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Comporti all’ESMA, una vittoria italiana che nasce dalla credibilità ritrovata

La candidatura italiana sarebbe stata sostenuta con particolare determinazione proprio da Giorgetti

Comporti all’ESMA, una vittoria italiana che nasce dalla credibilità ritrovata

L’elezione di Carlo Comporti alla presidenza dell’ESMA rappresenta molto più della conquista di un incarico di prestigio europeo. È il segnale di un’Italia che torna a pesare nei processi decisionali dell’Unione e che riesce nuovamente a costruire consenso attorno ai propri candidati grazie a una rinnovata credibilità politica ed economica. “Sono soddisfatto per il risultato di oggi, frutto del metodo di lavoro che adottiamo dall’inizio di questa legislatura e conferma della ritrovata credibilità in Europa del nostro paese e del governo “ ha commentato un entusiasta ministro dell’Economia Giorgetti che della cosa è stato certamente il grande ed abile regista. La preferenza espressa dagli ambasciatori dei 27, tuttavia, non rappresenta ancora una nomina definitiva: la scelta dovrà essere confermata dal Parlamento europeo, che ha l’ultima parola sull’investitura del nuovo presidente. Ma è assai difficile pensare che il Parlamento in seduta plenaria, dopo l’audizione del candidato in commissione Econ, possa bocciare la scelta operata dal Consiglio.

Il risultato è stato infatti netto: Comporti ha ottenuto il sostegno di 17 Stati membri contro i 10 raccolti dalla candidata danese Karen Dortea Abelskov. Un’affermazione che Giorgetti ha rivendicato con soddisfazione, aggiungendo di aver lavorato da mesi per raggiungere questo obiettivo: “Abbiamo vinto, è quattro mesi che ci lavoro”. Parole che vanno oltre il successo personale di Comporti. In passato l’Italia era arrivata più volte vicina a ottenere incarichi europei di primo piano, finendo però superata nel momento della costruzione delle maggioranze tra gli Stati. Questa volta la candidatura è stata sostenuta fino alla conclusione, evitando fughe in avanti e lavorando Paese per Paese alla formazione di un blocco sufficientemente ampio. Ed in effetti la scelta su Comporti solo qualche mese fa, a detta di autorevoli fonti europee, era tutt’altro che scontata, soprattutto alla luce dello stallo italiano sulla nomina del nuovo presidente Consob. Ed è per questo che dietro quel voto, spiegano le stesse fonti, c’è stato un intenso lavoro diplomatico condotto dal Governo italiano, con il Ministero dell’Economia impegnato in una fitta rete di interlocuzioni con i partner europei.

Secondo quanto filtra da ambienti comunitari, la candidatura italiana sarebbe stata sostenuta con particolare determinazione proprio da Giorgetti (ma anche il ministro Urso durante i suoi frequenti incontri con la ministra delle finanze tedesche nell’ambito del nuovo asse industriale tra Roma e Berlino,  avrebbe lavorato per sostenere la candidatura italiana) , che ha costruito un dialogo costante con numerose capitali, facendo leva non soltanto sul profilo tecnico di Comporti, ma anche sulla crescente affidabilità riconosciuta all’Italia nella gestione dei conti pubblici. Anche se il voto era a scrutinio segreto, sempre secondo quanto filtra da fonti del Consiglio, Il titolare del Tesoro avrebbe costruito nelle ultime settimane una larga maggioranza a sostegno della candidatura italiana, ottenendo il sì di Paesi chiave come Francia, Polonia, Spagna, Grecia, Irlanda e Portogallo.

A questo primo nucleo si sarebbero poi aggiunti Austria, Ungheria e Bulgaria, creando un effetto traino che avrebbe convinto anche altri Stati membri a convergere sul nome italiano fino a consolidare una maggioranza difficilmente ribaltabile.  Negli ultimi anni il nostro Paese ha infatti saputo recuperare credibilità presso molti partner europei grazie a una politica di bilancio improntata alla prudenza e alla responsabilità. La capacità del Governo Meloni e del Ministero dell’Economia di rispettare gli impegni europei, mantenendo al tempo stesso una linea favorevole alla crescita e agli investimenti, ha contribuito a rafforzare il peso negoziale italiano nei tavoli di Bruxelles. Una reputazione che, secondo diversi osservatori, ha inciso anche sulle scelte di voto di numerosi Stati membri.

A questo si aggiunge un elemento prettamente politico. Nelle ultime settimane sarebbero maturati nuovi equilibri nei rapporti fra Roma e alcune delle principali capitali europee. In particolare, fonti diplomatiche riferiscono di un clima decisamente più collaborativo tra il Governo guidato da Giorgia Meloni e la Francia di Emmanuel Macron, dopo mesi di progressivo riavvicinamento su numerosi dossier europei. Analogamente, anche i rapporti con la Polonia si sarebbero ulteriormente consolidati, favorendo un asse politico che avrebbe contribuito a creare un consenso più ampio attorno alla candidatura italiana.

Si tratta di indiscrezioni non confermate ufficialmente, ma che circolano con insistenza negli ambienti europei e che vengono considerate coerenti con il nuovo corso dei rapporti diplomatici sviluppati negli ultimi mesi. La vittoria di Comporti assume inoltre un valore strategico perché arriva in una fase nella quale l’ESMA è destinata ad acquisire competenze sempre più rilevanti nella vigilanza dei mercati finanziari europei, delle infrastrutture di mercato e, progressivamente, anche del comparto dei criptoasset. La scelta di affidarne la guida a un italiano rappresenta quindi un riconoscimento della qualità delle professionalità espresse dal nostro Paese proprio mentre l’autorità europea si prepara ad assumere un ruolo ancora più centrale nell’Unione dei mercati dei capitali.  Per il Governo si tratta dunque di una vittoria che va oltre il singolo incarico. È il risultato di una strategia che punta a riportare l’Italia al centro delle dinamiche europee attraverso credibilità finanziaria, stabilità politica e capacità di costruire alleanze. Una strategia che, almeno in questa occasione, sembra aver dato risultati concreti.

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