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Dal Pd una proposta per il semipresidenzialismo

Una proposta di legge costituzionale per introdurre il semipresidenzialismo alla francese accompagnato da una riforma della legge elettorale in senso maggioritario a doppio turno. E’ stata illustrata in una conferenza stampa a Montecitorio da alcuni deputati del Pd: Vinicio Peluffo, Roberto Giachetti, Antonio Misiani, Andrea Martella e Sandro Gozi sono alcuni dei firmatari, espressione di aree diverse del partito. Ma alla proposta ha aderito anche Andrea Romano di Scelta civica e la volonta’ auspicata e’ stata quella di arrivare alla piu’ ampia convergenza in Parlamento.

Peluffo ha spiegato che la proposta era stata gia’ presentata nella scorsa legislatura “quando il tema non era cosi’ in voga come adesso che siamo in una fase con nuove opportunita’”. Il modello semipresidenziale di tipo francese, ha proseguito, “puo’ recuperare il rapporto dell’opinione pubblica con la politica, riconsegnare agli elettori la scelta di chi deve governare, introdurre una democrazia che decide”. La pdl e’ composta da 11 articoli e oltre all’elezione diretta del presidente della Repubblica (l’eta’ per essere eletto scende da 50 a 35 e il mandato da 7 a 5 anni) viene inserito lo statuto dell’opposizione. Inoltre il capo dello Stato non presiedera’ piu’ il Csm. “La proposta di legge costituzionale camminera’ insieme ad una riforma della legge elettorale per introdurre il doppio turno di collegio – ha aggiunto Martella – per rafforzare il bipolarismo. Partiremo subito con la raccolta firme dentro e fuori il Pd”.

Giachetti, che e’ sostenitore del presidenzialismo da tempo, ha giudicato “positivo che nel Pd cresca il consenso su questa soluzione” e “mi auguro che si possa trovare un’ampia convergenza in Parlamento”. Misiani ha invitato a “guardare con laicita’ al modello semipresidenziale francese” ammettendo pero’ che “in Italia servono pesi e contrappesi”. “Ho aderito a questa proposta perche’ il tema delle riforme istituzionali e’ trasversale – ha spiegato Romano – Scelta Civica terra’ lunedi’ prossimo un seminario tra i parlamentari per discutere la nostra linea sulle riforme che non sara’ monolitica, ma ci sara’, come in tutti i partiti, un’articolazione dialettica. La nostra scelta non sara’ opportunistica come hanno sempre fatto le piccole forze centriste, vogliamo una riforma bipolare”.

Sul rischio di personalizzazione, Romano ha sostenuto: “E’ da 20 anni che la politica italiana e’ cosi’, i cittadini si sono abituati a votare per un leader ma non abbiamo mai creato i giusti contrappesi, non si puo’ tornare indietro ma bisogna regolamentarla”.