Fondo per l’automotive, tetto al prezzo del gas e un nuovo piano di investimenti: le proposte di Elly Schlein per reagire ai dazi di Trump
Le tensioni commerciali tra Stati Uniti ed Europa tornano al centro del dibattito politico italiano, dopo l’annuncio di nuovi dazi sulle auto europee da parte dell’amministrazione di Donald Trump. La segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, punta il dito contro il governo guidato da Giorgia Meloni. In un’intervista a Repubblica, Schlein accusa la premier di essere rimasta “muta sui dazi” per un anno, mentre – sottolinea – “il conto lo pagano aziende e lavoratori”. Il riferimento è in particolare al settore automotive: le esportazioni italiane di auto verso gli Stati Uniti valgono circa 5 miliardi di euro, una cifra che rischia di essere colpita duramente dalle nuove misure protezionistiche. “È bene che ritrovi la voce per chiedere a Trump di fermarsi – afferma Schlein – perché sta devastando l’economia globale, non solo la nostra”.
La leader dem indica anche alcune priorità operative. In primo luogo, il reintegro del fondo per l’automotive, ridotto – secondo il Pd – dell’80% dal governo. In secondo luogo, una risposta coordinata a livello europeo: “L’Europa deve reagire compatta”, afferma, proponendo un tetto al prezzo del gas e un nuovo piano di investimenti comuni per rilanciare la produzione industriale. Schlein interviene anche sul piano interno, criticando la narrazione della stabilità rivendicata dall’esecutivo. “La stabilità se diventa immobilismo non fa bene al Paese”, sostiene, parlando di un’“occasione storica” mancata da parte del governo.
Secondo la segretaria del Pd, l’esecutivo avrebbe beneficiato nel 2022 delle divisioni dell’opposizione, ma quello scenario sarebbe ormai superato: “Per fortuna quella stagione è finita, loro hanno sbagliato tutto e noi siamo in campo con un’alleanza unita e competitiva: quando vinceremo le elezioni, non faremo lo stesso errore. Questo governo ha ereditato il più grande piano di investimenti comuni, 200 miliardi, ma – prosegue la dem – lascia l’Italia penultima in Europa per crescita”.
Sul fronte economico, il giudizio resta netto. Schlein accusa il governo Meloni di aver fallito, evidenziando l’assenza di una strategia per la crescita. “L’austerità non è bastata a farci uscire dalla procedura di infrazione, anche se il punto vero è un altro: manca una strategia per la crescita, hanno tagliato su sanità e scuola senza avere una seria politica industriale, né sostenere le retribuzioni e il potere d’acquisto che avrebbero potuto innescare una spirale positiva sui consumi”

