“Fate ragionare le compagnie petrolifere perché non ne vogliono sapere!”, dice ad Affaritaliani Pietro Burani, sindacalista dell’associazione di categoria Faib benzinai Confesercenti nazionale e presidente Faib Reggio Emilia, “con il Self-Service si ridurrebbe il pericolo di contagi perché si limita il contatto umano che fa trasmettere il virus, ma anche i costi di gestione, quelli del personale e vista la contrazione economica che avranno le imprese non è poco”.
Sarebbe buon senso, no?
Burani: “Certo ma non c’è modo di convincere le compagnie e verbalmente molte fanno capire che se lo facessimo ci sarebbe come pena la decadenza del contratto”.
Molti utili che incassano le compagnie petrolifere sulle “pompe” delle stazione di benzina provengono dal cosiddetto “servito”, cioè quando il benzinaio serve manualmente il cliente. Di media c’è una differenza di guadagno di 20 centesimi a litro in più tra il “servito” e l’autorifornimento che fanno gli automobilisti. E il 95% di questi 20 centesimi in più finisce nelle tasche delle compagnia petrolifere.
In queste ore è questa la battaglia che si sta combattendo sotto traccia tra benzinai e società fornitrici di benzina in Italia.
Burani: “Evitiamo i contatti. La prima emergenza è la salute. Potremmo anche noi benzinai involontariamente essere trasmettitori del virus. Ho chiesto una discussione 20 giorni fa per affrontare il problema che è serio. Non vogliamo in alcun modo eludere le norme contrattuali ma siamo in uno stato di emergenza tale che sarebbe buon senso muoversi in questa direzione. Visto che fuori dalle reti autostradali quasi tutti gli impianti sono dotati dei Self-Service non vedo perché ci deve essere una riluttanza a usarli. Noi presidieremo gli impianti e saremo presenti, senza avere contatti diretti con i clienti”.
“Vi sono gia casi in cui le compagnie petrolifere hanno minacciato di riprendersi gli impianti in caso di apertura con questa modalità”, racconta ad Affari il vicepresidente della commissione Affari Costituzionali alla Camera Gianluca Vinci, “è incredibile che dove la tecnologia può aiutare ci sia chi vuole obbligare ad un contatto diretto con la clientela. Ritengo molto grave che i benzinai non possano mettere gli impianti in modalità Self-Service ma siano costretti a tenere aperto, senza che nessuno dal Governo intervenga chiarendo questa situazione che angoscia decine di migliaia di famiglie! Intervenga il Governo, subito!”
Intanto è notizia dei giorni scorsi che sulle reti autostradali italiane gli automobilisti potranno utilizzare il sistema Self Service con uno o più addetti alle casse a riscuotere, visto che la rete non è coperta da un sistema Self Service integrale. A comunicare la decisione sono state le associazioni di categoria Faib Confesercenti, Aib Confesercenti, Fegica Cisl e Anisa Confcomercio.

