Emma Bonino, nata a Bra il 9 marzo 1948, è stata per oltre mezzo secolo una delle figure più riconoscibili del radicalismo italiano ed europeo. Deputata, senatrice, commissaria europea e ministra degli Esteri, ha legato il proprio nome alle battaglie per i diritti civili, l’aborto, la lotta alla pena di morte e l’integrazione europea.
È morta oggi, venerdì 11 settembre, dopo il ricovero in terapia intensiva all’ospedale Santo Spirito di Roma per un peggioramento della funzionalità respiratoria.
Emma Bonino, dalle lotte con i radicali al Parlamento
Emma Bonino entra nel Partito radicale nel 1975, negli anni in cui il movimento guidato da Marco Pannella porta nelle istituzioni alcune delle principali battaglie sui diritti civili.
La sua attività politica si intreccia sin dall’inizio con le campagne sulla liberalizzazione dell’aborto, la disobbedienza civile, il referendum sul nucleare, la lotta contro la fame nel mondo e l’abolizione della pena di morte.
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Nel 1976 viene eletta alla Camera dei deputati. Da quel momento la sua presenza nelle istituzioni italiane attraversa diverse legislature, dalla VII alla XII, per poi tornare alla Camera nel 2006 e successivamente al Senato.
La dimensione europea accompagna quasi tutta la sua carriera. Bonino entra nel primo Parlamento europeo eletto a suffragio universale nel 1979. Viene confermata nelle legislature successive e torna a Strasburgo nel 1999 con la Lista Emma Bonino, che alle elezioni europee di quell’anno raggiunge l’8,5% dei voti.
Emma Bonino: commissaria europea e ministra nei governi italiani
Tra il 1995 e il 1999 Emma Bonino entra nella Commissione europea guidata da Jacques Santer. Le vengono affidate le competenze su pesca, tutela dei consumatori e aiuti umanitari. Successivamente assume anche responsabilità sulla sicurezza alimentare e sulla protezione della salute dei consumatori.
Nel 2006 torna nel governo italiano con Romano Prodi. Dal 17 maggio 2006 al 6 maggio 2008 è ministra del Commercio internazionale e, contemporaneamente, ministra senza portafoglio per le Politiche europee.
Alle elezioni del 2008 viene eletta senatrice. Dal maggio dello stesso anno al marzo 2013 ricopre la carica di vicepresidente del Senato e presiede anche la Commissione per le pari opportunità.
L’incarico istituzionale più alto nel governo arriva nel 2013. Enrico Letta la sceglie come ministra degli Affari esteri. Bonino guida la Farnesina dal 28 aprile 2013 al 21 febbraio 2014.
Emma Bonino: +Europa e il ritorno al Senato
Negli anni successivi Bonino continua a promuovere una linea fortemente europeista.
Nel 2018 viene eletta nuovamente al Senato, nel collegio di Roma Gianicolense, con +Europa. Durante la XVIII legislatura entra nella Commissione Politiche dell’Unione europea e nella Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani.
È stata inoltre presidente di +Europa tra il 2024 e il 2025, proseguendo l’attività politica anche dopo l’uscita dal Parlamento.
Emma Bonino, il tumore al polmone e gli anni delle cure
Nel 2015 Emma Bonino rese pubblica la diagnosi di un microcitoma al polmone sinistro, una forma aggressiva di tumore polmonare. La malattia la costrinse a un lungo ciclo di cure, senza però interrompere l’attività politica. Dopo circa otto anni annunciò la conclusione positiva delle terapie.
Nel novembre 2025 era stata nuovamente ricoverata d’urgenza al Santo Spirito di Roma e trasferita successivamente alla Stroke Unit del San Filippo Neri.
In quell’occasione i medici esclusero una recidiva del tumore, attribuendo il malore a un problema metabolico. Dopo circa una settimana Bonino venne dimessa.


