Allora, siete pronti per un governo del Presidente con il Movimento 5 Stelle? “E’ tutto open, vediamo cosa succede. Impossibile fare previsioni oggi”, risponde un deputato di lungo corso del Partito Democratico. Il post di domenica del vicepremier Luigi Di Maio non contiene mai la parola elezioni e, pur smentendo ogni tipo di inciucio, si affida al presidente della Repubblica. Il capo politico del M5S è quindi in perfetta linea con Beppe Grillo e anche con Matteo Renzi che ha parlato di un esecutivo per evitare l’aumento dell’Iva.
Anche Liberi e Uguali, che ha come principale obiettivo quello di evitare Salvini premier, è pronta a sostenere un governo del Presidente. Ma, numeri alla mano, al Senato un esecutivo M5S-renziani-Leu si fermerebbe attorno a quota 140 e alla Camera non andrebbe oltre i 290-295 al massimo. Insufficienti per la fiducia.
Il pallino è quindi nella mani di Nicola Zingaretti e soprattutto, sembra incredibile ma è così, di Silvio Berlusconi. Un senatore dem vicino al segretario spiega: “Magari se ci sta anche Forza Italia…”. Il governatore della Regione Lazio è stato eletto segretario meno di sei mesi fa con un plebiscito popolare e ora rischia di farsi dettare la linea dall’ex premier, che, probabilmente, ha bisogno di tempo per organizzare il suo partito (attualmente dato al 2-3% nei sondaggi).
Se Zingaretti accetta di governare con i 5 Stelle sconfessa la linea decisa solo due settimane da nella Direzione Nazionale del Pd che ha votato proprio per nessun intesa con i pentastellati. Altra cosa sarebbe un governo di qualche mese (poi si vedrà) voluto dal Capo dello Stato per salvare i conti pubblici ed evitare il salasso dell’aumento dell’Iva. Ed ecco che serve una parte di Centrodestra. Esclusi ovviamente Lega e Fratelli d’Italia, si guarda a Forza Italia dove, secondo indiscrezioni, Gianni Letta starebbe lavorando dietro le quinte per scongiurare il ritorno alle urne in ottobre. L’ex Cavaliere ha chiesto le elezioni il giorno stesso della rottura da parte di Salvini ma tra i suoi (e non solo Gianfranco Rotondi) sono diversi coloro che caldeggiano un’altra soluzione.
Berlusconi sa che nei sondaggi non va oltre l’8% (nelle migliori delle ipotesi) e quindi in cambio del no a “inciuci” o a governi del Presidente chiede a Salvini la garanzia che ci sarà un’alleanza elettorale che include anche Forza Italia (o l’Altra Italia) in modo tale da poter tornare a giocare un ruolo di primo piano e di avere più parlamentari grazie ai collegi uninominali. Salvini avrebbe voluto al massimo allearsi con la Meloni e con Giovanni Toti, ma – come sembra gli abbia consigliato Giancarlo Giorgetti – potrebbe essere costretto a dire sì all’intesa con Berlusconi se vuole evitare il governo Grillo-Renzi-Fico-Boldrini con le tanto sospirate elezioni rimandate a data da destinarsi.

