Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Politica » Delmastro, il siparietto Conte-Ascani sui banchi vuoti del governo. “Meloni non ci mette la faccia”, ma lei lo frena: “Non è previsto”

Delmastro, il siparietto Conte-Ascani sui banchi vuoti del governo. “Meloni non ci mette la faccia”, ma lei lo frena: “Non è previsto”

Il leader del M5S protesta per i banchi vuoti dell’esecutivo, ma la vicepresidente della Camera lo ferma: “Si tratta di una questione interna corporis”. Poi Conte torna all’attacco sul voto: “Uno scudo per gli amici di partito”

Delmastro, il siparietto Conte-Ascani sui banchi vuoti del governo. “Meloni non ci mette la faccia”, ma lei lo frena: “Non è previsto”

Caso Delmastro, Conte all’attacco: “Il governo non ci mette la faccia”. Ascani lo richiama al regolamento

Nemmeno il tempo di prendere la parola in Aula che Giuseppe Conte chiama in causa Giorgia Meloni. Ma il suo affondo iniziale si infrange subito sul regolamento della Camera. È il siparietto che apre il dibattito parlamentare sul caso Delmastro, con il leader del M5S che attacca l’assenza del governo dall’Aula: “Non c’è un ministro, ma come il governo non ci mette la faccia? Meloni non ce la mette?”. A interromperlo è però la vicepresidente della Camera Anna Ascani, che lo corregge: “Si tratta di una questione interna corporis, non è previsto che siano presenti esponenti del governo”. Dai banchi della maggioranza si levano gli applausi, mentre Conte prova a precisare: “Il mio era un giudizio politico e non tecnico, sono o non sono molti di loro dei deputati? Meloni è deputata…”.

Il leader pentastellato insiste anche quando nota alcuni membri dell’esecutivo lasciare l’Aula: “Vedo che il questore allontana i membri del governo, stiamo assistendo a una scena incredibile. Vorrei che rimanga agli atti che un questore ha richiamato i membri del governo e li ha fatti allontanare”.

Leggi anche: Ucraina, i riformisti del Pd spalleggiano Renzi e votano a favore degli impegni per il Safe: così parte dei dem si smarca dal centrosinistra

Superato il botta e risposta con la presidenza, Conte torna quindi all’attacco sul merito del voto. “Qui oggi parliamo di uno scudo: contro il carovita, il calo degli stipendi, il crollo della produzione industriale? No, uno scudo per gli amici di partito“, afferma, accusando la maggioranza di voler “scudare un amichetto di partito comprimendo il diritto di difesa di un cittadino” e sostenendo che le priorità del governo siano “distanti anni luce” dai problemi degli italiani.

Intanto, stando alle dichiarazioni di voto ufficiali fatte in Aula della Camera, hanno votato per non autorizzare la magistratura all’uso delle chat di Delmastro tutti i partiti di maggioranza e gli 8 deputati di Futuro Nazionale con Vannacci. Hanno invece votato a favore dell’autorizzazione all’utilizzo delle chat le forze di opposizione: Pd, M5s, Avs, Iv, Azione.

LEGGI LE NEWS DI POLITICA