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Conte benedice il governo Draghi. E si fa da parte: non sarà ministro

Dai 5 Stelle no se sarà un esecutivo tecnico, ma… Inside

Conte benedice il governo Draghi. E si fa da parte: non sarà ministro
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Ammesso che il governo guidato da Mario Draghi sia politico e non tecnico, il premier uscente Giuseppe Conte sarebbe comunque orientato a non entrare in squadra. Ma restare fuori, guida per il M5S e per la coalizione che dovrà sfidare il Centrodestra, Pd-Leu-M5S. Tenendo…

 

Ammesso che il governo guidato da Mario Draghi sia politico e non tecnico, il premier uscente Giuseppe Conte sarebbe comunque orientato a non entrare in squadra. Ma restare fuori, guida per il M5S e per la coalizione che dovrà sfidare il Centrodestra, Pd-Leu-M5S. Tenendo fede, dunque, a quanto anticipato a diversi ministri grillini uscenti. Per lui, racconta chi lo ha sentito nelle ultime ore, potrebbe esserci un ruolo di ‘garante’ di un eventuale esecutivo Draghi, sulla scia di quanto fatto dal segretario dem Nicola Zingaretti nel Conte II. Intanto decisivo, per ricompattare un Movimento diviso, potrebbe essere l’endorsment di Conte a un governo guidato dall’ex numero uno della Bce: “In queste ore qualcuno mi descrive come un ostacolo alla formazione del nuovo governo, evidentemente non mi conosce o è in malafede: i sabotatori vanno cercati altrove. Ho sempre lavorato e lavorerò per il bene del paese e perché si possa formare un nuovo governo per risolvere le urgenze sul piano sanitario, economico e sociale”, le parole di Conte, che tuttavia auspica la nascita di un governo politico e non tecnico.

LE PAROLE DI DI MAIO – “Comprendo gli animi e gli umori di queste ultime ore. E’ legittimo. Stiamo attraversando una crisi politica complessa e non abbiamo colpe. Non abbiamo cercato noi lo stallo, non avremmo mai voluto che si arrivasse a questo, con una pandemia in corso e le enormi difficolta’ del nostro comparto produttivo. Ma e’ proprio in queste precise circostanze che una forza politica si mostra matura agli occhi del Paese. Oggi si aprono le consultazioni del premier incaricato Mario Draghi, secondo la strada tracciata dal capo dello Stato Sergio Mattarella, che ringrazio. In questa fragile cornice, il MoVimento 5 Stelle ha, a mio avviso, il dovere di partecipare, ascoltare e di assumere poi una posizione sulla base di quello che i parlamentari decideranno. Siamo la prima forza politica in Parlamento e il rispetto istituzionale viene prima di tutto”. Queste le parole del ministro degli Esteri uscente Luigi Di Maio, di fatto il vero capo politico del Movimento 5 Stelle.

IL PRESSING DEL PD – Ma i grillini che cosa faranno di fronte al tentativo di Mario Draghi di formare il governo? La prima cosa da dire è che in queste ore si registra un pressing “mai visto prima” da parte del Partito Democratico sui big pentastellati. Telefonate continue da parte del segretario Nicola Zingaretti, del suo vice Andrea Orlando e dei capigruppo Andrea Marcucci e Graziano Delrio per cercare di convincere il M5S a votare la fiducia all’ex presidente della Bce. “Sono davvero disperati”, commenta un parlamentare grillino.

NO DEL M5S A UN GOVERNO POLITICO – Secondo quanto risulta ad Affaritaliani.it, se l’esecutivo di SuperMario sarà prettamente tecnico, alla Monti per intenderci, non cè alcuna possibilità che possa avere il sostegno parlamentare dei 5 Stelle. I grillini sono nati proprio contro i governi tecnici, sarebbe chiedere troppo al Movimento fondato da Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio, nonostante il “disperato” pressing dei Dem. Il discorso cambia se il governo di Mr ‘whatever it takes’ fosse politico, come ha sottolineato con forza il premier uscente Giuseppe Conte nelle sue dichiarazioni all’esterno di Palazzo Chigi. A quel punto la posizione del M5S, che comunque è passata da no secco ad andiamo e ascoltiamo il progetto del presidente del Consiglio incaricato, cambierebbe. Difficile ipotizzare la riedizione della maggioranza del Conte II con Draghi premier, visto che il Capo dello Stato ha parlato di governo non politico e di alto profilo con ampia base parlamentare.

DIPENDE ANCHE DAL CENTRODESTRA (DIVISO) – Si arriva dunque all’ipotesi della coalizione Ursula, ovvero con Forza Italia e i piccolini del Centrodestra che si aggiungono a Pd, M5S, LeU e Italia Viva senza Lega e Fratelli d’Italia. Ma in quel caso a rischio sarebbe la coalizione di Centrodestra con numerosi amministrazioni, a partire da quella della Liguria guidata da Giovanni Toti, che potrebbero cadere. Non a caso Silvio Berlusconi, pur affermando che l’indicazione di Draghi va nella direzione auspicata da Forza Italia, ha anche che l’unità del Centrodestra va preservata e difesa. Insomma, la strada verso la nascita del governo del Presidente di “alto profilo” non è in discesa.