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Mineo, primo giornalista che in politica non è diventato un peones

Se c’è una cosa che abbiamo imparato negli ultimi anni è che i giornalisti in politica servono in campagna elettorale perché sono visi televisivi da spendere per prendere voti, una sorta di specchietto per le allodole. Poi, una volta eletti, sia al Parlamento italiano sia a quello europeo, diventano peones…

Se c’è una cosa che abbiamo imparato negli ultimi anni è che i giornalisti in politica servono in campagna elettorale perché sono visi televisivi da spendere per prendere voti, una sorta di specchietto per le allodole. Poi, una volta eletti, sia al Parlamento italiano sia a quello europeo, diventano peones e perfetti sconosciuti. Vedi il caso di David Sassoli, ex conduttore del Tg1. Prima di lui Lilli Gruber, Carlo Rognoni e Michele Santoro. Famosi come giornalisti, scomparsi come politici. Alcuni di loro poi tornati al giornalismo e ridiventati famosi. Ma Corradino Mineo, ex direttore di RaiNews 24 (indimenticabile la sua rassegna stampa con il caffè ogni mattina) è diventato un vero e proprio politico. Quasi un leader e il protagonista dello scontro sulle riforme all’interno del Pd e della lite tra la minoranza e Renzi. Mineo, insomma, a differenza dei suoi predecessori, non è diventato affatto un peones…