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Politica
Cose Nostre/ I commenti sull'attualità di Angelo Maria Perrino

E ora risparmiateci De Magistris...

di Angelo Maria Perrino

@amperrino

Fantastico questo De Magistris. Il ministro dell'Interno Alfano preannuncia la sua sospensione da sindaco di Napoli e lui, sfrontato:"Salutatemela". Come a dire, alla napoletana: "E chi se ne fotte".

Quale senso dello Stato, quale garbo istituzionale promana dalla bocca di questo improbabile servitore dello Stato, prima magistrato fallito e poi sindaco contestato e detestato di una delle più grandi e blasonate città d'Europa.

Lo stesso senso dello Stato che egli ha manifestato ieri in tv (da Floris a Ballarò o da Giannini a dimartedi, li confondo) quando, davanti alla canea montante dei giornalisti moralisti in servizio permanente effettivo, da Mentana a Stella allo stesso conduttore, che lo spolpavano (mentre ieri lo esaltavano del tutto acriticamente) e lo deridevano, obiettava secco e col gesto tipico delle dita della mano che accarezzano il mento, per tre volte: "Non mi dimetto, non mi dimetto e non mi dimetto".

Tiè, stronzi.

L'hanno chiamato Giggino 'a manetta questo figlio degenere ma meno rozzo e più belloccio del contadino molisano Antonio Di Pietro, ricordando i suoi tanti provvedimenti restrittivi quasi tutti immotivati e le sue inchieste tanto clamorose quanto inconsistenti. Bufale allo stato puro.

Ora Giggino veste i panni di Masaniello e lancia l'attacco ai suoi ex colleghi magistrati che gli hanno spezzato una già declinante carriera politica sfrattandolo da palazzo San Giacomo. "Non mi dimetto, non mi dimetto", proclama annunciando che lascerà il Palazzo e continuerà a fare il sindaco dalla strada. "Come vuole la mia gente", spiega. Non è vero, a Napoli si sono pentiti di averlo eletto. Ma fingiamo che sia così e assecondiamolo, questo campano verace che ha dimenticato gli studi di diritto e applica un codice giuridico personale. Purchè non ce lo propinino in tutti i talk show: egli non ha davvero più nulla da dire nè da fare. Abbiamo già dato. Facciamo scendere l'oblio.

Se l'Ncd traccheggia

di Angelo Maria Perrino

@amperrino

Il ministro Lupi, meritoriamente chiaro, azzanna il partner di governo Pd: "La cosa che farà Ncd è di non arretrare. Per tanti anni l'Italia ha detto che avrebbe fatto la riforma del lavoro e dell'articolo 18, ma poi le mediazioni al ribasso hanno portato a fare danni. L'unica cosa che qui non si farà sono le mediazioni al ribasso. Se invece ci saranno mediazioni al ribasso - ha concluso - Ncd ovviamente non ci starà".

Ma le mediazioni al ribasso ci son già state, caro ministro. E ve ne saranno altre e ancor più radicali presto in Parlamento, dove la sinistra Pd ha preannunciato di voler spostare la propria opposizione e dove Renzi non ha la maggioranza di cui dispone nel partito. E allora caro Lupi, non è il caso di riunirvi e decidere qualcosa? O bisogna sempre traccheggiare?

Giannini e Floris, uno dei due è di troppo

di Angelo Maria Perrino
@amperrino

@MassimoGiannini e @giovanniFloris, 4 per cento ciascuno, si dividono l'8% di @Ballarò l'anno scorso. Uno dei due è inutile

Rottamazioni

di Angelo Maria Perrino
@amperrino

Donato  Bruno, candidato di Forza Italia al Csm, si ritira. Ora ci si aspetta analoga mossa da Luciano Violante. Simul stabunt, simul cadent. L'usato non è più sicuro, avanti un altro, magari vergine di cose di potere e tecnicamente preparato.

C'era una volta il newsmagazine

di Angelo Maria Perrino
@amperrino

Bruno Manfellotto viene dismesso dalla direzione dell'Espresso e mandato a casa dal gruppo Cir. Era l'ultimo dei fedelissimi di Claudio Rinaldi, il vero uomo di De Benedetti per l'editoria. Arrivò a Panorama con una nidiata comunista da Paese Sera in chiusura sotto Carlo Rognoni. Poi il comune interesse per l'economia lo portò sotto l'ala del barbuto ex Lotta Continua, divenuto poi, con la spinta dell'Ingegnere, direttore prima di Panorama e poi dell'Espresso. Ma il lobbismo delle proprietà industriali e degli editori impuri deve fare i conti con i bilanci. E l'Espresso, come tutti i newsmagazine, da almeno un decennio è un morto che cammina. Ciao ciao Bruno, goditi la pensione e scrivi un libro sulla consorteria filo Dc-Pci di Fabiano Fabiani, Colombo dell'Enea, Giorgio La Malfa, De Mita ecc. Dove c'era anche Nazareno Pagani, morto giovane di incidente stradale. Ne conoscete di storie di potere, a partire dalla vicenda Eni-Petronim. Condividiamole, dai, la scrittura ti allieterà la solitudine della pensione.

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