Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Politica » Le riforme istituzionali restano un punto interrogativo Di Ernesto Vergani

Le riforme istituzionali restano un punto interrogativo Di Ernesto Vergani

Le riforme istituzionali restano un punto interrogativo Di Ernesto Vergani
mattarella quirinale (1)

Di Ernesto Vergani

Nel suo discorso di insediamento alle Camere riunite, il nuovo Capo dello Stato, Sergio Mattarella, tra i tanti temi affrontati, ha posto l’accento  su economia e  riforme istituzionali.

E’ vero che le cose più importanti  sono disagio economico delle persone e mancanza di lavoro in particolare dei giovani, ed è quindi vero che le riforme strutturali del presidente del Consiglio, Matteo Renzi, sono giustamente  decisive e  necessitano di un approccio nuovo.

Tutto il capitolo delle riforme istituzionali – l’altro grande lato della rivoluzione di Renzi – rimane un punto interrogativo. E il fatto, come ha detto Sergio Mattarella, che è fondamentale che il Capo dello Stato sia arbitro e i giocatori corretti, è la cornice certa in cui inserire tali riforme.

Tuttavia il cosiddetto Parlamento dei nominati e l’impianto monocamerale possono anche essere messi in discussione: basti soltanto pensare a che cosa rappresenti l’elezione diretta dei rappresentanti del popolo quale strumento di democrazia e trasparenza.

L’argomento dell’unità nazionale è stato trattato dal nuovo Capo dello Stato, indirettamente, parlando di lotta alla mafia e alla corruzione e alla risoluzione del contenzioso con l’India per il caso dei due marò. Se è vero che in tutto il mondo nessuno Stato rinuncia all’unità nazionale (da che mondo è mondo gli Stati si fanno la guerra per uno scoglio), le democrazie più evolute possono anche prevedere forme di federalismo.

Rimane la questione del consenso e dei media. Il fatto che, a parte qualche voce isolata, circa le manovre che hanno portato all’elezione di Sergio Mattarella, tutti hanno parlato di capolavoro, di dieci e lode di Matteo Renzi – che  ha fatto il vuoto intorno a sé frantumando il centro-destra e rendendo incerta tutta l’area della sinistra – tutto ciò può anche  essere criticato, a partire dalle conseguenze a lungo termine di una simile scelta politica.

Gli esponenti del Governo in tutti i salotti e contesti televisivi recitano il mantra “a noi interessano l’Italia e gli italiani” (talvolta con toni persino nazionalistici/nazional-popolari), il che fa venire il sospetto che abbiano dubbi sulla consapevolezza che gli italiani hanno della loro democrazia.