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Politica

"Io al Quirinale? Potrei cantare la canzone 'non ho l'età'. Bisogna avere una forza straordinaria per tenere in piedi un impegno così importante come quello che Grillo, con molta simpatia e affetto, mi propone. Sono commosso". Il Nobel per la letteratura Dario Fo, intervistato da Affaritaliani.it (ascolta qui l'intervista integrale), declina la proposta di Beppe Grillo. E sul successo del M5S alle elezioni: "Anche io e Franca siamo rimasti sorpresi, soprattutto per le dimensioni del successo, soprattutto con tutta la carica di risentimento, di disprezzo, di ironia bassa e anche di frottole raccontate per sminuire il Movimento".

 

 

Il premio Nobel è incredulo che Berlusconi abbia vinto ancora: "Pensavo che quegli italiani fossero più intelligenti". Poi si appella a Grillo e Bersani perché collaborino: "In Sicilia il Pd è al potere e però si è affiancato al M5S per realizzare dei punti fondamentali del programma di entrambi. Noi siamo pronti a realizzare quelle cose che abbiamo in cantiere da tempo: come il conflitto d'interessi, la scuola, il lavoro". E sulla vittoria di Maroni in Lombardia: "E' un grosso guaio. Non si capisce il perché. Un gruppo che ha fatto cose turpi dentro il Pirellone e riesce a vincere lo stesso… Ambrosoli forse non aveva grinta, non aveva la passione, non produceva un brivido di slancio, ma è una persona straordinariamente corretta e pulita".

 

Beppe Grillo lancia Dario Fo al Quirinale. E tu, chi vorresti come prossimo Presidente della Repubblica? VOTA
 

GRILLO LANCIA DARIO FO - Grillo lancia Dario Fo al Quirinale e gela il governissimo Pd- Pdl. Per la presidenza della Repubblica "io ho una mia idea personalissima: Dario Fo, un nobel famoso nel mondo. Ha una lucidità fantastica, è un ragazzo. Ha parlato con i meetup e ha capito perfettamente il senso del Movimento" ha dichiarato il leader M5S parlando con i giornalisti all'esterno della sua villa del quartiere genovese Sant'Ilario.

L'ex comico, il vero vincitore di questa tornata elettorale, ha anche stoppato subito una possibile alleanza tra centrosinistra e centrodestra: "Che si mettano il cuore in pace, noi siamo l'ostacolo". "Faranno un governissimo pdmenoelle - pdelle. Contro di noi non ce la possono più fare, che si mettano il cuore in pace" ha scritto su Twitter il leader del Movimento Stelle, primo partito alla Camera col 25% di preferenze.

"Non siamo mica contro il mondo, vedremo quando saremo dentro al Parlamento" come comportarci, ha poi spiegato parlando con i giornalisti che lo aspettavano da ore fuori dalla sua villa del quartiere genovese di Sant'Ilario. "Se ci sono proposte che rientrano nel nostro programma assolutamente le valuteremo" ha concluso.

Grillo

Articolo e intervista di Tommaso Cinquemani (@Tommaso5mani)

 

AZZURRA CANCELLERI (M5S) AD AFFARI

 

"Nessuna alleanza. La domanda da fare agli altri partiti politici è una sola: siete disposti a mettere da parte la distinzione destra-sinistra e a valutare i singoli provvedimenti oppure no? In questa scelta sta la governabilità o meno". Azzurra Cancelleri, sorella del più noto (per ora) Giancarlo, leader dei grillini siciliani, sta per trasferirsi a Roma e ad Affaritaliani.it spiega: "Seguiremo il nostro programma, quindi reddito di cittadinanza, legge anti-corruzione, ma anche tagli alla spesa pubblica". Non ci sarà un leader, ma tutto verra deciso "in maniera collegiale".


Azzurra Cancelleri, come si sente ad essere eletta al Parlamento nelle fila del Movimento 5 Stelle?
"Sono contenta, non solo per il mio risultato personale, ma soprattutto per l'incredibile successo che ha conseguito il Movimento 5 Stelle. Finalmente il lavoro che i miei colleghi stanno facendo all'Ars (l'Assemblea regionale siciliana, ndr), potremo farlo anche a livello nazionale".

Tra qualche giorno vi trasferirete a Roma, quali obiettivi vi darete?
"Noi ci siamo ripromessi, una volta saputo il risultato delle elezioni, di vederci e di coordinarci in una assemblea interna al Movimento. Questo è il nostro modo di operare. Per prima cosa eleggeremo il capogruppo che sceglieremo facendo una votazione tra di noi. Ma non sarà un leader, bensì un portavoce".

Quali saranno i primi provvedimenti che presenterete?
"Quelli del programma, quindi reddito di cittadinanza, legge anti-corruzione, ma anche tagli alla spesa pubblica".

Tutte le decisioni verranno prese in modo collegiale o ci sarà qualcuno a 'dirigere' il Movimento?
"No, decideremo tutto in modo collegiale, è il nostro modo di operare. Dato che però i nostri numeri sono alti prenderemo le singole decisioni dividendoci secondo le commissioni, in modo da snellire il lavoro".

