Non c’è un vero vincitore di queste elezioni amministrative, ma non c’è nemmeno uno sconfitto. Certamente il risultato del Movimento 5 Stelle a Roma è eclatante e ben superiore alle previsioni della vigilia. Virginia Raggi va al ballottaggio con più del 35% dei voti ed è nettamente la favorita per diventare il primo sindaco donna della Capitale. Molto bene i grillini anche a Torino con Chiara Appendino oltre il 30% e in corsa per giocarsela con Piero Fassino al secondo turno. A Milano, però, il M5S delude con Gianluca Corrado così come a Napoli con Matteo Brambilla e a Bologna con Massimo Bugani. Meglio al Sud che al Nord i 5 Stelle, tranne ovviamente il capolugo campano. Complessivamente più luci che ombre.
Il Partito Democratico di Matteo Renzi, tutto sommato, evita il peggio. Certo brucia l’esclusione dal ballottaggio a Napoli di Valeria Valente così come quei risultati modesti e inferiori alle previsioni a Torino e soprattutto a Bologna, ma alla fine a Milano, anche se di poco, Giuseppe Sala riesce a restare davanti a Stefano Parisi e soprattutto a Roma Roberto Giachetti vince la sfida con Giorgia Meloni per il secondo posto. Il Pd tiene poi al primo turno Cagliari, anche se in altre città come Novara e Varese ottiene risultati inferiori alle aspettative. Ora la minoranza dem partirà all’attacco del premier-segretario, che però può continuare a concentrarsi sul decisivo referendum istituzionale di ottobre.
Complessa la situazione nel Centrodestra. Il risultato migliore è a Milano, dove la coalizione si è presentata compatta con un candidato moderato come Stefano Parisi. Forza Italia ha ottenuto risultati molto modesti a Bologna, Torino, Napoli e Roma ma all’ombra della Madonnina sorprendentemente è riuscita a battere nettamente la Lega. Matteo Salvini non può cantare vittoria. A Torino la Lega vince la sfida con gli azzurri ma è del tutto fuori dai giochi. Va al ballottaggio a Bologna ma con Lucia Borgonzoni appena sopra il 20%. Qualche risultato positivo nei centri minori per il Carroccio, specie in Veneto, ma complessivamente il risultato è modesto. Anche perché al Centrosud non sfonda e ottiene risultati molto contenuti. Fratelli d’Italia batte nettamente Forza Italia a Roma, ma Giorgia Meloni ha perso la sua sfida principale.
Male la sinistra radicale. Stefano Fassina limita i danni a Roma, ma Federico Martelloni a Bologna, Basilio Rizzo a Milano e soprattutto Giorgio Airaudo a Torino ottengono una delusione cocente modello Arcobaleno di Bertinotti. De Magistris è un caso a parte e del tutto personale: oltre il 40% drenando anche molti voti grillini. Casapound non bissa il successo di Bolzano e rimane del tutto marginale, così come il Partito Comunista che con il suo segretario, Marco Rizzo, a Torino resta sotto l’1%.


