Campidoglio, Marino le dimissioni. I sostenitori protestano al Nazareno - Affaritaliani.it

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Campidoglio, Marino le dimissioni. I sostenitori protestano al Nazareno

Oggi è il D-Day di Ignazio Marino: nel pomeriggio (e non più all'ora di pranzo, come previsto in un primo momento), a meno di colpi di scena, passerà ufficialmente da primo cittadino della capitale a sindaco dimissionario. L'ex chirurgo dem, infatti, consegnerà nelle mani della presidente del Consiglio comunale Valeria Baglio la sua lettera di addio con la quale darà seguito all'annuncio di dimissioni fatto giovedì sera e metterà così in moto lo scadenziario istituzionale che il 2 novembre lo porterà a decadere dalla sua carica.

Marino ha trascorso la mattinata in Campidoglio. Arrivato alle 9.30, come primo impegno, ha firmato l'atto di costituzione di parte civile di Roma Capitale nel procedimento penale, (numero 22818/15) nei confronti di cinque imputati del procedimento penale Mafia capitale. Tra questi, l'ex direttore generale di Ama Giovanni Fiscon. Il procedimento inizierà il prossimo 20 ottobre e Marino ha espresso la sua ferma intenzione di partecipare alla prima udienza in veste di sindaco, riferisce l'ufficio stampa di Roma Capitale. Poi poco prima delle 15 ha lasciato Palazzo Senatorio, e si è allontanato velocemente in automobile accompagnato dalla scorta.

Nell'attesa delle dimissioni, continuano le mobilitazioni a sostegno dell'ex chirurgo dem. All'indomani della manifestazione in Campidoglio per chiedere a Marino, travolto dalla bufera sugli scontrini delle spese fatte con la carta di credito, di andare avanti, oggi dopo le 12 i suoi sostenitori si sono dati appuntamento al Nazareno, sede del Pd a Sant'Andrea delle Fratte. Hanno chiesto al partito di "ripensarci" e "smetterla con questa montatura" e c'è qualcuno che ha intonato "Bella ciao". "Io spererei che qualche esponente del Pd scenda a parlare con noi", ha spiegato un manifestante. Tra loro non solo gli elettori di Marino. "Io ho votato Grillo, ma se Marino si ricandidasse voterei lui - ha spiegato una signora - Mi sono resa conto che lui stava percorrendo una buona strada e andava sostenuto".

Il Giubileo a rischio dopo le dimissioni di Marino? Nuove rassicurazioni sull'Anno santo che inizierà il prossimo 8 dicembre sono arrivate dal prefetto di Roma Franco Gabrielli, nella basilica di Santa Maria in Aracoeli in Campidoglio per partecipare alla messa in occasione della festa del corpo di polizia municipale: "Roma è una città che sta in piedi da oltre duemila anni", ha detto. Mentre i deputati romani del M5S, Massimo Baroni, Federica Daga, Alessandro Di Battista, Roberta Lombardi, Carla Ruocco, Stefano Vignaroli, hanno scritto una lettera al presidente della Camera, Laura  Boldrini: "Chiediamo che Matteo Renzi si assuma la responsabilità legata al suo duplice ruolo di presidente del Consiglio dei ministri e segretario nazionale del Pd e che pertanto informi il Parlamento circa l'indirizzo politico che questo Governo intende imprimere all'amministrazione capitolina in previsione dell'imminente inizio dell'Anno Giubilare". Mentre Alessandro Di Battista intervistato a "La telefonata di Belpietro" su Canale 5 ha ribadito: "Entro gennaio avremo il nome del candidato sindaco" del M5s, ma "escludo di candidarmi".

Intanto, dal momento della firma delle dimisisoni, 20 giorni sono previsti dalla legge per eventuali (e al momento poco probabili) ripensamenti, durante i quali Marino convocherà più volte la sua giunta. "Io non penso che Marino abbia voglia di ripercorrere strada fino ad adesso. È stata una strada in salita", ha commentato Alessandra Cattoi, assessore alle Pari opportunità di Roma Capitale, negli studi di Agorà su Rai3. E in questi ultimi 20 giorni è scattata anche la corsa contro il tempo per le commissioni capitoline che dovranno lavorare per lasciare tutto in ordine. Via libera, quindi, a un'approvazione forsennata dei verbali lasciati in sospeso che vanno redatti e protocollati. Tra oggi e domani poi è in programma la prima di numerose riunioni che avranno l'obiettivo di approvare tutta una serie di provvedimenti indispensabili prima di passare la mano al commissario che traghetterà la capitale fino alle prossime elezioni.

A questo proposito, l'ex assessore capitolino alla Legalità, Alfonso Sabella, ospite anche lui della puntata di questa mattina di Agorà su Rai3, ha detto: "Da servitore dello Stato quale sono, sono disponibile a ruoli tecnici, che siano però possibili. Non a ruoli politici, lo ribadisco. E poi non mi ha contattato ancora nessuno. Chiunque sarà il prossimo sindaco, se non si metterà in ordine la macchina amministrativa, non andrà da nessuna parte. Quando sono arrivato nella giunta di Ignazio Marino ho trovato una macchina burocratica devastata, con dirigenti inadeguati, in parte incapaci e in parte sicuramente corrotti. La squadra dei commissari dovrà essere dotata di dirigenti capaci. La città ha bisogno di una macchina amministrativa efficiente che sarà data da una struttura commissariale che metterà in campo il Governo". Poi, in piazza del Campidoglio per la messa celebrata in occasione dell'anniversario della fondazione del Corpo della polizia municipale di Roma, Sabella è uscito dalla Basilica di Santa Maria in Aracoeli tenendosi sottobraccio con il prefetto di Roma, Franco Gabrielli. Ieri il premier Matteo Renzi, parlando della situazione romana, ha precisato che a scegliere il commissario della capitale sarà il prefetto.

Per il senatore del Pd e assessore dimissionario ai Trasporti del Comune di Roma Stefano Esposito, invece, "Sabella ha un profilo per fare il commissario. Forse - ha proseguito intervenendo a SkyTg24 - sarebbe un'ottima scelta, a prescindere, proprio per il profilo di libertà. Nessuno più di Sabella è in grado di impedire che i sistemi mafiosi provino a reintrodursi in Campidoglio, detto che abbiamo ancora molto da fare sulla struttura intermedia per dare piena attuazione alle cose che ci ha raccontato l'indagine mafia capitale". E ancora. "Per la condizione e la situazione che c'è nel gruppo dirigente del Pd romano va fatta una valutazione puntuale sulle primarie". E riguardo ai quaderni segreti di Marino che potrebbe usare per minacciare il Pd, ha aggiunto: "Per me Ignazio è una persona seria e perbene, quindi lo escluderei: se si fosse tenuto nel cassetto pressioni o indebite pressioni, tirarle fuori oggi screditerebbe per primo lui. Tendo a non credere a questa ipotesi".

I sostenitori del sindaco su Change.org hanno lanciato una nuova petizione. "Renzi, ripensaci e ridacci il nostro sindaco, Ignazio Marino", il titolo dell'appello rivolto direttamente al premier Matteo Renzi. Intanto ha superato le 45mila firme la petizione lanciata l'8 ottobre dal titolo "Marino sindaco di Roma e dei romani! Ignazio Marino ritiri le sue dimissioni per favore".