Di Stefano Golfari.
Politico: scherza coi fanti, oramai pure coi santi… ma lascia stare i comici. Non provarci.
In un teatrino di provincia una volta vidi un assessore a Nonsoché balzare veloce sul palco per ri-presentare con il microfono in mano il comico invitato a iniziare il suo spettacolo. Adrenalinico, l’assessore buttò là la battuta politica, poi un’altra, poi un’altra, tutte sui guai dei partiti che non erano il suo. Non rideva nessuno, mentre l’attore comico – al quale il politico sembrava voler rubare il mestiere – si spazientiva vistosamente. Infatti quando il microfono passò a lui, al comico vero, con due, tre fendenti verbali taglienti come lama di rasoio (e finalmente divertenti) l’assessore fu distrutto, polverizzato, seppellito dalle fragorose risate di tutta la sala. Non so dove sia ora quell’oscuro assessore di provincia, ma me lo ricordo benissimo: mentre piovevano ironia e grandine lui stava lì, immobile, rosso in volto, a tentare qualche suono gutturale, sbirciando la scaletta dalla quale era salito.
La storiella mi è tornata alla mente ieri alle 14.30, quando l’ ANSA ha battuto l’agenzia “Bersani è un morto che parla”, firmato Beppe Grillo. 47: tombola. Consiglierei al segretario del PD di contare fino a 10 ogni qualvolta gli verrà in futuro l’istinto di “aprire a Grillo” come ha fatto nella sua prima (!) conferenza stampa post-elettorale, offrendo nientemento che la Presidenza della Camera al Movimento che è stato mandato il Parlamento per sfasciare la Casta da milioni di italiani incazzati come bufali. Che risposta pensava di ottenere? “Sì, vabbè… scusateci, abbiamo organizzato Vaffanculo-days fino a ieri ma da oggi facciamo i ragazzini seri con il campanellino da Presidente della Camera in mano…”
L’idea di una collaborazione nei fatti Pd-M5S può anche funzionare, forse. Ma l’idea che Grillo cali le brache di fronte al suo popolo il giorno dopo la vittoria è una pazzia, una faciloneria non degna del cervello di Bersani. Gliela avrà suggerita Fassina?
