Di Alberto Maggi (@AlbertoMaggi74)
Il salvataggio dei quattro istituti di credito – Banca Marche, Banca Etruria, CariChieti e Cassa Ferrara – rischia di far perdere molti voti al Partito Democratico. Una grana per il premier Renzi e per la maggioranza che potrebbe penalizzare fortemente il Pd in vista delle elezioni amministrative della prossima primavera. Il governo lavora a una soluzione che riguardi comunque i soli acquirenti delle obbligazioni subordinate “azzerate” delle quattro banche e che, secondo indiscrezioni, prevederebbe un rimborso del 30%. Non di più. E comunque il provvedimento è da studiare con prudenza, perché c’è il rischio non solo che le nuove norme possano essere censurate dalla Ue, ma che costituiscano anche un “precedente” pericoloso nell’ordinamento italiano, creando una disparità di trattamento tra le varie forme d’impiego del capitale di rischio o tra i settori di investimento.
Il sondaggista Alessandro Amadori, esperto di flussi elettorali, interpellato da Affaritaliani.it, stima una perdita di circa 500mila voti per il Pd nei prossimi tre-sei mesi. E si arriva esattamente alla scadenza delle Comunali. Ad avvantaggiarsene potrebbero essere in egual misura la Lega Nord e il Movimento 5 Stelle. L’opinione pubblica è molto colpita da quanto accaduto e, anche se i correntisti non corrono rischi, il fatto che chi ha investito in obbligazioni fidandosi delle banche ora abbia perso tutto senza che l’esecutivo restituisca loro il 100% è “un fatto che penalizza il governo in carica. E quindi principalmente il Pd di Matteo Renzi”.
