Clima cordiale, disteso e sereno. Con battute anche e soprattutto sulla semifinale degli Europei di calcio Italia-Spagna, poi vinta ai rigori dagli azzurri di Roberto Mancini. Fonti qualificate raccontano ad Affaritaliani.it il dietro le quinte del vertice del Centrodestra di ieri a Roma che ha ufficializzato le candidature di Catello Maresca a Napoli e di Luca Bernardo a Milano.
A parte qualche screzio tra Maurizio Lupi e il resto della coalizione sul mancato ruolo di Gabriele Albertini nel capoluogo lombardo, non nuovo tra l’altro, l’unica tensione si è registrata questa volta tra Fratelli d’Italia e Forza Italia, con la Lega – rappresentata al tavolo oltre che da Matteo Salvini dal vicesegretario Andrea Crippa e dal responsabile enti locali Stefano Locatelli – silente che non è intervenuta né a favore degli uni né per dare manforte agli altri.
Giorgia Meloni ha sottolineato con forza e con una certa enfasi che oggi rispetto a qualche anno le parti in termini di percentuali e di consensi elettorali si sono invertite tra FdI e FI. Eppure, negli anni scorsi quando Fratelli d’Italia valeva il 4-5% otteneva solo le briciole dagli alleati, addirittura con i berlusconiani che a Roma non appoggiarono Meloni alle scorse Comunali, oggi invece dal partito erede di Alleanza Nazionale e del Msi c’è uno spirito di collaborazione e di lealtà nei confronti anche di chi numericamente è ormai ridotto ai minimi termini.
Meloni ha voluto sottolineare questo passaggio ricordando come Forza Italia, che non va oltre il 5% nei sondaggi nazionali, ha ottenuto il candidato alla presidenza della Regione Calabria (Roberto Occhiuto) e la ricandidatura di tutti i sindaci uscenti nei comuni dove si andrà alle urne in ottobre (non ci sono solo le grandi città). Un atteggiamento diverso e responsabile da parte di Fratelli d’Italia ben diverso rispetto a quello che aveva il partito di Berlusconi anni fa quando viaggiava intorno al 20%. Antonio Tajani, numero due azzurro, racconta le fonti, non ha gradito questo passaggio di Meloni e ha risposto ricordando che se non fosse stato per l’ex Cavaliere ed ex premier il Centrodestra non sarebbe mai stato unito.
La contro-replica di Fratelli d’Italia è stata prontissima: il voto dei cittadini in tutti i comuni, grandi o piccoli, avrà un peso notevole. E sarà quindi il partito della coalizione che arriverà primo a esprimere il vicesindaco (laddove non ha già il primo cittadino) e/o il presidente del consiglio comunale. Un modo, in sostanza, per tagliare fuori Forza Italia dalle principali poltrone da Nord a Sud. La Lega, probabilmente, non è intervenuta perché questa soluzione fa comodo anche a Salvini, essendo sondaggi alla mano prima o seconda forza del Centrodestra un po’ ovunque.


