Il referendum sulla Giustizia ha provocato uno scossone nel governo, la sconfitta del Sì ha avuto conseguenze politiche e così arrivano le dimissioni prima del sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro e poi della capo di Gabinetto del ministero guidato da Nordio, Giusi Bartolozzi. A lei in particolare non sono state perdonate una serie di cose, come quella dichiarazione sui magistrati definiti “un plotone d’esecuzione”. Ma ancora prima era stata coinvolta nella vicenda Almasri e su manovre poco chiare in merito all’estradizione immediata del torturatore libico. Un caso per cui adesso, senza più lo scudo parlamentare, rischia il rinvio a giudizio. Ma poi c’è anche una foto a rendere la sua posizione ancora più scomoda, quella scattata nel ristorante di cui era socio Delmastro che sarebbe collegato a traffici illeciti. Anche su questo è in corso un’indagine.
Ma chi è Giusi Bartolozzi?
L’ormai ex braccio destro di Nordio è nata a Gela il 18 dicembre 1969 ed è avvocato dal 1196 e magistrato dal 1999. Dopo varie esperienze in tribunale, nel 2018 entra in politica. Viene eletta alla Camera dei Deputati tra le fila di Forza Italia e lavora, tra le altre cose, anche in Commissione Giustizia. Ma qualcosa con il partito poi si rompe, ad esempio sul ddl Zan, il provvedimento contro l’omotransfobia o la riforma del processo penale. Lei ha idee diverse da FI e così si avvicina a FdI, fino ad entrare nel governo come capo di gabinetto di Nordio che ha provato a proteggerla fino alla fine. Fino a due giorni fa ripeteva: “Bartolozzi resta al suo posto”, ma poi anche lui ha dovuto cedere alle pressioni interne.

