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Politica

La Camera ha approvato la mozione di fiducia al Governo Letta con 435 voti favorevoli e 162 voti contrari. Sono stati presenti e votanti in aula 597 deputati.

IL DISCORSO DI LETTA ALLA CAMERA/
Il premier, dopo aver ottenuto la fiducia al Senato (235 sì, 70 no), prende le distanze dal Cavaliere: "Lavorerò con una maggioranza politica coesa anche se essa potrà essere diversa dalla maggioranza numerica". E aggiunge: "Il lavoro del governo ha bisogno che non ci siano ricatti. Ha bisogno che ci sia la consapevolezza che dobbiamo dare le risposte agli italiani"

COLPO DI SCENA: BERLUSCONI VOTA LA FIDUCIA AL GOVERNO/ "Abbiamo ascoltato con attenzione le dichiarazioni di Letta. Abbiamo ascoltato i suoi impegni. Mettendo insieme tutte queste aspettative, il fatto che l'Italia ha bisogno di un governo e di riforme, abbiamo deciso non senza interno travaglio di esprimere un voto di fiducia". Svolta di Silvio Berlusconi che annuncia la fiducia di tutto il Pdl al governo. Sconfitti i falchi, il Pd attacca. D'Alema: "Il Cav non è più indispensabile". Epifani: "Ha perso contatto con l'Italia"

 

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LA CRONACA DELLA GIORNATA

Epifani: "Basta logoramento" - "L'onorevole Berlusconi ha perso, di la' del voto, innanzitutto nel Paese e nell'opinione pubblica dell'Italia". Lo ha detto Guglielmo Epifani nelle dichiarazioni di voto alla Camera per la fiducia a Letta. "Vince il Paese, chi ha difeso lo Stato di diritto, coloro che non si rassegnano alla decadenza", ha sottolineato, e anche "quanti nel centrodestra, con una decisione che gli fa onore, hanno deciso" di appoggiare il governo. "Dal travaglio di oggi mi auguro che possa uscire un'Italia piu' matura", ha sottolineato.

 

Incontro Alfano - Berlusconi - Nuovo faccia a faccia tra Silvio Berlusconi e Angelino Alfano in programma, questa sera, a palazzo Grazioli. Secondo quanto si apprende, ci sono stati nuovi contatti nel corso del pomeriggio tra l'ex premier e il segretario del Pdl, anche alla luce della decisione di prendere tempo sulla nascita dei nuovi gruppi, che potrebbero sfociare in un nuovo incontro tra i due questa sera. Salvo cambi di programma, il segretario del Pdl dovrebbe varcare il portone di palazzo Grazioli dopo il voto di fiducia al governo alla Camera.

Quagliariello: "Decadenza del Cav slegata da Governo" - Venerdi' prossimo la Giunta delle elezioni e immunita' del Senato votera' sulla decadenza di Berlusconi, si rischia un nuovo stillicidio sulla vita del governo? "La Giunta non ha affrontato bene la decadenza perche' l'ha affrontata in modo politico. Questa pero' e' una questione su cui non possiamo mettere di nuovo in dubbio la vita del governo e sentendo l'intervento in aula di oggi, questa non e' nemmeno la volonta' del presidente Berlusconi". Lo ha detto il ministro delle Riforme, Gaetano Quagliariello (Pdl), intervistato dal Tg3.

 

Bindi: "Resta maggioranza anomala" - "Anche se Berlusconi e' gregario e questa volta ha seguito e non ha condotto le truppe, resta fermo il fatto che questo e' un governo sostenuto dal Pd e da una parte del centrodestra e che, quindi, siamo ancora dentro la logica delle larghe intese". Cosi' Rosy Bindi al TgLa7. "Questo governo e' ancora sostenuto da una maggioranza anomala - aggiunge l'esponente Pd - ed e' legata all'emergenza e posta al servizio del paese perche' risolva dei problemi e non li accarezzi, in attesa di una nuova legge elettorale e di ritorno alle urne nel quale vogliamo ribadire l'importanza del bipolarismo". "Voglio essere esplicita: se la nuova maggioranza politica che sostiene questo governo tendesse a diventare una maggioranza politica stabile, un'operazione neocentrista o qualcosa del genere, si sappia - avverte - che una stragrande maggioranza del Pd non sarebbe d'accordo".

