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Delmastro, la cassaforte delle chat resta chiusa: il dossier ora alla prova dell’Aula

La maggioranza boccia la nuova istruttoria richiesta dopo l’invio del materiale della Procura di Roma.

Delmastro, la cassaforte delle chat resta chiusa: il dossier ora alla prova dell’Aula

Caso Delmastro, la Giunta dice no alla nuova istruttoria: la parola passa all’Aula della Camera

La “cassaforte” resta chiusa. La Giunta per le autorizzazioni della Camera ha deciso di non procedere con una nuova istruttoria sul caso Andrea Delmastro e di rinviare direttamente all’Aula di Montecitorio la decisione finale sulla relazione che nega l’utilizzo delle chat dell’ex sottosegretario alla Giustizia. Il voto della Camera diventa così il prossimo passaggio di una vicenda che da settimane divide maggioranza e opposizioni e che ruota attorno a un nodo ancora irrisolto: il contenuto delle conversazioni tra Delmastro e Mauro Caroccia, il ristoratore con cui l’esponente di Fratelli d’Italia aveva avuto rapporti societari e che è stato condannato definitivamente per intestazione fittizia di beni aggravata dal metodo mafioso. La maggioranza ha scelto di non riaprire il dossier, nonostante il nuovo materiale inviato dalla Procura di Roma e la richiesta del procuratore Franco Lo Voi di valutare le conversazioni come elementi ritenuti essenziali per l’indagine.

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La decisione arriva dopo una settimana di tensioni parlamentari. La Procura di Roma aveva trasmesso alla Camera un supporto contenente le chat, chiedendo che venissero nuovamente valutate nell’ambito del procedimento sulle autorizzazioni. Secondo il centrodestra, però, non c’erano le condizioni per avviare una nuova fase istruttoria. Nella relazione del relatore è stata definita “generica e senza limiti” la richiesta di approfondimento arrivata dalla Procura. Una posizione contestata dalle opposizioni, che accusano la maggioranza di aver scelto di non conoscere il contenuto degli atti prima di assumere una decisione definitiva.

La partita si è complicata dopo il primo voto della Giunta per le autorizzazioni, che aveva già espresso un orientamento contrario all’utilizzo delle chat. Il nuovo intervento della Procura aveva rimesso in discussione la procedura, spingendo il presidente della Camera e la conferenza dei capigruppo a riportare il caso all’attenzione della Giunta. Nel frattempo, il presidente della Giunta per le autorizzazioni, Devis Dori, aveva autorizzato la consultazione del materiale, aprendo un nuovo fronte con la maggioranza, che ha contestato la procedura e chiesto un chiarimento alla Giunta per il Regolamento. Quest’ultima si è espressa con un voto favorevole alla linea della maggioranza, 7 a 6, consentendo di tornare al percorso iniziale: nessuna nuova istruttoria e passaggio diretto in Aula. Ora la parola passa all’Aula. Saranno i deputati a decidere il destino del dossier e, con esso, il futuro parlamentare della vicenda Delmastro.

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