Alessandro Amadori – Il numero uno di Coesis Research prevede nell’immediato un assestamento come saldo complessivo di voti in uscita e di voti in entrata a favore del Pdl di circa l’1%, ovvero 300-400.000 vori. “Poi tutto dipende dalla strategia che adotterà la Forza Italia 2.0”, spiega Amadori ad Affaritaliani.it. “Se si configurerà come una formazione di speranza, di progetto, di rilancio del Paese e anche di pacificazione e rasserenamento del clima politico potrebbe ottenere oltre il 30% dei consensi”. E aggiunge: “Il Centrodestra non è cambiato rispetto a 2 o 3 anni fa e potrebbe rientrare buona parte dell’astensione e dei voti che sono andati al Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo. Se invece Forza Italia si posizionerà come un partito di resistenza e di contrapposizione non avrà un grande successo”.
Nicola Piepoli – Secondo il decano dei sondaggisti, presidente dell’omonimo istituto demoscopico, prevede un piccolo incremento nell’immediato per il Popolo della Libertà, più che altro come segnale di affetto nei confronti del Cavaliere.
Fabrizio Masia – Secondo il numero uno dell’Istituto demoscopico EMG “agosto sarà il mese per capire come l’opinione pubblica metabolizzerà quanto è accaduto, poi a settembre vedremo le intenzioni di voto. Forse in un primo momento potrebbe esserci un ritorno di storici elettori di Berlusconi sul Pdl, come effetto emotivo. Poi vedremo cosa accadrà al governo e al Centrodestra con il ritorno di Forza Italia”.
