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Politica


Francesco Pigliaru, sassarese di 59 anni, è il candidato governatore del centrosinistra alle elezioni regionali che si terranno in Sardegna il prossimo 16 febbraio. E' stato votato all'unanimità dalla direzione regionale del Pd, in corso questa mattina a Oristano. Pigliaru sostituisce così l'europarlamentare Francesca Barracciu, vincitrice delle primarie, che ha rinunciato alla candidatura poiché indagata per lo scandalo dei fondi ai gruppi del consiglio regionale.

Economista, nato nel 1954 a Sassari, al nome di Pigliaru si è arrivati dopo una lunga serie di interlocuzioni interne tra le diverse correnti del Pd. Nel fine settimana si è arrivati a definire l'identikit del candidato e tra tutti i nomi fatti in questi giorni, tra i quali anche quelli di Aldo Berlinguer, si è giunti ad una terna con Pigliaru sempre presente. A poco a poco sono scese le quotazioni del segretario nazionale della Fnsi, Franco Siddi, e del rettore dell'università di Sassari, Attilio Mastino, mentre nelle ultime ore riprendevano quota quelle del parlamentare olbiese, Gian Piero Scanu. Restava però ancora qualche veto incrociato da parte di alcune correnti. Nelle prime ore di oggi la svolta con la convergenza su Pigliaru. L'economista ha già avuto un'esperienza diretta in politica nel 2004, quando fu chiamato dall'allora presidente della Regione, Renato Soru, a ricoprire la carica di assessore del Bilancio.

"Sono pronto e sono molto contento di questa scelta - ha commentato il candidato alla guida della Sardegna -. E' una responsabilità importante. Siamo tutti pronti per dare speranza a chi ha perso il lavoro e ai giovani della nostra terra. In questo momento c'è poco lavoro e c'è molta paura del futuro. Cominciamo da subito a fare le cose giuste e a far funzionare la Regione. Ora entrerà in campo una proposta molto forte e molto convincente. Siamo ottimisti".

Pigliaru incassa pure il pieno sostegno della Barracciu, vincitrice delle primarie di fine settembre ma costretta - a fine dicembre - a compiere un passo indietro dopo essere stata indagata per peculato dalla procura di Cagliari nell'ambito dell'inchiesta sulle spese di fondi dei gruppi del consiglio regionale. "Pensiamo di aver fatto la scelta giusta per ripartire", ha dichiarato Barracciu al Gr regionale della Rai, "e con il centrosinistra per far ripartire la Sardegna messa in ginocchio da Ugo Cappellacci (attuale presidente eletto nel 2009 in quota Pdl ma poi confluito al Gruppo misto dopo aver optato per Forza Italia ndr). Farò la campagna elettorale come se fosse quella che avrei condotto come candidata alla presidenza della Regione".

Intanto, però, in casa del Movimento 5 Stelle c'è fibrillazione. Nonostante lo sciopero della fame messo in atto per tentare di smuovere le intenzioni del leader Beppe Grillo, il M5S non parteciperà al voto regionale in Sardegna. A poche ore dalla chiusura del termine per la presentazione dei simboli, la notizia è stata ufficializzata dalla deputata sarda Emanuela Corda con un post su Facebook: "Il nostro tempo è scaduto - scrive - e bisogna farsene una ragione. Noi non presenteremo alcuna lista, perché non siamo ancora pronti per farlo".
 

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