“Voglio bene agli artigiani e voglio bene alla Cna, sono qui per ringraziarvi come associazione per quello che abbiamo discusso e portato avanti insieme in questi anni”. Così, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, intervenendo all’evento celebrativo per l’80esimo anniversario della Cna, all’Auditorium Antonianum, a Roma. “Mi sono trovata di fronte una realtà ragionevole, che legittimamente fa il proprio interesse, ma che deve stare in un interesse più grande. Lo dico senza piaggeria, con convinzione. Quando trovo qualcuno che è in grado di inserire il proprio interesse in un contesto più ampio quella persona merita di essere ascoltata anche un’ora e mezza”. E ancora: “Ogni volta che un artigiano fa bene il proprio lavoro rende l’Italia più unica, in un mondo di omologazione voi continuate a rappresentare un baluardo di autenticità. Senza artigianato il Made in Italy non esisterebbe. Il Made in Italy non è un semplicemente un marchio, è un modo di stare al mondo”.
Meloni ha assicurato che il governo andrà avanti con la legge delega sull’artigianato, con l’obiettivo di tutelare la specificità delle imprese del settore e rafforzarne il ruolo nel sistema produttivo: “La considero una misura che aumenta l’occupazione, non un favore agli artigiani, ma qualcosa che rafforza il nostro sistema produttivo, questo è un po’ il nostro obiettivo”, ha spiegato Meloni. Tra gli interventi rivendicati dal governo c’è anche la stretta sulle cosiddette attività “apri e chiudi”, imprese che vengono utilizzate per evadere il fisco e sottrarsi ai controlli: “Ne abbiamo chiuse, grazie alle norme che abbiamo fatto, oltre 30mila. Un po’ di sana giustizia nei confronti degli imprenditori onesti”.
Il tema dell’energia
Altro dossier sul quale il governo “lavora incessantemente” è quello del costo dell’energia. La presidente del Consiglio ha ricordato i circa 60 miliardi di euro stanziati in questi anni per proteggere famiglie e imprese dall’aumento dei prezzi, dal potenziamento del bonus sociale agli interventi per alleggerire le bollette di piccole e grandi imprese, fino alle misure adottate durante l’impennata dei prezzi dei carburanti legata al conflitto in Iran e alla crisi di Hormuz. “Continuiamo a lavorare ogni giorno e riteniamo che l’Europa possa avere una voce più solida, forse anche unica come mi è capitato di vedere in altre situazioni”, ha detto la premier.
Meloni ha quindi ricordato gli interventi sui carburanti, dal taglio delle accise al meccanismo delle accise mobili, fino all’abolizione del bollo auto sulle vetture utilizzate dalle famiglie in città. “Sono fiera che tre società, Eni, Socar e Q8, abbiano aderito all’appello del governo, fissando un tetto al prezzo dei carburanti e che a queste oggi si sia aggiunta la libica Tamoil, che voglio ringraziare. Non basta, lo so, servono soluzioni strutturali di lungo periodo”, ha affermato la premier, che ha poi rilanciato l’impegno sul nucleare per accelerare sull’indipendenza energetica.
Quanto al nucleare, il governo punta ad accelerare sulla produzione nazionale di petrolio e gas: “L’obiettivo è recuperare i troppi ritardi accumulati dall’Italia negli anni. Non ha grandissimo senso che noi prendiamo energia nucleare prodotta da centrali di nazioni a noi vicine e non produciamo quell’energia, ha sottolineato la premier.
La flessibilità
Meloni ha poi rilanciato il tema della flessibilità, a seguito della lettera inviata a Ursula von der Leyen che, secondo quanto si apprende, sarebbe stata già ricevuta dalla Presidente della commissione Ue. “Tra i dossier che abbiamo prioritari sul tavolo c’è la maggiore flessibilità in Europa per far fronte alla crisi energetica. Quando lo abbiamo fatto molti dicevano che non era necessario, non era un tema esplosivo. Registro a mesi di distanza diversi colleghi europei che pongono la stessa questione. L’Italia è stata lucida nel porla per tempo e nell’ottenere 14 miliardi, sono risorse che vogliamo utilizzare per abbassare strutturalmente il prezzo dell’energia per le imprese”.
“In queste ore stiamo ponendo un’altra questione importante, circa il problema dell’impatto sui conti pubblici dell’aumento dell’inflazione rispetto all’inflazione programmata. E’ ovvio che se l’Unione europea ha fatto tutte le stime su un’inflazione che era programmata e oggi l’inflazione è più alta, noi dobbiamo considerare che quei conti sono completamente diversi. L’Italia ha una serie di adeguamenti automatici per legge. Pensate alle pensioni, pensate all’assegno unico. Non si può non tenere in considerazione questo cambio totale dei conti, che non dipende dalle scelte che fa il governo ma dipende dalla situazione contingente”, ha aggiunto.
I migranti
Sul fronte dell’immigrazione, Giorgia Meloni ha ribadito la necessità di lavorare sui canali regolari, a partire dalla formazione nei Paesi di origine. “Ringrazio il presidente della Cna Costantini per aver ricordato il tema dei corridoi, della formazione nei Paesi terzi, di canali di migrazione legale, perché uno degli elementi che hanno composto la nostra politica migratoria è combattere l’immigrazione illegale, ma fornire all’immigrazione legale la formazione per potersi pienamente integrare, e questo è un lavoro che abbiamo fatto insieme. Ma dall’altra parte io non voglio rinunciare a vedere ragazzi italiani ben pagati che danno continuità alle nostre aziende così legate alla loro identità. E su questo, ripeto, credo che ci voglia il tema di una rivoluzione culturale”.
“Le condizioni sono quelle che sono, però cerchiamo tutti, con le nostre mani, con la nostra intelligenza, con la storia che ci portiamo alle spalle e con la nostra creatività, di costruire soluzioni.” È l’appello della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, intervenuta all’evento per gli 80 anni della Cna. «Cerchiamo di farlo insieme, perché un sistema fa la differenza», ha aggiunto la premier, ricordando come anche nei momenti più difficili degli ultimi anni la capacità di fare sistema abbia consentito al Paese di «portare a casa i risultati».


