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Politica
Economist e Repubblica: i giornali degli Agnelli e i messaggi a Meloni

L’Economist attacca l’Italia ma dietro c’è Agnelli:  oltre la satira, una pizza infarcita di milioni di sterline?


Il recente attacco denigratorio che il settimanale britannico The Economist ha voluto regalare al nostro Paese con la nota copertina – e che ha prodotto frizioni diplomatiche - non è il solito ripresentarsi dello stereotipo ant –italiano, meglio noto come archetipo del “pizza e mandolino”. 

No, non si tratta di questo perché l’attacco questa volta non viene dalla perfidia Albione ma si tratta di un fatto ancor più grave e cioè è fuoco “amico”, italiano. Infatti, dietro all’Economist c’è la finanziaria di casa Agnelli, la Exor.

Gli stessi Agnelli che tramite Gedi controllano Repubblica e La Stampa. Indubbiamente si tratta di un delitto ben congeniato. Si spara nel mucchio sul modello del settimanale tedesco Stern specializzato in P38, spaghetti & mandolini per colpire il nuovo governo di Giorgia Meloni o, almeno, dargli un avvertimento neppure tanto occulto. 

Negli anni la famiglia Agnelli ha dimostrato tutto il suo ingrato disamore per l’Italia, tanto che ora, per dirne una, la Fiat Chrysler Automobiles è una società italo - statunitense di diritto olandese che fa capo a Stellantis.

Naturalmente in Italia si è puntato il dito contro la denigrazione all’estero del nostro Paese, cosa del resto a cui siamo purtroppo abituati, ma nessuno si è soffermato sul fatto che questa volta non sono gli inglesi a prenderci in giro ma direttamente un italiano, seppur dal cognome strano infarcito di k e nato a New York, come da tradizione radical–chic. Il messaggio aveva come destinatario il nuovo governo e, nello specifico, proprio la neo premier Giorgia Meloni che, essendo sveglia, ha infatti reagito per le rime.

Scoperto il mandante c’è da chiedersi quale sia invece il movente. Si tratta di un avvertimento, come già ipotizzato? Un avvertimento su fatti economico–finanziari di una certa complessità che ancora non sono ben chiari?
 

Oppure si tratta, più semplicemente, di supportare il direttore Maurizio Molinari che da giorni attacca la Meloni su Repubblica, ultimamente accostata sull’aborto al pensiero del leader polacco Jarosław Kaczyński? Ma “palpebra cadente Molinari” –per rimanere nel tema ironico così caro agli Agnelli- vale lo spreco di munizioni pregiate come queste? Forse, ma non ne siamo così convinti.

L’utilizzo di una testata nucleare come l’Economist deve nascondere ben altro, qualcosa il cui gioco valga la candela, data la risonanza internazionale della vicenda. Il messaggio è diretto al nuovo governo che fa bene a prestarci attenzione perché questa volta la solita pizza potrebbe essere infarcita di milioni di sterline.
 

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