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Politica

 

 

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Dario Ginefra  vuole vederci chiaro. Il parlamentare barese del Pd, sceglie Affaritaliani.it per annunciare la sua battaglia contro l'utilizzo indiscriminato delle scorte da parte dei politici. Proprio in queste ore infatti presenterà un'interrogazione al ministro degli Interni per chiedere di conoscere quanti e quali siano i parlamentari e politici ai quali è stato assegnato un servizio scorta e se lo stesso ministro non intenda, fatti salvi i casi di reale necessità, revocarli. Ginefra spiega così la sua richiesta: "Vediamo tanti colleghi arrivare accompagnati in Parlamento dalla scorta e a molti di noi sfugge il motivo. Perfino io che denuncio sistematicamente la presenza delle attività mafiose nel Mezzogiorno non ho mai pensato di fare ricorso alla scorta nonostante abbia subito alcuni episodi di intimidazione. Diciamo che c'è un malcostume diffuso della politica nazionale e locale che è necessario che emerga, quantomeno perché ci si renda conto delle reali necessità. Ricordo che nei commissariati italiani c'è una cronica carenza d'organici e di mezzi". Una soluzione ci sarebbe azzarda il parlamentare del Pd: "Utilizzare i militari come avviene per le ambasciate”.

Ginefra non ha peli sulla lingua ed è convinto che ci sia più di un politico che approfitti della sua posizione per ottener e la scorta:  “Ho la sensazione che alcuni richiedano la scorta per una questione di stauts symbol e non per un'esigenza reale.  Per questo si deve estirpare questo  mal costume di certa politica italiana. Se un magistrato antimafia può circolare senza scorta, tanto più lo può fare un Parlamentare della Repubblica o un politico".

Ginefra si sofferma anche sui costi delle scorte: “Chiederò delucidazioni al Viminale, ma di solito una scorta non è inferiore alle due unità. Sono risorse che potrebbero essere impiegate per l'ordine pubblico. Il mio vuole essere  un segnale nel momento in cui il bilancio dello Stato prevede per persone che lottano contro il crimine una penuria di mezzi e di strumenti a disposizione.  Probabilmente quando sapremo chi ne beneficia davvero avremo risposte a tante sensazioni. Sensazioni – conclude il parlamentare democratico - accompagnate però da dati di fatto evidenti. Ricordo che per gran parte della scorsa legislatura i due senatori Scilipoti e Razzi hanno beneficiato della scorta per aver subito minacce via internet.  Verrebbe da dire: oltre il danno la beffa".

Daniele Riosa twitter@DanieleRiosa

 

 

 

 

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