I numeri risicati al Senato condannano il Paese all'ingovernabilità. I voti dei grillini potranno fare la differenza. Vi alleerete con altri partiti?
"Agiremo come abbiamo fatto in Sicilia, dove non esiste una maggioranza netta. Il nostro modo di operare è di valutare le proposte non in base a chi le presenta, ma in base al merito. Se le proposte che vengono fatte sono in linea con il nostro programma le votiamo, altrimenti proponiamo degli emendamenti o votiamo contro".

Quindi nessun impegno diretto di governo?
"Noi porteremo questo modo di agire anche al Parlamento italiano. Se questo modo di agire viene accolto da tutti i partiti il problema dell'ingovernabilità non si presenterà perché si troveranno dei punti di incontro. Ci dipingono come la forza che farà cadere il governo e che condannerà il Paese all'ingovernabilità, ma così non è, noi siamo assolutamente propositivi".

Quindi come vi comporterete di fronte ad una eventuale richiesta di alleanza?
"La domanda da fare agli altri partiti politici è una sola: siete disposti a mettere da parte la distinzione destra-sinistra e a valutare il merito oppure no? In questa scelta sta la governabilità o meno. Non c'è bisogno di stringere alleanze, anche perché se come in Sicilia ci sono due partiti come Pd e Udc, che hanno programmi diversi, gli scontri ci sono comunque".

Ad urne chiuse un solo dato è certo: l'Italia è ingovernabile. I dati parlano chiaro, al Senato il Centrosinistra ha guadagnato 121 seggi, il Centrodestra 117, Monti 'solo' 22, e il Movimento 5 Stelle ha vinto alla lotteria con 54 poltrone. Per governare servono 158 seggi e nessuno li ha. In Largo del Nazareno i vertici del Pd si arrovellano su quali alleanze si possano stringere per governare il Paese. Quel che è certo è che Bersani vuole per sé l'incarico di formare il nuovo esecutivo. "Chi vince alla Camera dovrà avere l'onere della responsabilità di fare le prime proposte al Capo dello Stato", ha spiegato Enrico Letta, vicesegretario del Pd.

L'intenzione di proporre il premier è stata confermata da Nichi Vendola. "Ho sentito Bersani e la nostra prima valutazione è stata questa: tocca a noi". Il leader di Sel ha poi aggiunto: "Tutti ci dicevano di guardare a Monti. Ma lui è uno sconfitto. Grillo è il vero vincitore delle elezioni". E' questo il punto. L'interlocutore privilegiato del Pd, secondo quanto può riferire Affaritaliani.it, sarà il Movimento 5 Stelle, l'unico con il pacchetto di seggi necessario a dare stabilità al Paese.

Gli ostacoli sulla strada dell'alleanza però sono moltissimi. Primo fra tutti lo stesso Beppe Grillo che, assediato dai giornalisti nella sua villa ligure, ha detto di non volere inciuci. Quello che i maggiorenti del Pd proporranno sarà un appoggio esterno su singoli provvedimenti: nuova legge elettorale, dimezzamento del numero dei parlamentari, azzeramento del finanziamento pubblico ai partiti, più qualche incentivo per la crescita. Il premier, neanche a dirlo, non potrà certo essere Bersani. Serve qualcuno super partes che garantisca l'imparzialità: magari una donna come Emma Bonino. Una cosa è certa, l'alleanza con Grillo è tutt'altro che facile e di certo non durerà cinque anni.

C'è poi l'ipotesi inconfessabile, ma resa possibile (e probabile) dalla necessità di non tornare alle urne e rischiare di lasciare il Paese senza guida per i prossimi mesi: l'alleanza con il Pdl in un governo di larghe intese. L'agenda degli impegni istituzionali parla chiaro, non si può tornare alle urne in tempi brevi perché il Presidente della Repubblica non può sciogliere le Camere trovandosi nel 'semestre bianco', il lasso di tempo della durata di sei mesi prima della sua rielezione. Rielezione che dovrebbe avvenire il 15 aprile, mentre il settennato di Napolitano terminerà il 15 maggio. In questo lasso di tempo l'unica soluzione possibile è una 'grosse koalition'.

"Tutti devono riflettere su cosa si può fare di utile per l'Italia, e la riflessione prenderà qualche tempo. Credo che l'Italia non possa non essere governata", ha dichiarato Silvio Berlusconi in mattinata. Non è utile, invece, secondo l'ex premier, ritornare al voto. "Tutti devono acconciarsi a fare qualche sacrificio: non credo che quest'Italia possa non essere governata. Io sono tranquillo, ho la coscienza a posto". Il Cavaliere però esclude qualunque tipo di alleanza con Monti: "Con la politica di austerità ha messo il Paese in una situazione pericolosa con una spirale recessiva, l'aumento del debito e della disoccupazione e la chiusura di mille imprese al giorno. Non credo sia possibile nessun accordo". Grande alleanza Pdl-Pd insomma, magari della durata di alcuni mesi, giusto il tempo di cambaire la legge elettorale. Ma con quale programma stringeranno l'accordo e soprattutto con quale premier? Tra i neoeletti gira il nome del ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera, ma c'è chi vorrebbe il ritorno di Matteo Renzi.

 

 

 

 

 

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