 

D'Alema - "C'e' una novita' indiscutibile cioe' che Berlusconi non e' piu' componente indispensabile di questa maggioranza. Quindi praticamente e' come se non ci fosse": lo ha detto Massimo D'Alema commentando il si' del Senato alla fiducia per il Governo Letta. E sul cambio di rotta di Berlusconi, D'Alema ha usato il sarcasmo: "Dicono che se un uomo politico non cambia idea vuol dire che non e' intelligente. Berlusconi ha cambiato idea quattro volte nel corso della mattinata. Vuol dire che e' un genio". Per D'Alema "ci saranno altri colpi di coda ma mi sembra che il ruolo centrale e determinante di Berlusconi nella vita politica italiana sia stato molto ridimensionato da questa vicenda". Secondo D'Alema, dunque, chi esce indebolito dalle ultime vicende politiche e' proprio il partito di Berlusconi. "Il prezzo piu' alto - ha osservato il presidente della fondazione Italianieuropei arrivato alla casa del popolo Sirenella di Bologna - l'ha pagato il Pdl con una lacerazione politica e anche con una confusione di comportamenti abbastanza sconcertante. Berlusconi ha compiuto un gesto profondamente sbagliato e controproducente che ha spaccato il suo partito e lo ha messo in rotta di collisione con l'opinione pubblica: alla fine ha dovuto lui stesso rimangiarselo a favore del governo. Una vicenda dalla quale mi sembra esca molto indebolita la sua posizione, la sua leadership. Il governo esce indubbiamente rafforzato".

 

Santanché: "Vincono le colombe? Vedremo nelle prossime ore" -  "Voto la mia fiducia a Berlusconi non al governo Letta. Berlusconi al quale riconosco l'unica leadership, senza se e senza ma. Credo nel mio leader autorevole". Cosi' Daniela Santanche' (Pdl) conversando con i giornalisti a Montecitorio. "Io non faccio cose in cambio di altro" ha aggiunto. Il Pdl e' spaccato? "Vedremo nelle prossime ore - ha risposto - diro' le mie opinioni solo quando ci sara' un fatto. Io stasera vado a letto tranquilla con la mia coscienza". Ma oggi hanno vinto le 'colombe' sui 'falchi' piediellini? "Credevo dovessero vincere gli italiani - ha osservato caustica - il tempo e' galantuomo. Io sono italiana e dopo sono berlusconiana".

L. Elettorale: Letta, si cambi ma no a giochi di bandiera - La legge elettorale va cambiata perche' il Porcellum "e' il male assoluto" ma "se ognuno alza la sua bandiera e basta ma non si trova un accordo tra posizioni diverse, non si va da nessuna parte". Cosi' il premier Enrico Letta alla Camera. "La legge elettorale deve trovare in questo parlamento un accordo tra maggioranza della Camera e del Senato, se non si mette insieme la maggioranza la legge elettorale non si cambia. Ognuno di noi puo' fare bellissima figura con belle proposte ma senza maggioranza non c'e' il cambiamento. Questo e' il motivo per cui io e il gruppo Pd abbiamo detto no l'estate scorsa. Se ognuno alza la sua bandiera e basta ma non si trova un accordo tra posizioni diverse, non si va da nessuna parte". "Altrimenti - ha detto Letta - potrei dire la stessa cosa di Beppe Grillo che prima ha detto che il Porcellum non andava bene e poi che voleva votare con il Porcellum. Se sulla legge elettorale facciamo solo giochi di bandiere non andiamo da nessuna parte. Il piu' interessato a cambiarla sono io. Non e' questione di bugie o di coraggio, ma di trovare una maggioranza per cambiare la legge".

Letta: pazienza paese è finita ma oggi passo avanti - Il Paese non ha piu' pazienza, ma oggi è stato fatto un passo avanti. Cosi' il premier Enrico Letta alla Camera. "Sono convinto - ha detto - che oggi facciamo un passo avanti molto forte, le nostre istituzioni avranno da guadagnarci dalla possibilita' che le riforme si realizzino. Sono anche convinto che non abbiamo piu' tempo, la pazienza del Paese e' finito. C'e' un sollievo rabbioso nei messaggi che ho ricevuto rispetto alla giornata di oggi. Percepisco tutta la rabbia e l'attesa smarrita. Il governo e' iperdeterminato a fare la sua parte, il governo e' coeso".

