“Non provo nessuna amarezza, sono un uomo delle istituzioni. C’e’ un problema, ho voluto risolverlo cosi’”. Cosi’ Antonio Catricala’, interpellato telefonicamente dall’Agi, spiega le ragioni che lo hanno portato a fare un passo indietro dalla candidatura avanzata da Forza Italia per la Corte Costituzionale.
“Ringrazio i parlamentari che mi hanno votato ma chiedo loro di non sostenere ulteriormente la mia candidatura – continua -. Non vorrei mettere a rischio la mia immagine professionale e spero che il Parlamento possa piu’ facilmente superare le contrapposizioni che hanno finora ostacolato l’elezione dei due Giudici costituzionali”.
Il passo indietro del candidato vicino a Gianni Letta, ma sponsorizzato dallo stesso Cavaliere, riapre ora i giochi. Tanto che è difficile immaginare una fumata bianca già lunedì.
A far fallire l’elezione di Catricalà parecchi malpancisti azzurri, guidati dalla cosiddetta lobby degli avvocati (Ghedini e gli altri sostenevano infatti la candidatura di Donato Bruno), che non gradiscono l’intrusione di campo dell’ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio.
La ‘resistenza’ degli azzurri di palazzo Madama non e’ stata accolta bene a villa San Martino. Secondo quanto riferiscono i fedelissimi di Berlusconi, il Cav e’ irritato per “una operazione” non ‘autorizzata’. Non avete considerato le conseguenze del vostro gesto, non posso permettere che una minoranza mi imponga il candidato, e’ stato lo sfogo a caldo dell’ex premier.
Per alcuni azzurri vicini al leader di mezzo c’e’ anche lo zampino della minoranza Pd visto che mancavano all’appello circa 200 voti (dunque non solo di Forza Italia).
E così ora il ritiro di Catricalà potrebbe portare a un nuovo piano, cieè quello di proporre due nomi nuovi di zecca, che a questo punto andrebbero a sostituire anche Luciano Violante. Non è un mistero che pure nelle fila del Nazareno ci siano state molte defezioni nella votazione di ieri a favore dell’ex presidente della Camera.

