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Oggi nel Pd si è discusso soprattutto sulle vicepresidenze e sull'opportunità o meno di 'concedere' i questori al M5S. Sulla prima questione si e' deciso che alla Camera debba andare una donna (molte le candidate, da Madia a Sereni), sulla seconda c'e' un'apertura che ha fatto irrigidire anche la Lega. Ma tra i democratici ci si interroga soprattutto su cio' che Pier Lugi Bersani andra' a dire domani al Colle. Cresce, viene riferito, il 'fronte' di chi vorrebbe che il segretario prendesse tempo, passasse, per esempio, la 'palla' ad una figura istituzionale, come Piero Grasso. "Gli abbiamo detto che non si chiama Walter, non puo' andare a sbattere...", riferisce uno dei 'big' del Largo del Nazareno. Bersani, questa la tesi, dotrebbe suggerire al Colle un nome in modo da sbloccare l'impasse. Ma le parole di Nichi Vendola che al Colle ha indicato chiaramente il nome di Bersani al momento sembrano avvalorare la tesi che per ora il vertice del Pd non preveda un 'piano B'. Il leader di Sel lancia la volata al segretario per un incarico pieno. Si tratterebbe di un incarico lampo: Napolitano potrebbe chiedere al segretario di verificare entro 72 ore la possibilita' di avere una maggioranza. Del resto da tempo e' partita la corsa al 'toto-ministri'. Per il nome di via xx settembre, per esempio, ora si fa il nome del capo economista e vice segretario generale dell'Ocse Pier Carlo Padoan. Cio' che emerge dal primo giro di consultazioni (e non si esclude che ce ne sia un altro a breve) è che il Capo dello Stato vuole un governo a tutti i costi, intende evitare la strada delle elezioni anticipate che metterebbe a rischio il Paese, ma chiede garanzie.

Napolitano nei colloqui avrebbe sottolineato piu' volte la necessita' di formare un esecutivo con numeri certi, ma anche fortemente 'agganciato' all'Europa. Chiaramente il presidente della Repubblica tirera' le somme al termine degli incontri che avra' con Beppe Grillo e Silvio Berlusconi prima di prendere una decisione. Il capogruppo del M5S al Senato, Crimi, ribadisce che il Movimento avra' un proprio candidato, ma la posizione emersa tra i grillini anche nella riunione di oggi e' quella di una chiusura netta a Bersani e di una possibile apertura ad un nome fatto da Colle. Un nome fuori dalla logica dei partiti e non riconducibile alle forze partitiche. Il Pd spera nell'appoggio di Monti che per ora ha aperto, riservandosi tuttavia di sciogliere del tutto le riserve e del Carroccio che domani si presentera' in delegazione con il partito di via dell'Umilta'. Il partito di via Bellerio, nei contatti con il Pd, non avrebbe escluso l'ipotesi di lasciare l'Aula, ma avrebbe chiesto un sostegno forte sui temi di battaglia leghisti. Al momento, quindi, non sembrano esserci le condizioni per un appoggio 'verde', ed e' poco probabile anche che un gruppo di grillini possa ripetere lo 'schema Grasso'. "In quel caso chiaramente verrebbero espulsi", spiega un deputato di M5S. La prima carica dello Stato e' quindi intenzionato ad accelerare i tempi, a percorrere tutte le strade per arrivare ad un esecutivo. Bersani domani ribadira' di essere disponibile, ma sul campo resta anche l'ipotesi di un incarico istituzionale con il Capo dello Stato che potrebbe affidarsi a Grasso e fare un appello al senso di responsabilita'. Per ora tuttavia i bersaniani chiudono all'ipotesi che ci possa essere una sorta di riedizione della 'strana maggioranza', ovvero - viene sottolineato - non c'e' alcuna possibilita' di una 'coabitazione' Pd-Pdl nonostante anche oggi sia arrivato da Berlusconi l'appello ad "un esecutivo di concordia". Avrebbe piu' chances, invece, un governo appoggiato da Pd, montiani e M5S. Ma anche tra i grillini c'e' la determinazione di chiudere a Grasso e a qualsiasi nome che arrivi dai partiti.

IL PUZZLE DI NAPOLITANO, TRA PROGRAMMA E VETI INCROCIATI - "C'e' l'assoluta necessita' di dare un governo al Paese, percio' si inizieranno a percorrere tutte le iniziative per ottenere questo obiettivo". Con una inusuale dichiarazione al termine del suo colloquio con il Capo dello Stato, il neo presidente del Senato, Piero Grasso, ha indicato la linea che Giorgio Napolitano intende seguire in queste complicate consultazioni per dar vita all'esecutivo che dovrebbe guidare il paese dopo le elezioni. Al Quirinale si intende dunque fare presto per dare un esecutivo all'Italia. Questi gli obiettivi dichiarati da Grasso e anche da Laura Boldrini, neo presidente della Camera ricevuta subito dopo di lui. "C'e' bisogno di un governo il prima possibile, il presidente esplorera' le strade per arrivare a questo scopo". Arrivata a Montecitorio Boldrini ha aggiunto che "Napolitano intende risolvere subito. Non spetta a noi, spetta a lui", ha detto. Come giungere a questo obiettivo e' ancora presto per dirlo, tutto, spiegano fonti del Colle, dipendera' dall'esito delle consultazioni e ancora una volta quindi si leggono con fastidio le diverse ipotesi circolate sulla stampa e nei palazzi del potere. Unica idea che non trova assolutamente albergo sul colle piu' alto, a tutt'oggi, e' quella di un anticipo seppur di pochi giorni della fine del mandato per il presidente Napolitano.

Per il resto si attende di vedere quali saranno le disponibilita', e anche le indisponibilita', manifestate dai gruppi parlamentari ascoltati dal Capo dello Stato. "Tutte le strade" dunque e' stato interpretato dai piu' come la volonta', in caso di insuccesso del Pd, di individuare una soluzione alternativa, come gia' successo in passato, per vedere se e' possibile dar vita a un governo. Intanto nelle consultazioni si sono verificate le posizioni gia' ampiamente annunciate nei giorni scorsi. Sel ha indicato in Bersani il premier che dovra' guidare l'esecutivo e a chi gli chiedeva se quello del segretario sia l'unico nome da spendere ha risposto che "lui dovra' essere l'interprete di tutto il coraggio di cui c'e' bisogno oggi per far uscire l'Italia dal pantano". Mentre Scelta civica ha chiesto un governo "stabile, solido e coraggioso" attraverso "l'assunzione di responsabilita' delle principali forze politiche disponibili sulla strada dell'Europa e delle riforme necessarie per risanamento finanziario e crescita", con un programma che mette quindi dei paletti ben precisi in funzione anti-Grillo. Fratelli d'Italia si e' detta "indisponibile a inciuci" ed ha caldeggiato un governo di scopo. Il Psi, Centro democratico e le autonomie di Svp hanno chiesto che si dia vita a un governo Bersani.

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