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Politica

 

Angelo Scola

Erano 142 i cardinali presenti alla prima Congregazione Generale della Sede Vacante. Lo ha reso noto il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi, precisando che di essi 103 sono lettori, dunque ben 12 sono ancora in viaggio verso Roma.

GLI ARRIVI ALLE CONGREGAZIONI- Ma veniamo alla prima giornata di Congregazioni. Arriva secondo tra i cardinali mattinieri il "papabile" più giovane, Luis Antonio Tagle, arcivescovo di Manila, che sceso dall'auto affettuosamente si ferma ad aspettare il suo predecessore alla sede di Manila, Gaudencio Rosales, anziano e claudicante, che poi accompagna e sostiene fino all'aula del Sinodo dove alle 9,30 è iniziata la prima Congregazione Generale che riunisce tutti i porporati presenti a Roma in vista del Conclave (la cui data d'inizio fisseranno essi stessi). Per la cronaca il primo ad arrivare è stato l'ultraottantenne Francesco Marchisano, l'arciprete emerito di San Pietro che Papa Wojtyla guari' con un miracolo dal tumore alla gola. Se può essere considerato un segnale, altri tre papabili sopraggiungono di lì a poco: arriva con un mini-bus insieme a tutti gli arcivescovi residenziali statunitensi, che appaiono dunque come un gruppo compatto, il secondo "papabile", il cardinale di Boston Sean O'Malley, cappuccino ma per una volta vestito con la talare filettata come tutti (con l'eccezione dell'ultraottantenne cinese Zen Ze Kiun in giacca e pantaloni davvero casual, mentre l'italiano Francesco Monterisi ha un impermeabile Burbery sull'abito cardinalizio e il bioeticista Elio Sgreccia ha un basco verde sul capo); ed ecco il domenicano Christopher Schoenborn, arcivescovo di Vienna e anche lui campione della lotta agli abusi, che è accompagnato fino all'ingresso dell'Aula da un collaboratore in saio francescano; infine Odilo Scherer, l'arcivescovo di San Paolo che piace tanto ai curiali, sopraggiunge in minivan con altri due brasiliani Agnello Majella e Damasceno Assis, mentre arrivano poi uno alla volta gli altri due: Claudio Hummes e Braz de Aviz, quasi a sottolineare che in Brasile non tutti i cardinali fanno squadra. Il quinto "papabile" ad arrivare è forse il piu' favorito, il prefetto della Congregazione dei vescovi, Marc Ouellet, in auto perche' dall'inizio della Sede Vacante ha rinunciato a girare a piedi nei dintorni del Vaticano come faceva prima, un'abitudine che aveva anche il cardinale Joseph Ratazinger al quale il porporato e teologo è da sempre particolarmente vicino.

SCOLA CON IL PORTAVOCE- Gli italiani arrivano divisi, alla spicciolata: tra loro c'e' il sesto "papabile", nella classifica dei mattinieri: il cardinale Angelo Scola, arcivescovo di Milano, che è accompagnato dal segretario don Capra e dall'addetto stampa, don Davide Milani. Arrivano da due direzioni opposte ma esattamente nello stesso momento il cardinale Camillo Ruini, storico presidente della Cei, e il "suo" segretario generale, Giuseppe Betori, oggi arcivescovo di Firenze, che così entrano insieme. Il suo predecessore, Silvano Piovanelli, chiacchiera con il francese Paul Poupard, presidente emerito del Pontificio Consiglio per la cultura. Angelo Bagnasco e' accompagnato in auto fin quasi nell'atrio (lo fanno in pochi e all'autista di uno del cardinale indiano Toppo accade anche che sceso il porporato la Bmw bianca ultimo modello si inchiodi, e debbano intervenire dall'autoparco). Da solo giunge poi il cardinale di Napoli, Crescenzio Sepe, forse il più cordiale con giornalisti e operatori: "il Signore ci aiuti a lavorare bene", dice per non lasciare del tutto senza virgolette le cronache di questa mattina. "Andiamo per riflettere e pregare", gli fa eco il prefetto per gli Affari Economici Giuseppe Versaldi che provocato dai giornalisti sulla possibilità di un Papa italiano si lascia sfuggire: "vorrei vedere che ci fosse una discriminazione". L'arcivescovo di Parigi, Andre' Vingt-Trois, aggiunge una considerazione più significativa: "quando il Conclave inizierà dipende dal lavoro fatto nelle Congregazioni".