Letta: spero da oggi ci sia cambio di passo vero - "Spero che oggi ci sia un cambio di passo, vero e reale, a partire dalla legge di stabilita'". Cosi' il premier Enrico Letta alla Camera.

Letta: lavorerò con maggioranza politica non numerica - Da oggi "lavorerò con una maggioranza politica coesa" anche se essa potra' essere diversa dalla maggioranza numerica. Cosi' il premier Enrico Letta ha spiegato alla Camera che l'impegno che attende il governo rende necessario avere un esecutivo "non qualunque, nel pieno delle sue funzioni, con una chiara maggioranza che lo sostiene, con un programma e degli obiettivi. Chi ha sfiducia nei confronti di questo governo e di questo premier non pensava saremmo arrivati qui. Io lo dico, che non voglio governare a tutti i costi, e lo penso. Perche' so la complessita' degli impegni che abbiamo. So che da parte mia non c'era altra possibilita' di chiedere un chiarimento senza se e senza ma". "Abbiamo passato una settimana di alti e bassi, di su e giu', di possibilita' che si andasse al voto - ha ricordato Letta -. Sarebbe stato un errore andare al voto. Penso che sia molto importante essere qui, a patto che il risultato del voto di stamane sia come lo intendo io. Un voto che ci sarebbe stato comunque, ed e' un risultato rispetto al quale ho intenzione di lavorare mantenendo il punto fermo detto stamane: non esiste un collegamento tra le vicende giudiziarie e la vita del governo". Il lavoro del governo "ha bisogno che non ci siano ricatti perche' governo non casca. Ha bisogno che ci sia la consapevolezza che dobbiamo dare le risposte agli italiani".

Governo: ok fiducia da Senato, 235 sì e 70 no - Il Senato ha accordato la fiducia al governo Letta. I sì sono stati 235 e 70 i no. Erano presenti al voto 307 senatori e hanno votato in 305.

Pdl: 'scissionisti' rischiano spaccatura, divisi su nuovo gruppo - Fino a questa mattina, prima che il segretario del Pdl Angelino Alfano incontrasse in un nuovo vis a vis Silvio Berlusconi, la nascita di un nuovo gruppo ad opera dei cosiddetti 'scissionisti' era dato per certo. Tanto che al Senato circolava gia' il documento, con circa una trentina di adesioni, per depositare una risoluzione a favore del voto di fiducia al governo. Poi ore e minuti concitati, la conferma del gruppo Pdl del Senato, presente Berlusconi, di non votare la fiducia, il Cavaliere che si riunisce nella stanza di Schifani con alcuni fedelissimi. E la 'giravolta': l'ex premier cambia idea e decide di sostenere nuovamente Letta, annunciandolo in Aula nelle dichiarazioni di voto. Da quel momento il Pdl, detto da molti degli stessi appartenenti a quel partito, "sembra una maionese impazzita". C'e' chi dice convinto, come Roberto Formigoni, che il nuovo gruppo, 'I Popolari', si costituira' comunque. Una fonte ben informata e che ha lavorato sin dall'inizio per questa 'operazione', garantisce che alla Camera e' gia' avviata la pratica per la costituzione del nuovo gruppo, con tanto di richiesta alla presidente Boldrini.

Ma secondo altre fonti, che avrebbero assistito al colloquio tra il segretario e il Cavaliere, Alfano avrebbe spiegato al leader pidiellino che non nascera' alcun gruppo. Dello stesso avviso Nunzia De Girolamo: "Non si e' mai parlato di nessun gruppo", afferma. Maurizio Lupi, che gia' questa mattina sosteneva che non ci sarebbe stata una nuova maggioranza, ribadisce: "Non abbiamo mai lavorato per creare un'altra maggioranza". Il sottosegretario Castiglione, vicino ad Alfano, prende tempo: "Verificheremo... Vediamo dopo il voto". Maurizio Sacconi si augura "che il nuovo gruppo non nascera'". Insomma, manca una linea unitaria e certo la mossa a sorpresa del Cavaliere, spariglia nuovamente le carte. Al momento, viene spiegato, una parte dei cosiddetti 'scissionisti' insiste affinche' comunque venga costituito il nuovo gruppo, altri frenano - tra cui, stando agli ultimi rumors, lo stesso Alfano - mentre i piu', siano deputati o senatori pidiellini, sono disorientati. Di certo, adesso la situazione si fa piu' complicata per chi aveva deciso di prendere un'altra strada rispetto a Berlusconi. Insistere per la formazione del gruppo, viene sottolineato, significherebbe voler andare alla rottura, estrema soluzione che Alfano - viene riferito - vorrebbe evitare. Chiaro il ministro Gaetano Quagliariello: "Ci sono due classi dirigenti incompatibili".

