Chi è Ouidad Bakkali, la parlamentare del Pd insultata sui social per aver criticato la manifestazione promossa dai sostenitori di Vannacci
“Fossa comune per te e la tua famiglia”, “a casa zingara”, “troia”, “remigrati”, “la beduina ha parlato”, “topo di fogna”, “maledetta”, “gli piace farsi stuprare”, “farete una brutta fine”, “sparati”, “merda, sappiamo dove vivete”. È un lungo elenco di insulti, per lo più a sfondo razzista e misogino, quello letto nell’Aula della Camera dalla deputata del Partito democratico Ouidad Bakkali. I messaggi provengono dai social: circa 13.700 commenti comparsi sotto una foto pubblicata dalla parlamentare in occasione della manifestazione di sabato contro la remigrazione. Intervenendo in Aula, Bakkali ha denunciato la violenza verbale ricevuta, definendo le parole “lame” e chiedendo un argine a un clima di odio che, a suo giudizio, “sta superando ogni limite”, accusando chi alimenta il dibattito politico di “aizzare i penultimi contro gli ultimi”.
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Nata nel 1984 ad Agadir, in Marocco, da una famiglia di origini berbere, Bakkali arriva in Italia all’età di due anni insieme alla madre e alla sorella grazie al ricongiungimento con il padre. Cresce a Casal Borsetti, nel Ravennate, e solo a 23 anni ottiene la cittadinanza italiana, un passaggio che negli anni segnerà anche il suo impegno politico. Diplomata al liceo linguistico di Ravenna, si laurea in Scienze internazionali e diplomatiche al Campus di Forlì dell’Università di Bologna e si specializza in europrogettazione. Nel 2014 viene selezionata dal Consolato americano di Firenze per partecipare all’International Visitors Leadership Program del Dipartimento di Stato statunitense.
La politica entra nella sua vita molto presto. Muove i primi passi nella Sinistra giovanile dei Democratici di sinistra, occupandosi di temi civili e sociali e partecipando alle attività del Parlamento europeo dei giovani. Dopo la nascita del Pd aderisce al nuovo partito e diventa una delle collaboratrici più vicine dell’allora sindaco di Ravenna Fabrizio Matteucci. Nel 2011, a 27 anni, entra nella giunta comunale come assessore all’Istruzione, alla Cultura e alla Formazione. Cinque anni più tardi viene confermata da Michele De Pascale, ampliando le proprie deleghe all’infanzia, all’università, alle politiche europee, alla cooperazione internazionale e alle politiche di genere.
Nel 2019 viene nominata vicesegretaria regionale del Pd in Emilia-Romagna. Alle comunali del 2021 è la candidata più votata della città e viene eletta presidente del Consiglio comunale di Ravenna. L’anno successivo approda alla Camera dei deputati. Nella XIX legislatura siede nella Commissione Trasporti ed è segretaria della Commissione parlamentare di Vigilanza Rai. Nel settembre 2024 è la prima firmataria della proposta di riforma della legge sulla cittadinanza che punta a ridurre da dieci a cinque anni il periodo di residenza richiesto per la naturalizzazione e introduce ius soli e ius scholae. Una battaglia che si intreccia con la sua stessa storia personale.
Sposata dal 2018, pur provenendo da una famiglia musulmana si definisce non religiosa. Parla inglese, francese, spagnolo, arabo maghrebino e berbero tashelhit. Nel novembre 2015 si trovava a Parigi durante gli attentati terroristici che colpirono la capitale francese, uscendone illesa.

