L’ansia da elezioni, subito dopo la decisione della Consulta sulla legge elettorale ,ha contagiato in maniera preoccupante gli ‘abitanti ‘della palude politica italiana.
In un nanosecondo molti hanno fiutato il momento buono per riprendersi il potere,altri hanno avvertito il pericolo che potrebbero lasciarlo. Mai come ora, dopo un momentaneo periodo di sordina, sono ripartite le interviste su giornali e televisioni. Salvini e Meloni, Renzi e Bersani, D’Alema e persino Monti ha ‘rispolverato il vecchio loden professorale’.
Tutti pero’ si sono trovati concordi nel dimenticare totalmente i programmi e soprattutto gli italiani.
Il mondo traballa e l’Italia non e’ da meno. Ma veramente qualcuno di buon senno e’ convinto sia questo il momento di andare alle elezioni?
Abbiamo un 40% di giovani disoccupati e una burocrazia che costa alle PMI ( uno dei motori del paese) la astronomica cifra di oltre 30 miliardi, circa il 2% del Pil. Un terzo di questo costi nasce dall’inefficienza di uno stato sprecone e colpevole.
Non ci facciamo mancare neppure una P.A. mastodontica che vale un 17% del Pil. Un dinosauro che non solo mangia tanto ma rovina fortemente le imprese che ad esso si avvicinano. Il lavoro eseguito, infatti, non viene pagato o pagato con ritardi inimmaginabili.
Unica realta’ in crescita nel paese, e di un bel 41% nel 2017?
Le richieste di asilo per i migranti e forse anche i bilanci dei centri di accoglienza.
Stante questa situazione le elezioni, e tutto il processo di avvicinamento, non farebbero altro che creare aumento di costi, instabilità’ e in ultima analisi caos.
Ed allora e’ importante che il nostro primo ministro Gentiloni tenga la barra diritta, porti avanti questo governo fini alla naturale fine della legislazione.
Nel frattempo si regali agli italiani un paio di riforme, e agli osservatori esteri l’immagine di un paese moderatamente stabile.
Si pagheranno i vitalizi a quelli che finiranno la legislatura ? Va bene, un altro boccone amaro da digerire, che rappresenta comunque un danno collaterale minore rispetto ad un paese costretto a gestire l’ansia da elezione della nostra classe politica.