Formigoni: "Il progetto gruppo parlamentare autonomo rimane" - "Ci chiamavano traditori, adesso tutto il Pdl vota la fiducia, forse siamo stati dei lungimiranti pionieri. Chi di dovere prenda nota". Cosi' Roberto Formigoni, senatore del Pdl, commenta in transatlantico la dichiarazione di voto a favore del Governo espressa da Berlusconi in aula. Il progetto di uscire dal partito e di formare dei gruppi autonomi, aggiunge, rimane. "Abbiamo deciso di vederci in serata" con gli altri parlamentari 'dissidenti', spiega. "La proposta che ho fatto stamattina - conferma Formigoni - rimane. Proporro' di costituire dei gruppi autonomi alla Camera e al Senato" per "un fatto di chiarezza. La nostra linea politica e' di centrodestra, non e' un 'centrino', non siamo la riedizione di Scelta civica o dell'Udc. Credo che per chiarezza di fronte agli elettori sia utile costituire dei gruppi autonomi. Ho proposto il nome 'i Popolari' - continua -, ma sembra che possiamo addirittura utilizzare la sigla Pdl". Secondo Formigoni la nuova formazione ha gia' numeri sufficienti in Senato e "credo proprio che li avremo anche alla Camera". A chi infine gli chiede se ha parlato con Silvio Berlusconi, risponde: "Gli ho parlato stanotte cercandolo di convincerlo a votare la fiducia".

Zanda, fiducia Berlusconi nasconde sconfitta politica - Luigi Zanda ha duramente attaccato il dietrofront di Silvio Berlusconi sulla fiducia al governo Letta. Parlando in Aula in Senato, il capogruppo del Pd ha stigmatizzato "tutte le operazioni tattiche e furbette che contrastano con le parole e i gesti gravissimi che in questi giorni abbiamo sentito con grande stupore e grande sconcerto". Dunque, ha aggiunto, "questo voto improvviso che si aggiunge alla maggioranza ha un senso chiaro: vuole nascondere una sconfitta politica che invece e' chiara e netta davanti agli italiani".

COLPO DI SCENA: BERLUSCONI VOTA LA FIDUCIA AL GOVERNO - "Abbiamo ascoltato con attenzione le dichiarazioni di Letta. Abbiamo ascoltato i suoi impegni. Mettendo insieme tutte queste aspettative, il fatto che l'Italia ha bisogno di un governo e di riforme, abbiamo deciso non senza interno travaglio di esprimere un voto di fiducia". Lo ha deto Silvio Berlusconi, intervendo nell'Aula del Senato. Letta pone fiducia su risoluzione maggioranza - Enrico Letta ha posto la questione di fiducia sulla risoluzione di maggioranza, e ad essa "lego la vita di questo governo", ha detto il premier all'aula del Senato.

Letta: non ho dormito stanotte, giornata storica  - "Stanotte non ho dormito, perche' avevo la percezione che oggi sarebbe stata una giornata dai risolti storici, per certi versi drammatici". Cosi' il premier Enrico Letta.  "Comprendo il travaglio che attraversa molti senatori e deputati". Cosi' il premier Enrico Letta in aula al Senato.  "La discussione alla quale abbiamo assistito oggi e' stata una discussione importante. Davanti a noi abbiamo obiettivi molto difficili, perche' ora cambiano i numeri. La situazione del nostro Paese e' difficile". Lo afferma Enrico Letta nella replica in Aula al Senato. "Sarebbe stato meglio cadere in piedi piuttosto che andare verso soluzioni di basso profilo", osserva il premier. "Voglio ringraziare anche chi non vorra' piu' sostenere il governo", aggiunge Letta.