LE DOMANDE DI RITO- Il ghiaccio è rotto, così quando arriva l'arcivescovo di Siviglia, che non a caso si chiama Carlos Amigo Vallejo, parte una raffica di domande e lui non si sottrae: la riforma della curia uno dei primi obiettivi del pontificato? "Il Papa - risponde gelando le attese di qualche curiale che si sente candidato - non deve essere tecnocrate o esperto economia, ma pastore: il pastore della chiesa universale". Deve essere giovane? "Giovane o anziano - replica - non importa, sarà quello che Dio sceglierà". Il Conclave sarà breve? "Vedremo, sono sempre stati brevi", taglia corto infine l'arcivescovo di Siviglia opponendo poi un "non so" alla domanda su quando si deciderà la data del Conclave e in "no" secco a chi gli chiedeva se la Chiesa è divisa.

IL GIURAMENTO E LE MEDITAZIONI- Durante la Congregazione Generale, tutti i 142 cardinali, uno alla volta, si sono avvicinati al tavolo della presidenza per prestare giuramento. "Un'operazione - ha spiegato il portavoce, padre Federico Lombardi - che ha impegnato tutta la prima parte della riunione, aperta da un breve saluto del cardinale decano, Angelo Sodano". Sono stati sorteggiati i tre assistenti del Camerlengo: Giovanni Battista Re, per l'ordine dei vescovi, Crescenzio Sepe per l'ordine dei presbiteri, Franc Rodè per l'ordine dei diaconi. Dopo tre giorni ne saranno sorteggiati altri tre. Curiosamente tutti e tre i componenti della prima Congregazione Speciale, presieduta ovviamnte dal camerlengo, Tarcisio Bertone, che non cambia, sono tutti ex capi dicastero della Curia Romana. Come già nel Conclave del 2005, i cardinali hanno ascoltato due meditazioni. La prima è stata assegnata, con il voto positivo della Congregazione di questa mattina, al predicatore della Casa Pontificia, padre Raniero Cantalamessa, che ha parlato oggi pomeriggio. Anche nel 2005 il primo monito era stato assegnato a Cantalamessa.

IL MESSAGGIO A RATZINGER- La Congregazione Generale indirizzerà poi un suo messaggio al Papa Emerito. Lo ha annunciato padre Federico Lombardi, precisando che a proporlo è stato il decano Angelo Sodano. Al termine della mattinata - che ha avuto anche una pausa caffè - uscendo da Piazza Sant'Uffizio i cardinali sono stati presi d'assalto da decine di giornalisti fotografi e cineoperatori; solo alcuni si sono fermati a rispondere alle domande. Tra questi in particolare il cardinale sudafricano Fox Napier, francescano di 72 anni, secondo cui il futuro Pontefice dovrà avere un'età compresa fra i 60 e 65 anni e dovrà provenire da una "Chiesa viva", continuando nel solco delle riforme avviate da Papa Wojtila e da Benedetto XVI. "La nazionalità - ha affermato - non ha importanza. I cardinali italiani non hanno invece voluto rilasciare dichiarazioni ed alcuni, come il cardinal Sepe hanno risposto con una battuta: "Non ricordo più niente". Il cardinal Betori ha sottolineato che "si parla solo dentro, mentre il cardinal Poletto ha assicurato che "va sempre tutto bene" e non vi era nessuna notizia da dare. Il cardinale francese Barbarin ha infine sottolineato che vi è "bisogno di questo confronto. Ci stiamo conoscendo - ha riferito - stiamo fraternizzando".

LA GOLIARDATA- Non manca, per finire, una bella goliardata. Un falso vescovo, in realtà un buontempone abbigliato per altro in modo approssimativo con una talare piuttosto corta, crocifisso e catena fuori ordinanza e una sciarpa viola al posto della fascia, è riuscito ad entrare in Vaticano confondendosi tra i più di 100 cardinali che entravano per partecipare alla prima Congregazione Generale. Ovviamente è stato poi accompagnato fuori strappando qualche risata alle troupes televisive che hanno assistito alla scenetta.

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