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Politica

di Antonino D'Anna

vaticano

Lunedì 4 marzo 2013: è questa la data in cui si terrà la prima Congregazione generale che discuterà dei problemi della Chiesa e inizierà a preparare il Conclave che sceglierà il successore di Joseph Ratzinger. I cardinali che stanno arrivando a Roma da tutto il mondo sono di varia estrazione e non tutti hanno le idee chiare. Alcuni hanno poca dimestichezza con l'italiano, oggi lingua franca della Chiesa, “altri nemmeno sanno com'è fatta la Casa di Santa Marta”, dicono ad Affaritaliani da Oltretevere. Non sanno cioè com'è fatto il loro alloggio romano in cui, stando alla Costituzione Apostolica Universi Dominici Gregis del 1996, dovranno dimorare fino a quando non sarà eletto il nuovo Papa e potranno rientrare nelle loro diocesi.

LE VOCI DEL CONCLAVE- Intanto inizia a circolare un po' di colore. Le solite storie: dopo un Papa magro uno grasso (cosa più o meno verificatasi nel XX secolo); uno con la R nel cognome e uno senza (ma dopo Giovanni Battista Montini venne Albino Luciani); uno che è stato in pellegrinaggio a Lourdes nell'anno precedente. Vecchie tradizioni che riprendono a girare in questi giorni di primi contatti e pensieri. E ovviamente, riprende il dossieraggio. Mentre scriviamo Oltretevere iniziano a prendere corpo e a girare voci su questo o quel candidato; e c'è chi ricorda la leggenda sulla presunta espulsione, motivata per “settarismo”, di Angelo Scola – arcivescovo di Milano – dal seminario di Venegono, alla fine degli anni '60. L'accusa per l'allora giovane seminarista di Malgrate sarebbe stata di riconoscere l'autorità di don Luigi Giussani, ma meno quella dei superiori in seminario.

E WIKIPEDIA...- Sulla vicenda, peraltro, si è alzato un polverone finito anche a colpi di modifiche (e discussioni) alla pagina Wikipedia dedicata a Scola. In realtà, Andrea Tornielli – vaticanista della Stampa – spiega che Scola avrebbe lasciato per sua scelta (e dunque niente espulsione) il seminario nell'estate del '69 perché a Venegono non volevano ammetterlo al suddiaconato (ordine minore allora esistente, poi abolito da Paolo VI nel '72), cosa che gli avrebbe permesso di evitare il servizio militare. I superiori non vollero anticiparlo e così il futuro cardinale decise di non entrare a Venegono per l'anno 1969/'70 e – grazie al vescovo di Teramo monsignor Abele Conigli, interpellato per un parere da don Giussani e un amico del Gius, don Francesco Ricci – Scola viene accolto nella diocesi di Teramo, ottenendo il suddiaconato e nel 1970 diventando sacerdote nella diocesi di Teramo.

GEORG CHE FARA'?- Naturalmente gli occhi si sono appuntati adesso su monsignor Georg Gaenswein, atletico segretario particolare di Benedetto XVI al momento trasferitosi a Castel Gandolfo insieme al Papa emerito. La domanda di fondo è: sarà discretamente presente come don Stanislao Dziwisz, il segretario particolare di Giovanni Paolo II oggi arcivescovo di Cracovia e cardinale elettore che il 4 marzo prenderà parte alle Congregazioni? C'è chi è disposto a giurare che sarebbe pronto ad appoggiare un candidato in funzione antibertoniana, ma è lontano da Roma e nei giorni cruciali del Conclave non ci sarà. C'è ancora chi si chiede come mai la sua deposizione al processo Vatileaks sia rimasta secretata, quali fossero i suoi rapporti con Paolo Gabriele, il maggiordomo papale che aveva accumulato casse di documenti. Ma non importa, come non importa che chi conosce bene Ratzinger in piena Vatileaks dicesse: “Piuttosto che cacciare segretario e Segretario di Stato, sarebbe disposto a dimettersi. Sono collaboratori troppo preziosi per lui”. Resta il fatto che adesso Georg è arcivescovo titolare, tra un po' magari sarà inviato a gestire una diocesi in Germania e fra qualche annetto promosso al cardinalato come Stanislao. Ce la farà?

ARRIVA MEA MAXIMA CULPA- Chiudiamo con l'uscita nelle sale italiane, il 20 marzo, di “Mea Maxima Culpa”. Si tratta di un docu-film prodotto dalla HBO ed uscito negli States nel novembre 2012. Il regista è Alex Gibney, vincitore di un Oscar nel 2007, che racconta gli oltre 200 abusi commessi da Lawrence Murphy, prete violentatore di bambini della Scuola per Sordomuti St. John in Wisconsin tra gli anni '50 e i '70. Poi passa a ricordare gli abusi del prete irlandese Tony Walsh e di Marcial Maciel, fondatore dei Legionari di Cristo. Un film che ha suscitato notevoli polemiche negli USA dove la stampa cattolica ha sottolineato come già nel 1973 le vittime abbiano accusato pubblicamente Murphy e portandolo in tribunale nel '75. L'arcidiocesi lo portò all'attenzione del PM di Milwaukee più o meno nello stesso periodo, ma polizia e PM non presero alcuna iniziativa. Murphy venne, peraltro, allontanato dall'insegnamento e la cura d'anime di minori nel maggio del '74 e allontanato da qualsiasi incarico pastorale, finendo per essere trasferito con i parenti a 300 miglia dalla scuola in cui aveva lavorato. Un film che arriva proprio mentre il cardinale Roger Mahony emerito di Los Angeles viene immortalato intento a baciare l'anello al Papa dimissionario. Proprio lui che ha coperto i pedofili nella diocesi californiana negli anni '80.

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