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Decreto sicurezza, dal fermo preventivo anche per i minori alle multe fino a 20mila euro: ecco tutte le misure

Nuova stretta del governo sui reati commessi durante le manifestazioni e sulle condotte violente di gruppo

Decreto sicurezza, dal fermo preventivo anche per i minori alle multe fino a 20mila euro: ecco tutte le misure

Decreto sicurezza, stretta sulle violenze ma cambia la bozza: cosa resta fuori dopo il confronto con il Colle

Via libera dal Consiglio dei ministri – al termine di una riunione durata cica mezz’ora – al nuovo decreto sulla sicurezza e la criminalità minorile, recante “Disposizioni urgenti in materia di sicurezza pubblica e contrasto alla criminalità minorile”. In conferenza stampa, i Ministri Nordio e Piantedosi hanno illustrato tutte le misure. Tra le principali novità ci sono il nuovo reato di partecipazione violenta a una manifestazione pubblica, pene più severe per i danneggiamenti commessi in gruppo, l’estensione dell’arresto in flagranza differita e il fermo preventivo applicabile anche ai minorenni. Non entra invece nel testo la norma che avrebbe attribuito funzioni di polizia giudiziaria ai militari impiegati nei servizi di ordine pubblico, dopo le perplessità emerse nel confronto con il Quirinale.

Nuovo reato di partecipazione violenta alle manifestazioni

La novità principale è l’introduzione del reato di partecipazione violenta a una manifestazione pubblica. A illustrarne i contenuti è stata la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, in un video diffuso al termine del Cdm. La norma riguarda chi, durante un corteo o una manifestazione, si unisce a un gruppo composto da almeno cinque persone e partecipa ad azioni violente, come il lancio di pietre, petardi o bastoni, mettendo in pericolo la sicurezza pubblica. Per queste condotte, secondo quanto annunciato dalla premier, è prevista una pena fino a cinque anni di carcere e una multa fino a 20mila euro. Le sanzioni aumentano se il responsabile ha il volto coperto o se dalla condotta derivano lesioni personali. L’intervento punta a colpire non soltanto gli autori materiali di singoli episodi, ma anche chi prende parte attivamente ad azioni violente organizzate all’interno di una manifestazione.

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Devastazione, saccheggio e danneggiamenti: pene più severe

Il decreto interviene anche sui reati di devastazione e saccheggio commessi durante le manifestazioni. Sono previste nuove aggravanti per queste condotte e per gli attentati agli impianti di pubblica utilità, quando i fatti si verificano nel contesto di disordini di piazza. Il governo intende inoltre rafforzare gli strumenti per perseguire i responsabili dei danneggiamenti di gruppo. Le pene saranno più severe nei casi aggravati, in particolare quando le azioni mettono a rischio l’incolumità delle persone o compromettono servizi e infrastrutture essenziali.

Un altro capitolo riguarda l’estensione dell’arresto in flagranza differita. Lo strumento consente di procedere all’arresto anche dopo il momento in cui il reato è stato commesso, quando l’identificazione dell’autore è possibile attraverso elementi raccolti successivamente, come immagini video e fotografie, nei casi previsti dalla legge. La misura viene rafforzata in relazione ai reati commessi durante le manifestazioni, con particolare attenzione alle condotte violente, ai danneggiamenti e agli episodi di devastazione. L’obiettivo è evitare che l’impossibilità di intervenire nell’immediatezza impedisca di individuare e arrestare chi ha partecipato agli scontri.

Fermo preventivo anche per i minorenni

Il decreto estende ai minorenni la possibilità di applicare il fermo preventivo, finora previsto per gli adulti, nei casi e alle condizioni stabilite dalla normativa. La misura è pensata per intervenire quando emergono elementi concreti di pericolo per la sicurezza pubblica, anche in relazione a manifestazioni e situazioni potenzialmente violente. Il provvedimento rende immediatamente operativa anche la disposizione relativa alla capacità di intendere e di volere dei ragazzi tra i 14 e i 18 anni, già contenuta in una norma all’esame del Parlamento. Secondo quanto illustrato dalla premier, si presume la capacità di comprendere le proprie azioni, salvo prova contraria.

Militari, salta la norma sui poteri di polizia giudiziaria

Non è stata inserita nel decreto la disposizione che avrebbe attribuito funzioni di polizia giudiziaria ai militari impiegati nei servizi di ordine pubblico. La norma era stata valutata durante il confronto tecnico a Palazzo Chigi, ma avrebbe incontrato perplessità da parte degli uffici del Quirinale nelle interlocuzioni preventive con il governo. “Nessuno stop dal Quirinale. Come sempre, quando ci sono provvedimenti del governo, c’è stata un’interlocuzione molto fluida, serena e produttiva”, ha detto in conferenza il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, rispondendo a una domanda sulla mancata introduzione dei poteri di polizia giudiziaria per i militari impegnati nell’operazione Strade sicure a Milano. Il ministro ha quindi escluso che vi sia stato uno stop formale da parte del Quirinale, descrivendo il confronto come parte del consueto dialogo istituzionale che precede l’approvazione dei provvedimenti del governo.

Resta distinto il tema del rafforzamento della presenza militare sul territorio. Alla vigilia del Cdm era stata annunciata l’ipotesi di impiegare altri 500 militari a Milano, nell’ambito dell’operazione Strade sicure, per rafforzare la vigilanza in vista di nuove manifestazioni. La mancata inclusione dei poteri di polizia giudiziaria rappresenta uno dei cambiamenti intervenuti nella fase di definizione del testo.

Cosa succede adesso

Con il via libera del Consiglio dei ministri, il decreto dovrà seguire l’iter previsto per i decreti legge, con l’emanazione e la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e la successiva presentazione alle Camere per la conversione in legge. Il testo definitivo sarà determinante per chiarire nel dettaglio i presupposti applicativi del fermo preventivo, le circostanze aggravanti, le modalità di arresto differito e le garanzie previste per i minorenni.

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