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Elezioni anticipate: la memoria corta di Napolitano

Napolitano non ricorda o non vuole ricordare che lui stesso pose fine a due legislatura anticipatamente

Elezioni anticipate: la memoria corta di Napolitano
giorgio napolitano
Napolitano non vuole elezioni anticipate.

Giorgio Napolitano, una volta “Re Giorgio” ma ora semplice “Giorgio” tuona contro le elezioni anticipate affermando che le legislazioni si concludono naturalmente e non si anticipa un bel niente. Posizione peraltro niente affatto condivisa dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che anzi pare voler anticipare il più possibile, una volta fatta la legge elettorale.

Da un Presidente Emerito però ci si aspetterebbe un maggior rispetto per la memoria degli italiani: infatti la XVI legislatura (2008 – 2013) si concluse anticipatamente proprio grazie a Napolitano che decise di mandare a casa per tempo il governo Monti.

La legislatura doveva terminare a fine aprile e l’allora Presidente della Repubblica fece votare il 24 e il 25 febbraio (oltretutto con l’anomalia del pieno inverno) nonostante i proclami che faceva allora ed ora sulla scadenza naturale.

(cfr.: http://www.ilgiornale.it/news/interni/monti-rassegna-dimissioni-867569.html).

Allora parve che Napolitano volesse concedere tempo a Monti (che lui stesso aveva “creato”) per preparare un suo partito, Scelta Civica, poi discioltosi nel nulla.

Inoltre, fu sempre Napolitano a bloccare il secondo governo Prodi nella XV legislatura (2006 – 2008) (cfr.: http://www.repubblica.it/2008/02/dirette/sezioni/politica/crisi-governo-prodi/verso-scioglimento/index.html) dopo essere stato battuto su un voto di fiducia al Senato.

Un comportamento che lascia alquanto perplessi e non può non far pensare a qualcosa d’altro come il progressivo deterioramento dei rapporti con l’ex premier Renzi che invece vuole votare il più presto possibile e all’uopo, da segretario del Pd, ha accelerato l’iter per la nuova legge elettorale che forse non piace a Napolitano, ma questo dissenso non dovrebbe essere nobilitato a livello di fondamenti costituzionali.