Il governo Meloni prosegue con la stretta anti-maranza. L’ultima idea è quella di intervenire anche nei confronti dei genitori di ragazzi che si sono resi protagonisti di episodi violenti. Questa nuova misura di cui si sta discutendo nella maggioranza dovrebbe far parte del disegno di legge sulla sicurezza. Il capogruppo di FdI alla Camera Galeazzo Bignami ha presentato una proposta di legge “per far sì che la revoca dei sussidi alle famiglie dei maranza avvenga automaticamente e non sulla base della scelta di un sindaco”. Il gancio di cronaca è stata la decisione del sindaco di Legnago (Verona), Paolo Longhi, che ha revocato i contributi economici comunali alle famiglie di due giovani accusati di aver aggredito un tabaccaio e scippato un’anziana.
Il provvedimento si compone di sei articoli e punta a introdurre un sistema di responsabilizzazione dei genitori dei minori che risultano coinvolti in procedimenti penali. In alcuni casi, la condanna del minore farà scattare la sospensione di alcuni benefici economici comunali non essenziali. Nel testo si parla di un “progetto educativo familiare individualizzato”, che i servizi sociali possono proporre nell’ambito di un procedimento penale minorile, a genitori, esercenti la responsabilità genitoriale, tutori o affidatari. Il percorso di “responsabilizzazione dei genitori” può durare fino a dodici mesi, salvo proroga motivata.
Settembre, si sa, è stato denso: l’evento a Bari per festeggiare il governo più longevo della Repubblica, il decreto per la sospensione del bollo auto peril 2027, il decreto sulla scuola — tra stop al burqa e tetto alle classi dove non si parla italiano — lanciato dalla premier alla festa di Fenix. Adesso tocca ai gazebo con la raccolta di firme (si parte l’1 ottobre) contro “la diffusione dell’integralismo islamico”. L’agenda è già piena fino a dicembre quando andrà in scena Atreju, la festa di FdI, quest’anno al Circo Massimo.


