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Politica

Ci sarebbe da sganasciarsi da ridere se la situazione non fosse drammatica. La nomina di Giuliano Amato a giudice della Corte Costituzionale, decisa incredibilmente da Napolitano, sembra quasi una compensazione a una specie di richiesta sindacale. Non ridete, e prima di indignarvi leggete bene.Il 4 marzo scorso, ad elezioni politiche appena svolte, si era nel pieno della bufera sul governo da far nascere e si pensava proprio a Giuliano Amato come possibile premier, se non addirittura come successore di Napolitano al Colle prima di decidere invece la rielezione del capo dello Stato uscente. Fu bollato - Amato - come l'emblema della casta. Alzi la mano chi ha prove per negarlo.Quel 4 marzo apparve su Repubblica un articolo che abbiamo ritrovato ieri in cui l'ex delfino di Craxi - salvo poi quasi negare di aver mai conosciuto il leader socialista morto in esilio - rispondeva alle accuse, a partire da quella sui famosi 31mila euro di pensione mensili.

Scriveva, grosso modo, che in realtà c'erano da calcolare le tasse - pretendeva di non pagarne? - e che metteva in tasca "solo" undicimila euro netti al mese. I cinquemila e rotti netti provenienti dai 9300 euro lordi di cinque legislature parlamentari li dirottava in beneficenza.Ora, a parte il fatto che comunque la beneficenza la faceva con i soldi sottratti ai cittadini, in quell'articolo Giuliano Amato si lamentava. Testuale: "E' una pensione alta, lo so, che sta tuttavia sotto il tetto stabilito dal governo Monti per i trattamenti pubblici ed è peraltro inferiore a quella che riscuotono i giudici costituzionali...". E Napolitano lo ha accontentato.Avvertenza: il vitalizio parlamentare non e' cumulabile con lo stipendio di giudice costituzionale. Quindi ci rimettera', povero, cinquemila euro netti - che giurava di regalare - ma ne guadagnerà col nuovo incarico diciassettemila al mese: la retribuzione netta annua alla Consulta e' di 203mila euro, e se ha la fortuna di diventare Presidente ne intasca 252mila ogni dodici mesi. Totale, da Giudice "semplice" e professore in pensione, 28mila euro netti. Il lordo fa venire il mal di testa. I 31mila fino a ieri diventano una miseria. Gli consigliamo un conto corrente da cui sia sicuro che nessun governo possa prelevargli quattrini di notte, di nascosto. Come fece lui.Ma c'è di più. Ovviamente, il vitalizio parlamentare tornerà alla cessazione dall'incarico assieme alla nuova pensione, maturata proprio con la nomina conferitagli dal Presidente della Repubblica.

E siccome le disgrazie non vengono mai da sole, zacchete, c'è pure una disposizione per la quale gli spetterà l'indennita' di buonuscita e un'auto blu a vita: infatti, un’autovettura è assegnata a tutti i Giudici emeriti in virtù di un regolamento interno. Povera gente.E' evidente quindi il motivo per cui la nomina di Giuliano Amato e' giudicata vergognosa, rappresenta l'arroganza di una casta che non sa vivere nella bambagia garantita dalla pensione. Tutto questo succede a pochi giorni dalla nomina di quattro senatori a vita e nel giorno in cui la Camera ha rimandato in commissione il disegno di legge per abolire - dicono - il finanziamento pubblico dei partiti. E' casta continua, che non la smette più.

Francesco Storace

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