Le elezioni dei presidenti delle Camere hanno regalato colpi di scena su colpi di scena. Prima Matteo Salvini strappa con Silvio Berlusconi e annuncia di non aver votato per Paolo Romani bensì per Anna Maria Bernini, e poi poco prima della mezzanotte Danilo Toninelli e Giulia Grillo del m5s hanno dato la notizia della candidatura ufficiale di Riccardo Fraccaro a Presidente della Camera.
Ma come? E Roberto Fico?
Semplice, Fico è stato falcidiato in quanto capo dell’ala ortodossa del Movimento (quella contraria alle alleanze con chicchessia, e ovviamente anche con la Lega) nonché acerrimo rivale e nemico di Luigi Di Maio.
Nato nel 1981 a Montebelluna (Treviso), Riccardo Fraccaro è stato fondatore del Meetup di Trento, ed eletto nel 2013 deputato con i grillini. E’ anche “probiviro” e fu affiancato a Virginia Raggi assieme al collega Alfonso Bonafede (e al solito Toninelli) ai tempi del “caso Marra” come sorta di “garante”.
Non è un segreto che Fraccaro sia un fedelissimo di Di Maio, e uomo perfetto per la tessitura di rapporti con le altre forze politiche, e in particolar modo la Lega di Salvini. Fico, capo dell’ala ortodossa del m5s, rivale di Di Maio da sempre, è stato via via sempre più isolato e oggi subisce financo lo scacco della sua eliminazione dalla corsa per la Presidenza della Camera.
L’egemonia di Luigi Di Maio (e di Davide Casaleggio) sul Movimento 5 Stelle è ormai lampante, e – con l’esautorazione di Roberto Fico – la fronda interna accusa un colpo forse letale. Ma è tutto vero o è una boutade? Parrebbe infatti che l’opzione Fico sia ancora sul tavolo e che la dichiarazione di Toninelli e Grillo possa essere uno stratagemma dallo scopo non meglio identificato. Del resto i grillini ci hanno abituato allo spettacolo, e a quanto pare anche la nuova legislatura sarà all’insegna delle trovate teatrali…

