La nostra prospettiva non è certo quella di entrare a far parte di questo governo". Insomma, inutile affannarsi per avere una poltrona quando la rottura è vicina.

Ma anche tra le colombe non c'è voglia di alzare i toni. La scissione di domenica si è incardinata soprattutto sul tema della stabilità del governo. Angelino Alfano ha fatto di tutto per convincere il Cavaliere che il governo Letta è la cosa migliore in questo momento, almeno fino al 2015. Una crisi di governo, dovuta alle fibrillazioni sul caso Cancellieri, è un pericolo da evitare a tutti i costi. Ecco perché tra le colombe si abbassano i toni: votare la fiducia e nel caso favorire un ricambio, senza pretendere nulla. Insomma, la scissione del Popolo della Libertà è stato un vero toccasana per l'esecutivo Letta.

twitter@Tommaso5mani

 

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Politica

Di Tommaso Cinquemani

annamaria cancellieri

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Ormai si sentono più volte al giorno, in un carosello di telefonate e rassicurazioni reciproche. Napolitano ha a cuore il futuro del governo e stima l'operato di Annamaria Cancellieri. A sua volta il ministro della Giustizia ha incassato il sostegno del premier Letta che in più di una occasione ha sottolineato la sua fiducia nel Guardasigilli. Il caso Ligresti in un momento qualunque della vita di questo governo avrebbe messo in pericolo la sopravvivenza dell'esecutivo. Oggi invece nulla sembra preoccupare il premier.

Se il Guardasigilli dovesse fare un passo indietro o dovesse essere sfiduciata, dal Pdl, pardon, da Forza Italia, sarebbe logico aspettarsi una richieste di rimpasto o quantomeno di avere la casella della Giustizia. Un sogno per i berlusconiani: avere un ministro proprio nella casella del governo che più ha dato grattacapi al Cavaliere negli ultimi anni. Ma dopo la scissione e la presa di distanza di Berlusconi dall'esecutivo (non si tratta di una vera rottura, almeno per ora),  in Fi non c'è voglia di lottare per entrare nel governo, anche se i 'nemici' di Ncd hanno cinque dicasteri. Lo spiega bene ad Affaritaliani.it Maurizio Bianconi, onorevole di Forza Italia: "La nostra prospettiva non è certo quella di entrare a far parte di questo governo". Insomma, inutile affannarsi per avere una poltrona quando la rottura è vicina.

Ma anche tra le colombe non c'è voglia di alzare i toni. La scissione di domenica si è incardinata soprattutto sul tema della stabilità del governo. Angelino Alfano ha fatto di tutto per convincere il Cavaliere che il governo Letta è la cosa migliore in questo momento, almeno fino al 2015. Una crisi di governo, dovuta alle fibrillazioni sul caso Cancellieri, è un pericolo da evitare a tutti i costi. Ecco perché tra le colombe si abbassano i toni: votare la fiducia e nel caso favorire un ricambio, senza pretendere nulla. Insomma, la scissione del Popolo della Libertà è stato un vero toccasana per l'esecutivo Letta.

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