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Roma, perché nessuno ha pensato al giovin virgulto Franco Carraro?

Roma, perché nessuno ha pensato al giovin virgulto Franco Carraro?
franco carraro
Perché, come nuovo titolare della poltrona più alta del Campidoglio- solo una delle tante, che il nostro ha già occupato- nessuno ha pensato a lanciare la candidatura di un giovane emergente della dirigenza politica e sportiva nostrana…

Di Pietro Mancini

Perché, come nuovo titolare della poltrona più alta del Campidoglio- solo una delle tante, che il nostro ha già occupato-  nessuno ha pensato a lanciare la candidatura di un giovane emergente della dirigenza politica e sportiva nostrana, l’ex craxiano, poi andreottiano e oggi berlusrenziano  don Franchino Carraro ? Un uomo, l’attuale senatore di Forza Italia, 76 anni ben portati, che è stato soprannominato “poltronissimo” e di cui un cronista sportivo scrisse : “Dopo Fidel Castro, Carraro è la persona, che da più tempo sta al potere !”.

L’ex Sindaco di Roma ha collezionato tanti incarichi che neppure la Treccani è riuscita ad elencarli tutti : ministro, primo cittadino della capitale, designato da Craxi, presidente del Milan, della Lega Calcio, della FIGC, del CONI, di Federnautica, membro degli organismi di vertice del Cio e della FIFA del maneggione Blatter, ecc.

La Prima Repubblica dei suoi azionisti di riferimento, Andreotti e Craxi, spazzata via ? Niente paura, per l’algido e distaccato (da tutto, mai dalle cadreghe) Franco qualcosa c’era sempre…

Solo sfiorato da “Moggiopoli” ( per lui una stangatina : 80 mila euro di multa, annullata la prima batosta, 4 anni e mezzo di squalifica) Carraro è stato così descritto da un altro giornalista sportivo, Italo Cucci : “Abito blu, abbronzato ma non troppo, zero sudore, sorriso di circostanza”.

A chi, se non all’ eterno “rieccolo” Carraro, don Carlo Tavecchio, il Presidente della Figc dell’epoca Renzi-Malagò, ribattezzato da D’Agostino “Megalò”, avrebbe potuto pensare per affidargli la guida della “Commissione Grandi Rischi” federale, che dovrà vigilare sul marcio del pallone, sulle partite truccate, sul doping e sulla violenza negli stadi ?…

Tutto si può dire tranne che l’allora numero uno della Federcalcio, Carraro, nell’epoca degli arbitri chiusi a chiave negli spogliatoi degli stadi, non potesse non sapere…Questi teoremi sono stati applicati ai suoi due leader di riferimento, Bettino e Silvio, non a Carraro, che su Luciano Moggi si è espresso, citando Montesquieu : “Chiunque abbia potere è portato ad abusarne.Si e` compiaciuto troppo del proprio potere, gli piaceva essere riconosciuto come Lucky Luciano. Quando andava in giro, per Torino e Roma, usava la sirena sulla macchina. Di solito, le persone, che sono costrette a farlo, un po’ si vergognano. A lui, invece, piaceva ostentare…”.