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Cos’è il “contratto alla tedesca”, la ricetta di Matteo Renzi per il centrosinistra

Al Forum Ambrosetti di Cernobbio, il leader di Italia Viva rilancia il modello tedesco degli accordi di coalizione per evitare nuove spaccature. Ecco cos’è e come funziona

Cos’è il “contratto alla tedesca”, la ricetta di Matteo Renzi per il centrosinistra

Cernobbio, cos’è il “contratto alla tedesca” proposto da Renzi per far vincere il centrosinistra alle prossime elezioni

Il leader di Italia Viva Matteo Renzi da Cernobbio ha lanciato una proposta per tenere insieme tutto il Csx. Seduto allo stesso tavolo della segretaria del Pd Elly Schlein, il leader del M5S Giuseppe Conte e il leader di Avs Angelo Bonelli, ha lanciato un “contratto alla tedesca” per blindare il campo largo prima ancora che nasca, mettendo nero su bianco cosa farebbero i partiti se dovessero governare insieme. “Non sono dentro il campo largo, siamo dentro una cosa più ampia che si chiama centrosinistra”, ha detto da Cernobbio il leader di Iv.

Il meccanismo che Renzi propone di importare esiste da decenni in Germania e si chiama Koalitionsvertrag: prima di formare un governo, i partiti che si alleano negoziano un testo dettagliato – aliquote fiscali, investimenti, priorità di spesa, a volte anche la spartizione dei ministeri – e lo firmano tutti. Non è un programma elettorale generico, ma un contratto vero, verificabile, che rende più difficile per un alleato sfilarsi dalla coalizione. Secondo Renzi è uno strumento che risolve due problemi in uno: la questione della credibilità verso il mondo delle imprese e il nodo delle coalizioni italiane che “tendono a sfaldarsi”.

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Tornando indietro nel tempo, va ricordato che Meloni nel 2022 ha vinto le elezioni con il 25,9% dei voti, “la stessa percentuale con cui perse Bersani” nel 2013. Un dato che si può leggere sia come un successo del centrodestra, sia come l’effetto di un centrosinistra diviso in più liste concorrenti. Un contratto scritto, almeno in teoria, dovrebbe ridurre il rischio di divisioni pubbliche. Ma il meccanismo “alla tedesca” presenta anche qualche incognita. Un programma più generale potrebbe consentire a partiti diversi (Pd, M5S, Iv e Avs) di convivere sotto lo stesso ombrello, mentre un accordo molto dettagliato li obbligherebbe a trovare prima del voto una sintesi sui dossier più delicati: immigrazione e sicurezza, armi e Ucraina, fisco, nucleare. Ed è proprio qui che si giocherebbe la tenuta dell’eventuale coalizione.

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