Berlusconi: no lasciare Aula. E' scelta ambigua - "Sarebbe una scelta ambigua. I nostri elettori non lo capirebbero". Cosi' Silvio Berlusconi, viene riferito, ha bocciato l'ipotesi avanzata da una trentina di senatori di lasciare l'Aula al momento del voto sulla fiducia. Durante la riunione del gruppo del Pdl al Senato, al quale hanno preso parte anche diversi deputati, si e' messa ai voti la linea da tenere in vista del voto di fiducia. Fonti presenti alla riunione, riferiscono che si e' prima votato per chi voleva confermare la fiducia a Letta ma nessuno dei presenti ha alzato la mano, poi si e' votato per la sfiducia e questa opzione e' passata a maggioranza. Infine circa una trentina di senatori hanno proposto di lasciare l'Aula al momento del voto, ma Berlusconi in persona ha scartato questa possibilita'.

Governo: gruppo Pdl vota per sfiducia - Il gruppo del Pdl al Senato vota a maggioranza a favore della sfiducia al Governo Letta. E' quanto si apprende dalla riunione appena terminata.

Quagliariello fa 'paparazzare' firme mozione - Quando si dice 'la forza delle immagini'. Il gruppo Pdl e' riunito, il dibattito in Aula e Gaetano Quagliariello viene fotografato in Aula a Palazzo Madama con dei fogli in mano. Sono due colonne di firme, quelle dei dissidenti Pdl che voteranno la fiducia al governo Letta, come recita la stringatissima riga di testo che le precede, e che altro non e' se non la mozione dello strappo dalla casa del Cav. E cosi', in favore di teleobiettivo, ecco le firme autografe: Naccarato, Bianconi, Compagna, Bilardi, D'Ascola, Aielo, Augello, Caridi, Chiavaroli, Colucci, Formigoni, Gentile, Giovanardi, Gualdani, Mancuso, Marinello, Pagano, Sacconi, Scoma, Torrisi, Viceconte, L.Rossi, Quagliariello.

Formigoni, gruppo autonomo anche se Pdl vota fiducia - "Se il Pdl decidesse di votare la fiducia sarebbe dimostrato che avremmo avuto ragione noi, altro  che traditori. Siamo stati l'avanguardia della decisione giusta  che il Pdl si e' deciso ad assumere". Cosi' il senatore Roberto Formigoni interviene nello speciale TgLa7 di Enrico Mentana."Pero' - aggiunge Formigoni - sarebbe una scelta francamente  tardiva, per cui noi 25 che ci raduneremo nel pomeriggio valuteremo il da farsi e probabilmente decideremo comunque di dare vita a gruppi parlamentari autonomi". Formigoni spiega infatti che "ci sono i numeri per costituire un gruppo autonomo tra 25 del Pdl, 10 di Gal e probabilmente qualcun altro che potrebbe aggiungersi".

Bondi, Cicchitto? Assoldato sinistra per cui era piduista - "Non ho vai voluto replicare a Cicchitto avendo cura di conservare vecchi rapporti di amicizia", premette Sandro Bondi. "Visto pero' che lui non si fa scrupolo di venir meno a ogni memoria di amicizia e non esita ad accusarmi di stalinismo sapendo di mentire e di offendere la  mia limpida storia personale - riprende il coordinatore Pdl in una dichiarazione scritta - mi auguro solo che la sinistra che ora lo ha assoldato non lo accusi piu' di essere un 'piduista' come ha fatto finora".

Formigoni, siamo in 25 per nuovo gruppo 'I Popolari' - Esce allo scoperto e annuncia al Senato che "siamo in 25 nel Pdl a votare la fiducia al governo Letta". Non solo. Roberto Formigoni anticipa che "faremo un nuovo gruppo che, probabilmente, si chiamera' 'I Popolari'".

Franceschini, dopo mozione con Pdl nuova maggioranza - "Mi pare del tutto evidente che la mozione presentata, e firmata anche da 23 senatori del Pdl, consenta politicamente la nascita di una nuova maggioranza". Lo dice Dario Franceschini in Transatlantico al Senato.

Governo: fonti, crescono firme a documento Pdl - Sono arrivate a 27, secondo quanto si apprende, le firme al documento messo a punto dai senatori Pdl favorevoli alla fiducia al Governo Letta. Secondo voci ben informate altri 15 sarebbero pronti ad aggiungersi.

