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Politica

 

Di Adriana Santacroce

     Veniva la pelle d'oca a vedere la folla oceanica che a Parigi ha detto no al terrorismo e agli attacchi dell'Isis e di Al Queda. E c'erano anche tanti musulmani. Moderati o, semplicemente, fedeli al Corano e ai principi dell'Islam. È in gioco un conflitto di civiltà, certamente. Tra il mondo Occidentale, l'erede della tradizione illuminista e del Cristianesimo e quello che, distorcendo il messaggio islamico, vuole affermarsi come dominante a suon di terrore e morte. Non so se sia corretto parlare di "guerra" nel senso tradizionale del termine. O se piuttosto si tratti di terrorismo pianificato che affonda le radici nell'intrusione progressiva del mondo musulmano in quello occidentale che, colpevolmente, confonde l'integrazione con il relativismo. C'è una parte del mondo islamico che vuole solo la pace. Ma l'altra, quella che vuole la morte e il terrore, rischia di farla scomparire.
      Sicuramente quello che accade oggi é anche il frutto delle politiche aggressive occidentali in Afganistan e in Iraq. Aver voluto imporre i nostri modelli, peraltro con motivazioni poi risultare infondate (come le armi di massa che non c'erano) prima o poi avrebbe presentato il contro. E ora lo stiamo vedendo. Ma non solo.
     La carneficina francese non è il sintomo di una religione che si scaglia contro un'altra religione. É avvenuta in uno dei Paesi più laici, per non dire laicisti, del nostro Continente. E nella sede di un settimanale che fa satira, anche feroce, indistintamente contro tutte le religioni. La sfida dei radicalisti islamici avviene nella patria dei diritti e, perché no, del relativismo. Ecco, uno degli errori del mondo occidentale, forse, é proprio questo. Confondere l'integrazione tout court con la negazione dei valori. Per non offendere chi é diverso da me arrivo a negare quello che sono io. Lasciando spazio all'altro che entra nei mie confini e, alla lunga, cannibalizza anche me.
       Ci sono filmati che girano in rete che mostrano come tra qualche decina d'anni in Italia e in Europa la metà e poi la maggioranza delle persone sarà musulmana. Forse c'è un po' di esagerazione ma, sicuramente, il loro tasso di fertilità e riproduzione, nettamente superiore al nostro, li farà crescere a dismisura. Non si può fermare il movimento delle persone, certo. Ma si può impedire che invadano le nostre tradizioni, la nostra cultura, la nostra identità. Un certo tipo di integrazione sta fallendo, bisogna prenderne atto.
      Togliere il Presepe dalle scuole, o il crocifisso dalle pareti per "non offendere" chi professa un'altra religione é una gigantesca sciocchezza. Siamo in Italia, Paese prevalentemente cristiano. Le nostre tradizioni, che non fanno male a nessuno, sono queste e chi viene qui deve solo adeguarsi. É la nostra identità. Faccio un altro esempio. A Sesto San Giovanni, in provincia di Milano, la piscina comunale viene chiusa agli uomini un pomeriggio alla settimana per permettere alle donne musulmane di fare il bagno e nuotare liberamente. Sbagliato! Perché modificare usi e costumi che ci caratterizzano da sempre per un "favore" ad altre consuetudini (peraltro non richieste dagli stessi musulmani) che limitano la nostra libertà?  L'eccesso di zelo di alcuni nostri amministratori é, a dir poco, insensato. Accogliere e integrare ha senso solo se accogli e integri dentro qualcosa di ben definito. E dove è possibile trovare uno spazio. Ma non nell'indifferenziato dove tutto é uguale. Perché il più forte c'è sempre e se gli lasci tropo spazio invade anche il tuo. E per te, dopo, non c'è più scampo.

@AdriSantacroce

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