Centrosinistra, Ruffini lancia “Più uno”: “Bisogna vincere le elezioni, non le primarie”. La Costituente questa mattina a Roma
Si chiama Più uno, ma per partire, di deputati, ne servono almeno tre. È l’ironia della sorte del nuovo progetto politico di Ernesto Maria Ruffini, presentato all’assemblea costituente del movimento, promosso insieme a Franco Gabrielli, che si è svolto questa mattina a Roma. Ma Bruno Tabacci – pronto a mettere a disposizione il simbolo di Centro democratico per consentire alla nuova formazione di superare l’ostacolo della raccolta delle firme necessarie per presentare le liste – è certo di trovarli: “Mancano ancora 15 giorni. Ci saranno, ci saranno. Abbiate fede”, ha ricordato ai giornalisti a margine dell’assemblea costituente.
Il simbolo da solo non basta: per completare l’operazione servono anche tre deputati. Ma gli obiettivi, invece, ci sono tutti: ritagliarsi uno spazio nel centrosinistra, riportare alle urne chi si è allontanato dalla politica e contribuire a costruire un’alternativa alla destra. L’assemblea costituente è stata l’occasione per delineare le ambizioni politiche del movimento. Ruffini punta a contrastare l’astensionismo e a riportare al voto quanti hanno smesso di riconoscersi nell’offerta politica attuale. “Faremo di tutto per portare tutti quelli che sono rimasti a casa alle prossime elezioni. Di fronte all’astensionismo e allo scempio fatto dalla destra con la nuova legge elettorale penso sia necessario è necessario portare tutti a occuparsi di questo paese”, ha detto.
Quanto al programma, “è importante partire dalla scuola, dalla casa, dalla sicurezza dei cittadini…”. Il centrosinistra “avrà un candidato premier perchè così purtroppo si prevede nella legge. Io spero ancora non ci siano le primarie, ma maggiore generosità da tutte le forze del centrosinistra per trovare un terzo nome ma prima una piattaforma comune. Non c’è nessun terzo nome se prima non c’è un’offerta credibile per essere realmente una alternativa credibile”
LSe si dovessero svolgere, Più uno vorrebbe una consultazione a doppio turno e con voto digitale. Ma non sono la priorità assoluta. “Penso sia doveroso che tutte le forze di centrosinistra siano generose e si trovi un nome. Dopo di che il problema è che cosa si sta offrendo ai cittadini. Se poi ci dovessero essere le primarie è ovvio che dovremmo esserci, sperando che siano a doppio turno e con il voto digitale. Ma è l’ultimo dei problemi. Le primarie sono patrimonio del centrosinistra, ma di certo non sono la primo posto nei pensieri dei cittadini e nemmeno all’ultimo, visto i tempi che corrono. Non bisogna vincere le primarie, ma vincere le elezioni”.
Un punto sul quale Tabacci ha invitato a evitare divisioni: “Qualcuno che cerchi di mettere insieme le cose è importante. In questo momento, se guardo al dibattito sulle primarie sembra che Conte e Schlein stiano facendo a gara a chi rende le cose più difficili e questo non è positivo”.
Il nodo delle firme e il dialogo con Magi
Per presentare le liste resta da sciogliere anche la questione delle sottoscrizioni. Ruffini ha spiegato che occorrerà attendere le decisioni della Corte costituzionale, ma ha indicato la possibilità di un’iniziativa parlamentare per ridurre il numero delle firme richieste. “Per la generosità di alcune persone in Parlamento con cui dialoghiamo in modo costante potrebbe essere possibile raccoglierne meno“, ha detto, citando Riccardo Magi e Bruno Tabacci. Nel corso dell’assemblea Ruffini ha parlato anche di Romano Prodi, la cui prefazione al suo libro, in uscita proprio oggi, ha alimentato le domande su un possibile sostegno dell’ex presidente del Consiglio alla nascita del nuovo soggetto politico. “Prodi è un punto di riferimento per il centrosinistra a cui dobbiamo molto. Ma nessuno deve mettere il cappello su Prodi o tirarlo per la giacchetta”.
La giornata di Più uno si chiude così tra ambizioni politiche e conti ancora da sistemare. Il simbolo, almeno per ora, è sistemato. Per i parlamentari, invece, bisogna ancora lavorare. E la fiducia, come ricorda Tabacci, non manca: “Abbiate fede”.