Governo: suspense numeri. Si aspetta ultima parola Berlusconi - Nessuno si sbilancia, nessuno azzarda previsioni. Quando Enrico Letta ha appena finito di parlare, nel Transatlantico di palazzo Madama regna ancora grande incertezza sui numeri della fiducia al governo. Pd e Scelta civica partono da 137 voti (107 senatori Pd, 20 di Scelta civica e 10 delle Autonomie) quando la maggioranza necessaria per la conferma dell'esecutivo sulla carta e' di 160-161 si', considerando anche i cinque senatori a vita. Si parla di almeno 25 esponenti del Pdl pronti a votare per Letta ma e' solo una delle tante voci che girano. Tra i senatori del Pd c'e' grande prudenza. "Siamo sul filo", ha spiegato un senatore. L'attesa e' per l'ultima parola di Silvio Berlusconi, con un timore che circola tra i democratici: che alla fine l'ex premier decida di votare la fiducia.

Alfano-Lupi verificano numeri gruppo; Cav valuta ok fiducia - Continue riunioni mentre e' in corso il dibattito sulla fiducia al governo al Senato. Alfano e Lupi stanno verificando i numeri di un possibile gruppo autonomo, proprio mentre il Pdl al Senato e' riunito con Silvio Berlusconi. Alcuni esponenti di Gal e del Pdl stanno raccogliendo le firme per l'ok al premier Letta. "Siamo piu' di 30", riferisce uno degli esponenti del Pdl ora pronto a votare si' ad un gruppo autonomo. L'ex premier Berlusconi, viene riferito, sta valutando di dare l'ok alla fiducia all'esecutivo. Arrivando a palazzo Madama ha spiegato di voler ascoltare l'intervento del premier, ma molti esponenti del partito gli stanno chiedendo di fare un passo indietro sulla crisi. "Il partito deve essere compatto", e' l'incipit del Cavaliere nella riunione a palazzo Madama.

Governo: linea dura blog Grillo, o tutto o niente! - "Non abbiamo passato anni a fare banchetti e ad essere i derisi della politica per poi conquistare una piccola percentuale di elettorato. Ricordiamoci da dove veniamo, ricordiamoci le grandi imprese, i tour in camper e le piazze stracolme. Ricordiamoci le poche regole che ci siamo dati, e che soprattutto i soldi non valgono il prezzo dell'opportunita' che adesso la storia ci offre". Beppe Grillo, in una giornata del tutto particolare come quella di oggi, che si consuma tra le Aule di Senato e Camera, affida alle parole di Giancarlo Cancelleri, leader M5S in Sicilia, il grido di battaglia: "O tutto o niente". "Qui o si governa o si va tutti a casa, non ci sono margini. Solo con un governo a 5 Stelle potremo davvero avviare il risanamento del Paese, non in altri modi", e' la riaffermazione del no a soluzioni di governo alternative.

Berlusconi a senatori: sara' gruppo compatto a decidere - Sara' il gruppo del Pdl al Senato in modo compatto a decidere come votare. Lo ha detto Silvio Berlusconi, secondo quanto viene riferito, parlando ai senatori riuniti a palazzo Madama, in vista del voto di fiducia al governo Letta.

Governo: Berlusconi riunisce senatori a palazzo Madama - La riunione del gruppo Pdl con Berlusconi si svolge nella sala Koch del Senato, la stessa in cui, il 4 ottobre, si riunira' la Giunta per le elezioni, in seduta pubblica, per decidere sulla decadenza da senatore dell'ex premier.

Governo: documento Pdl, 23 le firme al momento - Sarebbero tra le 21 e le 23 le firme raccolte sul documento Pdl che sta girando nell'Aula del Senato. Il documento sarebbe iniziativa dei senatori che rano orientati a votare la fiducia gia' prima dell'appello lanciato dal segretario Angelino Alfano.

Casini a Grasso, sospenda seduta. Presidente, prosegua - "Obbedisco". Cosi' Pierferdinando Casini, leader Udc, ha risposto al presidente del Senato, Pietro Grasso, quando ha, di fatto, negato una sospensione di seduta dopo le comunicazioni del premier Enrico Letta all'aula di palazzo Madama. "Mi permetto di suggerire una sospension dei lavori d'aula, visto che il gruppo del Pdl ha lasciato l'emiciclo per riunirsi e sarebbe opportuna una riflessione per tutti". "Prosegua senatore" si e' limitato a replicare Grasso, suscitando la risposta garibaldina di Casini.

Berlusconi riunisce senatori a palazzo Madama - Subito dopo la fine dell'intervento in Aula al Senato del premier Enrico Letta, Silvio Berlusconi ha deciso di riunire il gruppo del Pdl a palazzo Madama. La riunione si terra' a breve.

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